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Il boss della Camorra Iovine tradito dal panettone

Antonio Iovine era da quasi 15 anni nella lista dei trenta latitanti più pericolosi ricercati dalla Polizia. Nessuno avrebbe immaginato che un panettone avrebbe permesso la sua cattura.


Antonio Iovine, boss della Camorra appartenente al clan dei Casalesi, è stato arrestato mercoledì scorso proprio a Casal di Principe, mentre si trovava a casa del muratore Marco Borraca, che lo copriva e lo aiutava assieme alla sua famiglia.

La cosa curiosa di questa vicenda, che altrimenti non avrebbe nessuna attinenza con questa guida, è che la cattura del boss è seguita ad una intercettazione, risalente a lunedì sera, in cui il muratore casalese (arrestato anch’egli per favoreggiamento) sosteneva l’impellenza di acquistare un panettone (di quelli con l’uvetta) per un ospite atteso nei giorni successivi.

La richiesta, abbastanza singolare a più di un mese dal Natale, a sentire i discorsi intercettati sembrava dovesse essere esaudita a tutti i costi. Segno, secondo gli investigatori, che proveniva da qualcuno molto potente, che andava perciò accontentato. Ecco così che sono stati controllati i movimenti delle donne di casa Borraca, da tempo sospettate di essere loro ad occuparsi degli spostamenti logistici del capo dei Casalesi.

Quando si è avuta la sicurezza che Antonio Iovine fosse a tavola con i suoi complici, è scattata l’irruzione nell’abitazione di via Cavour. Il boss, dopo un debole tentativo di fuga dal terrazzo, è stato ammanettato senza che opponesse alcuna resistenza. Non sappiamo se avesse fatto in tempo a mangiare il tanto agognato panettone. Fosse così, probabilmente gli sarà rimasto indigesto.

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