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La pianta di Dicembre

La pianta dei rosari (o dei PaterNostri)

Melia azedarach

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Albero spogliante, nativo dell’Asia e in particolare della regione dell’Himalaya, ma naturalizzata in tutte le zone tropicali e subtropicali, con chioma espansa, che raggiunge i 10-15 m di altezza; il suo legno rosso bruno presenta scarsa importanza commerciale benché sia usato per piccoli oggetti. I rami sono fragili, facilmente rotti dal vento, le foglie sono pennate con parecchie paia di foglioline ovato-acuminate, dentate ai margini.
I fiori che appaiono all’inizio dell’estate, sono lilla, con cinque petali e un tubo staminale centrale viola scuro; piccoli e profumati, sono riuniti in grandi pannocchie e seguiti da drupe tondeggianti dalla polpa giallastra e dal seme osseo sagomato e perforato; è a causa dei semi, che vengono usati per confezionare collane e rosari che l’albero assume il suo nome comune. La parte carnosa del frutto è maleodorante, soprattutto a maturazione. Deriva invece il suo nome scientifico dal latino a causa della somiglianza del suo fogliame con quello del frassino (i latini chiamavano volgarmente il frassino Melia).

Si propaga per seme, che ha una grande germinabilità, e anche per talea, in primavera.
L’albero è di rapidissimo accrescimento e spesso si dissemina.

Semirustica; teme soltanto i forti geli.

Da una pianta consimile e dello stesso genere (Melia azadirachta, sinonimo di Azadirachta indica) si estrae