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La Pianta di Giugno & Luglio 2003 - La risposta di Ugo

Le sempre preziose e dettagliate risposte di Ugo Laneri

Impropriamente Polygala myrtifolia, meglio Polygala myrtifolia var.
grandiflora: questi sono i nomi più usati dai vivaisti; Polygala dal greco
significa “molto latte”.
Secondo “Il Giardinaggio”, UTET/Garzanti 1998, a cura della Royal
Horticultural Society, bisognerebbe chiamarla Polygala x dalmaisiana (è un
ibrido tra P. myrtifolia e P. oppositifolia).
Arbusto espanso sempreverde che supera il metro, ha fiori di colore simile a
quelli dell’Albero di Giuda Cercis siliquastrum (rosa-porpora carico o rosa
magenta), e foglie verdi chiare opposte ed alterne; la fioritura, spesso
abbondante, se la pianta è ben coltivata, dura dalla primavera all’autunno
inoltrato: pertanto è di notevole effetto.

Della famiglia Polygalaceae (che arriva per certi autori a comprendere 12
generi con 800 specie, di cui solo il genere Polygala circa 600), qui si
tratta di una pianta che, considerata la provenienza parentale, è “delicata”
(viene data come temperatura minima +4°C/+7°C); esistono invece belle specie
erbacee o arbustive italiane anche rustiche, con fiori ugualmente
suggestivi, se non di più, a parte la grandezza.
I fiori, fino a 2,5 cm, a simmetria bilaterale (zigomorfa) e quindi
verosimilmente ad impollinazione entomofila, richiamano quelli delle Fabacee
(con cui pare vi sia qualche relazione filogenetica); hanno 5 sepali di cui
due interni a forma di “ali” e 5 petali di cui quelli inferiori uniti a
formare una “carena” o “chiglia” terminante con un apice frangiato.
La specie può essere coltivata in vasi adeguati, o in piena terra nelle
località miti; resiste bene fino a qualche grado sopra 0, ma probabilmente
anche a 0°C se riparata dai venti e acclimatata; a Roma quest’anno ho notato
che qualche gelata tardiva con vento di tramontana ha danneggiato qualche
rametto, che si è seccato, di piante esposte. Necessita di posizioni
soleggiate o parzialmente ombreggiate e terreni drenati, fertilizzazioni ed
annaffiature secondo le necessità stagionali. Può avere problemi sui
terrazzi troppo assolati, ma poche piante non ne hanno.
Aggiungo che da qualche anno nelle località marine la si ritrova spesso.

E’ una pianta immessa abbastanza recentemente sul mercato,
proveniente dal Sud Africa, da cui molto tempo prima sono giunte numerose altre, quali:
Agapanthus, Clivia, Gerbera, Pelargonium (i Gerani), Plumbago auriculata
(=P. capensis) ecc.

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