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Howard Phillips Lovecraft e il Necronomicon

« La notte s'apre sull'orlo dell'abisso. Le porte dell'inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all'umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono matto. » (prefazione del Necronomicon)


Lo scrittore di racconti fantastici Howard P. Lovecraft, cito’ per la prima volta il Necronomicon : il cui titolo originale in arabo è Al Azif, l’allocuzione usata dagli arabi per indicare gli strani suoni notturni -dovuti agli insetti- che si supponevano essere l’ululato dei dèmoni; ma anche, letteralmente, LIBRO DELLE LEGGI CHE GOVERNANO I MORTI .

Attribuito ad uno stregone arabo di nome Abdul Alhazared , in realtà il Necronomicon è uno pseudobliblium , cioè un libro mai scritto ma citato come vero in libri realmente esistenti. Puro e semplice espediente letterario creato da Lovecraft per dare verosimiglianza ai propri racconti, che diventò gradualmente un gioco intellettuale quando anche altri scrittori cominciarono a citarlo nei loro racconti di genere horror o fantascientifico.

Lo stesso Lovecraft fu quasi costretto a un certo punto, a confessare che era una sua invenzione quando si accorse che troppi suoi ammiratori lo avevano preso sul serio, e anche oggi non mancano persone che credono alla reale esistenza del Necronomicon.

Abdul Alhazared era un poeta-scrittore che sarebbe vissuto nello Yemen nell’ VIII I secolo d.C.

Fece molti misteriosi pellegrinaggi tra le rovine di Babilonia e le catacombe segrete di Memphis, e trascorse dieci anni in completa solitudine nel grande deserto dell’Arabia meridionale il Raba El Khaliyeh, ritenuto dimora di spiriti maligni e mostri.

Nei suoi ultimi anni Alhazred abitò in Damasco, dove venne scritto Al Azif, e del suo trapasso o scomparsa (nel 738 d.C.) si raccontano molti particolari terribili e contraddittori. Riferisce Ibn Khallikan (un biografo del dodicesimo secolo), che venne afferrato in pieno giorno da un mostro invisibile e divorato in maniera agghiacciante di fronte un gran numero di testimoni gelati dal terrore.

Egli affermava di aver visitato la favolosa Irem, la Città dalle Mille Colonne, e di aver trovato fra le rovine di un innominabile villaggio desertico le straordinarie cronache ed i segreti di una razza più antica dell’umanità. Non seguiva la religione musulmana ma adorava delle Entità sconosciute che si chiamavano Yog e Cthulhu.

Forse Lovecraft si ispiro’ a la Chiave di Salomone, come sostenne De Sanctis, o forse all’ arabo e magico Picatrix (tesi dell’americano Roger Bryant)…

Sta di fatto che l’invenzione geniale e fantascientifica di Lovecraft suscito’ scalpore e curiosità, tant’ è vero che a metà degli anni Quaranta una copia del manoscritto fu addirittura messa all’asta da un antiquario di New York!

Da quel momento in poi vennero “alla luce” improbabili copie autentiche del libro mai scritto…

Esiste comunque anche una corrente di pensiero che attribuisce veridicità all’esistenza del Necronomicon, sostendendo che Lovecraft ne nego’ l’esistenza per salvaguardare la reputazione e allontanare le responsabilità da suo padre, il quale, affiliato alla massoneria egiziana, sarebbe stato in possesso di una copia tradotte dal persiano all’inglese.

Una curiosità : un giornalista inglese scrisse un articolo sul Necronomicon e svelo’ che le pagine del libro erano fatte con pelle umana di vittime di magia nera…

notizie tratte liberamente da:

Wikipedia

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