
La steganografia consente di occultare un messaggio all’interno di un altro elemento apparentemente in chiaro, ovvero visibile a tutti. E’ una tecnica che risale agli antichi romani, i quali scrivevano i loro messaggi tra una riga e l’altra usando una sorta di inchiostro invisibile.
Nel corso degli anni la steganografia si è evoluta, nella seconda guerra mondiale i tedeschi introdussero il microfilm, ovvero fotogrammi che riproducevano testi secretati, ridotti a dimensioni microscopiche.
Con l’era del digitale la steganografia ha conosciuto una rivoluzione tecnologica impressionante. L’uso classico che se ne fa oggi è quello di inserire testi all’interno di un’immagine in formato JPG o GIF, senza apparentemente modificare la struttura estetica dell’immagine originale. Questo consente di inviare messaggi crittografati in maniera quasi totalmente invisibile.
Proprio grazie a queste caratteristiche la steganografia è stata largamente utulizzata dai gruppi terroristici, Al Qaeda su tutti, per inviare messaggi alle proprie cellule sparse per il mondo.
Il punto di successo della steganografia sta nel fatto che l’occhio umano non è in grado di rilevare le variazioni nell’immagine che contengono il messaggio, sostanzialmente l’immagine modificata appare esattamente uguale a quella originale.
Nell’esempio qui in basso sono riportate due immagini: quella a sinistra è l’immagine di partenza, ovvero l’originale; quella di destra contiene circa 6Kb di file stenografati protetti da password

Su internet sono facilmente reperibili dei tool per criptare e decriptare messaggi con la tecnica steganografica, i più noti sono:
Steganos
S-Tools
Steganography
Invisible Secrets
L’uso della steganografia non ha una vera e propria regolamentazione come invece il resto dei sistemi crittografici, ma rappresenta comunque una validissima soluzione di occultamento di messaggi.

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