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TEATRO VALLE - ETI DI ROMA

Il nuovo regno di Scaparro nasce sotto il segno dell'internazionalità. Con qualche stonatura.

IL CALENDARIO

ü    dal 4 al 7 dicembre

Théâtre National de Chaillot, Groupe TSE

  

CONCHA BONITA

di Alfredo Arias e René de Ceccatty

musiche Nicola Piovani

scene e costumi Françoise Tournafond

direzione musicale Nicola Tescari

regia Alfredo Arias

prima nazionale - in esclusiva per l’Italia

spettacolo in lingua francese con sopratitoli in italiano

ü    dal 9 all’11 dicembre

Toneelgroep Amsterdam / Muziektheater Transparant / Ruhr Triennale

CARMEN

testo Oscar van Woensel

regia Ivo van Howe

musiche Stef Kamil Carlens

scenografia Jan Versweyveld

prima nazionale - in esclusiva per l’Italia

spettacolo in lingua olandese con sopratitoli in italiano

ü    13 e 14 dicembre

MISIA in

CANTO

concerto di Fado

management in Italia Aldo Miguel Grompone

prima nazionale

ü    17 dicembre

LES CARNETS DU SOUS-SOL

PATRICE CHEREAU legge Le memorie dal sottosuolo

di Fedor Dostoevskij

traduzione André Markowicz

spettacolo in lingua francese con sopratitoli in italiano

ü    dal 30 dicembre all’8 gennaio

Compagnia Arnaldo Ninchi

ARNALDO NINCHI

DON GIOVANNI

di Molière

regia Arnaldo Ninchi

ü    10 e 11 gennaio

Dramma Italiano HNR (Fiume-Croazia) / Teatri spa (Treviso)

A. Artisti Associati (Gorizia) / Atlantide Teatro di Verona (Verona)

LE BARUFFE CHIOZZOTTE

di Carlo Goldoni

regia Pierluca Donin

ü    dal 16 al 18 gennaio

Deutsches Theater Berlin

STELLA

di Johann Wolfgang von Goethe

regia Stephan Kimmig

prima nazionale - in esclusiva per l’Italia

spettacolo in lingua tedesca con sopratitoli in italiano

ü    dal 20 gennaio al 1 febbraio

Théâtre des Italiens

Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni”

Associazione Molière

MARIO SCACCIA

MAX MALATESTA

GAIA APREA

MEMOIRES

tratto dalle Memorie di Carlo Goldoni

adattamento Tullio Kezich e Maurizio Scaparro

regia Maurizio Scaparro

ü    dal 3 al 15 febbraio

FMN Teatro Carcano

GIULIO BOSETTI

LA SCUOLA DELLE MOGLI

di Moliére

con Sandra Franzo, Emiliano Iovine, Enrico Bonavera

Elena Ferrari, Giorgio Bertan, Franco Passatore, Attilio Cucari

scene e costumi Guido Fiorato

musiche Giancarlo Chiaramello

luci Domenico Maggiotti

regia Jacques Lassalle

ü    dal 17 al 29 febbraio

Falk srl

ROSSELLA FALK

LUCIANO VIRGILIO

AUGUSTO FORNARI

FIORELLA RUBINO

LA BUGIARDA

di Diego Fabbri

scene Orfeo Tamburi

regia Giorgio De Lullo ripresa da Rossella Falk

ü    dal 2 al 21 marzo

Fondazione Teatro di Napoli

TATO RUSSO

IL RITRATTO DI DORIAN GRAY

di Oscar Wilde

regia Tato Russo

  dal 24 al 27 marzo

Piotr Fomenko Studio

LE NOTTI EGIZIANE

da Aleksandr Puškin

regia Piotr Fomento

management in Italia Aldo Miguel Grompone

prima nazionale - in esclusiva per l’Italia

spettacolo in lingua russa con sopratitoli in italiano

dal 30 marzo all’8 aprile

Piccolo Teatro di Milano

ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI

di Carlo Goldoni

regia Giorgio Strehler

ü    dal 14 al 17 aprile

Maly Drama Teatr San Pietroburgo

ZIO VANJA

di Anton Cechov

regia Lev Dodin

spettacolo in lingua russa con sopratitoli in italiano

ü    dal 21 al 24 aprile

Cheek by Jowl

OTHELLO

di William Shakespeare

regia Declan Donnellan

con Nonso Anozie nella parte di Otello

prima nazionale - in esclusiva per l’Italia

spettacolo in lingua inglese con sopratitoli in italiano

ü    dal 27 aprile al 9 maggio

Ente Teatro Cronaca

PEPPE BARRA

MAREAMARÈ

di Peppe Barra e Massimo Andrei

con Lino Cannavacciuolo, Paolo Del Vecchio, Ivan Lacagnina, Sasà Pelosi,

Gigi Fiscale, Mario Conte, Massimo Andrei

musiche Lino Cannavacciuolo

regia Filippo Crivelli

ü    dall’11 al 23 maggio

Associazione Maurizio Poggiali

FABIO POGGIALI, SIMONA MASTROIANNI

LE NOTTI BIANCHE

di Fedor Dostoevskj

regia Rossella Falk

ü    dal 25 maggio al 6 giugno

Auroville

L’ODORE

di Rocco Familiari

con Enrico Lo Verso, Paola Maffioletti, Cinzia Monreale, Augusto Zucchi

e con Davide Paganini

scene e costumi Antonio Fraddosio

musiche a cura di Luciano Francisci

aiuto regia e movimenti coreografici Paola Maffioletti

regia Augusto Zucchi

dall’8 al 20 giugno

SPETTACOLO DA DEFINIRE

con Elisabetta Gardini

GLI SPETTACOLI

dal 4 al 7 dicembre

Théâtre National de Chaillot, Groupe TSE

  

CONCHA BONITA

di Alfredo Arias e René de Ceccatty

musiche Nicola Piovani

scene e costumi Françoise Tournafond

direzione musicale Nicola Tescari

regia Alfredo Arias

prima nazionale - in esclusiva per l’Italia

spettacolo in lingua francese con sopratitoli in italiano

L’idea di creare uno spettacolo intorno a Concha Bonita stimolava da
tempo la fantasia di Alfredo Arias. Ma è stato, in qualche modo, il
Teatro Valle a segnarne la nascita: due anni fa, in occasione dell’indimenticabile
messa in scena “en travesti” de Le Serve di Jenet, il regista
franco-argentino volle incontrare Nicola Piovani. Galeotto fu l’appuntamento
dal quale prese avvio questo insolito “concerto recitato“ il
cui libretto è firmato, a quattro mani, con René de Ceccatty.
Come un doveroso omaggio, dopo una tournèe europea di successi, Arias
ha riservato a Roma una versione speciale, creata ad hoc per il Valle.

Sul palcoscenico un’interprete d’eccezione: Catherine Ringer,
già leader di un eclettico gruppo rock di Parigi, indossa gli abiti
della protagonista, circondata da un’orchestra multietnica e da cantanti
italiani, argentini e francesi. Una fiaba musicale assolutamente originale
per la quale diverse professionalità si misurano, per la prima volta,
con situazioni atipiche: così, se la cantante rock debutta nella commedia
musicale, il compositore premio Oscar scrive una partitura su libretto francese,
assicurando un’integrazione sempre più forte tra musica e recitazione.

dal 9 all’11 dicembre

Toneelgroep Amsterdam / Muziektheater Transparant / Ruhr Triennale

CARMEN

testo Oscar van Woensel

regia Ivo van Howe

musiche Stef Kamil Carlens

scenografia Jan Versweyveld

prima nazionale - in esclusiva per l’Italia

spettacolo in lingua olandese con sopratitoli in italiano

Difficile definire questa Carmen a metà tra uno spettacolo teatrale
e un concerto musicale, una struttura piena di suoni rock e un amalgama di
motivi punk e percussioni blues. Sarà perché il regista belga
che ha studiato da ballerino Ivo van Howe, ha scelto la partitura di musica
e testi di Stef Kamil Carlens, leader e cantante di un gruppo pop belga,
per rendere ancora più audace ed eccessivo il mondo della protagonista
interpretata da Gunilla Verbene. Un turbine di passione ed esuberanza per
flirtare con la vita, così questa rivoluzionaria versione del mitico
personaggio di Bizet si presenta nei panni di una giovane donna sexy, quasi
narcotizzata dall’effetto fortissimo dei suoni e stordita dai colori
seducenti. Una ricerca di forza primitiva perché la ballerina di Siviglia
pose la sua necessità espressiva non tanto nella psicologia della
narrazione quanto nell’opportunità di sviluppare la sua emotività.
Non manca il romanticismo tenue ma vivace dell’intreccio: brevi dialoghi
frutto di una recitazione stringata, microfoni alla mano, per guidare la
successione delle parole.

13 e 14 dicembre

MISIA in

CANTO

concerto di Fado

management in Italia Aldo Miguel Grompone

prima nazionale

Misia è la voce nuova del Fado, in rottura con questa musica e al
tempo stesso alla costante ricerca della più vera tradizione del suono
tipico del Portogallo.

La cantante ha scelto Roma - dove arriva per la prima volta - per presentare
in Italia il suo ultimo disco, Canto, in un concerto che ripercorrerà
le tappe del suo singolare percorso artistico.

Nata a Porto, Misia ha lasciato la sua terra giovane, alimentando attraverso
la conoscenza di altre forme artistiche e di altre culture la saudade, la
nostalgia per le sue radici, per il Portogallo e per il fado. Pagando sempre
il tributo al passato, anche al più recente (a partire dall’arte di
Amalia Rodriguez), Misia s’abbandona a questa musica per esaltarne le note
tristi e amare, e aggiunge all’intensità della sua voce la passione
e il vissuto del corpo, interpretando con il volto e le mani ogni singola
nota, disegnando l’onda del ritmo con gesti e posture.

E riscopre l’ortodossia del fado, accompagnato dalla chitarra portoghese,
dalla chitarra classica e del basso, per dare rilievo alla parola cantata,
spesso i versi di grandi scrittori portoghesi messi in musica.

17 dicembre

LES CARNETS DU SOUS-SOL

PATRICE CHEREAU legge Le memorie dal sottosuolo

di Fedor Dostoevskij

traduzione André Markowicz

spettacolo in lingua francese con sopratitoli in italiano

Vitale, intenso regista - di teatro di cinema d’opera - e singolare attore,
Patrice Chéreau sale su un palco vuoto, da solo, per rivelare nell’intreccio
della scrittura aspra di Dostoevskij il seme di un altro corpo malato, di
un’anima bizzarra e triste.

Si descrive così l’autore/protagonista di Les carnets du sous-sol
/ Memorie dal sottosuolo «Sono un uomo malato… sono un uomo
cattivo. Un uomo orrendo, ecco quel che sono».

È ad un altro personaggio che esplicita le sue deviazioni, i suoi
desideri con il disagio fisico che Chéreau sceglie di dar voce. Perché
Il corpo, nudo, seducente o tumefatto, di Intimacy come di Son frère,
minato dalla passione o dalla malattia, visto in teatro e ripreso da una
telecamera, è sempre per questo rigoroso artista il sacrario di istintive
e primarie verità.

Anche la lingua di Dostoevskij, allontanata dalla traduzione di André
Marcowicz da ogni pretesa di eleganza, si fa più fisica, il discorso
si muove ironico e impudico tra correzioni, sbalzi temporali e pause, sottolineate
dalla recitazione inquieta e divertita di Chéreau.

ü    dal 30 dicembre all’8 gennaio

Compagnia Arnaldo Ninchi

ARNALDO NINCHI

DON GIOVANNI

di Molière

regia Arnaldo Ninchi

Arnaldo Ninchi attore di teatro e di cinema, regista, esperto e organizzatore,
mette in scena un classico per eccellenza, il Don Giovanni di Molière
in un allestimento improntato al garbo e alla grazia.

Cavallo di battaglia di grandi interpreti della scena internazionale, la
vicenda del seduttore raccontata nei secoli e sezionata nelle sue diverse
chiavi di lettura, offre a Ninchi la possibilità di mettere in pratica
i tempi e i ritmi di una grande scuola della scena.

Si rinnova, infatti, la memoria delle grandi famiglie d’Arte: i Ninchi, da
Annibale, Carlo, Ave e Sandro, hanno rappresentato una dinastia di straordinari
teatranti, affettuosamente ricordata da Arnaldo nel libro La vocazione Teatrale,
di recente pubblicazione, che ripercorre le emozioni di un fare teatro oggi
inesorabilmente scomparso. Quello di suo padre Annibale, lo stesso che come
un filo rosso ha segnato le carriere dei grandi del ‘900, da Zacconi, a Randone,
a Gassman.

  

10 e 11 gennaio

Dramma Italiano HNR (Fiume-Croazia) / Teatri spa (Treviso)

A. Artisti Associati (Gorizia) / Atlantide Teatro di Verona (Verona)

LE BARUFFE CHIOZZOTTE

di Carlo Goldoni

regia Pierluca Donin

Sempre più il teatro contemporaneo sente la necessità di riscoprire
tradizioni, ricollegarsi all’identità di un luogo, di riscoprire la
forza evocativa delle più svariate anime linguistiche.

È questa volontà che ha animato il progetto di Luca Donin,
ideatore e regista di un originale allestimento delle goldoniane Baruffe
chiozzotte, interpretate da un gruppo di giovani attori veneti, friulani
ed istriani.

Artisti scelti per riappropriarsi di un passato scenico comune, rintracciato
a partire dalle assonanze linguistiche.

Regione teatrale per eccellenza, il Veneto ha ricchezza di sfumature, di
intonazioni e dialetti, modi di dire e stili di vita: e lo sapeva bene Goldoni,
che nelle Baruffe, straordinario meccanismo comico, per mettere alla berlina
la grossolanità rumorosa e rissosa degli abitanti di Chioggia, parte
proprio dalla lingua chiozzotta: «il fondo del linguaggio di quella
città è il veneziano; ma la gente bassa principalmente ha de’
termini particolari, ed una maniera di pronunziare assai differente…
ciò ha formato nella rappresentazione una parte di quel giocoso, che
ha fatto piacer moltissimo la Commedia».

dal 16 al 18 gennaio

Deutsches Theater Berlin

STELLA

di Johann Wolfgang von Goethe

regia Stephan Kimmig

prima nazionale - in esclusiva per l’Italia

spettacolo in lingua tedesca con sopratitoli in italiano

L’inquietudine e la sensualità dell’amore, sembrano caratterizzare
i lavori dell’ultima generazione di registi tedeschi: dopo la passione
rigorosa di Michael Thalheimer, arriva al Valle, per la prima volta in Italia,
l’armonia efferata di Stephan Kimmig, artista quarantaquattrenne di
Stoccarda.

Continuando la ricerca sulle nuove personalità della scena internazionale,
l’Eti aggiunge un ulteriore tassello al già composito mosaico
dell’arte europea: un interesse già avviato dai Percorsi Internazionali
chiamati a guidare le espressioni ed ampliare i linguaggi del nostro teatro.

Infatti Stella, lo spettacolo appena presentato al Deutsches Theater di Berlino,
attinge alla tradizione classica di J.W. von Goethe per rincorrere e fermare
la velocità del presente. Il dramma del 1775 venne a lungo rielaborato,
prima di essere messo in scena, esaurendosi in un finale tragico: la scabrosità
di una vita a tre risolta nella serenità degli affetti, non poteva
essere accettata dalla Francoforte settecentesca di Goethe. Così,
il regista contemporaneo torna ad interrogare quelle indicazioni per scioglierle
nelle nevrosi isteriche di personaggi vittime di una bucolica solitudine.

dal 20 gennaio al 1 febbraio

Théâtre des Italiens

Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni”

Associazione Molière

MARIO SCACCIA

MAX MALATESTA, GAIA APREA

MEMOIRES

tratto dalle Memorie di Carlo Goldoni

adattamento Tullio Kezich e Maurizio Scaparro

regia Maurizio Scaparro

Un omaggio al Teatro Italiano e alla sua caratteristica natura itinerante,
quella necessità che diventò tendenza e poi peculiarità
nei viaggi che i Comici dell’Arte muovevano alla volta della Francia.
Nasce Mémoires, lo spettacolo che Maurizio Scaparro e Tullio Kezich
hanno tratto dalle Memorie di Carlo Goldoni, affidandole all’interpretazione
di Mario Scaccia nelle vesti del vecchio Goldoni e Max Malatesta il giovane
commediografo, affiancati da Gaia Aprea.

Sulla base della grande testimonianza autobiografica della vita che Goldoni
dedicò al teatro, Scaparro concepisce uno spettacolo ripercorrendo
per frammenti le tappe fondamentali di quella esistenza: dalla gioiosa scoperta
del teatro e dei “comici” ai successi delle commedie, dalla grande
riforma teatrale realizzata non senza ostacoli, alla partenza per Parigi.

Ed è proprio l’esperienza francese a guidare, una volta di più,
il progetto intorno all’Europa delle lingue: così, il regista
ha saputo ispirarsi all’ultima commedia che Goldoni ha rappresentata
a Venezia prima del suo “esilio” volontario oltralpe. Anzoleto
è il protagonista di Una delle ultime sere di Carnovale e saluta commosso
la sua Venezia prima di partire.

dal 3 al 15 febbraio

FMN Teatro Carcano

GIULIO BOSETTI

LA SCUOLA DELLE MOGLI

di Molière

con Sandra Franzo, Emiliano Iovine, Enrico Bonavera

Elena Ferrari, Giorgio Bertan, Franco Passatore, Attilio Cucari

scene e costumi Guido Fiorato

musiche Giancarlo Chiaramello

luci Domenico Maggiotti

regia Jacques Lassalle

Si erano già incontrati nel ‘94 per l’allestimento de Il malato immaginario,
e si ritrovano oggi per allestire un’altra commedia di Molière: Giulio
Bosetti sceglie ancora una volta la regia sobria, misurata del regista francese
Jacques Lassalle per la messinscena di La scuola delle mogli.

L’allestimento del regista francese s’ispira all’innovativo impianto scenico
già ideato da Christian Bérard per la storica messinscena di
Louis Jouvet del 1936: Bosetti ne recupera le atmosfere, esaltando il gioco
tra esterni ed interni, con il suo Arnolfo sottile ed ambiguo.

È proprio con la regia di questa commedia, infatti, che il Lassalle
è stato chiamato nella passata stagione a partecipare al cartellone
del théâtre Athénée interamente dedicata a Jouvet,
per ricordare la sua opera nel cinquantenario della morte.

Per Lassalle, quindi, affrontare La scuola delle mogli - il dodicesimo Molière
da lui messo in scena -  è stato un lavoro speciale, non solo
intorno ad un testo, ma sulle tracce di una delle sue più memorabili
rappresentazioni.

dal 17 al 29 febbraio

Falk srl

ROSSELLA FALK

LUCIANO VIRGILIO

AUGUSTO FORNARI

FIORELLA RUBINO

LA BUGIARDA

di Diego Fabbri

scene Orfeo Tamburi

regia Giorgio De Lullo ripresa da Rossella Falk

Torna sul palcoscenico del Valle La bugiarda di Diego Fabbri, in uno spettacolo-omaggio
che Rossella Falk dedica all’autore e a Giorgio De Lullo, il regista che
per primo mise in scena quella commedia scritta appositamente per lei.

La Falk in questo allestimento ricava per sé il doppio ruolo di regista
e di madre dalla bugiarda, passando il testimone a Fiorella Rubino. Sarà
lei ad interpretare la pigra e svagata Isabella, la giovane protagonista
che tesse quasi inconsapevolmente una rete d’inganni per districarsi dalle
sue bugie d’amore sempre più intricate.

Lo spettacolo seguirà fedelmente la regia disegnata quarantacinque
anni fa da De Lullo per la mitica Compagnia dei Giovani: una messinscena
carica di verve ed ironia che esalta il meccanismo comico di Fabbri, tutto
giocato sugli ambigui rapporti della “Roma bene” degli anni ‘30, in cui la
vicenda è ambientata. Una società vivace che si muoveva tra
il provincialismo italiano e il cosmopolitismo vaticano, colta in tutta la
sua ambivalenza nelle coloratissime scene originali del pittore Orfeo Tamburi.

dal 2 al 21 marzo

Fondazione Teatro di Napoli

TATO RUSSO

IL RITRATTO DI DORIAN GRAY

di Oscar Wilde

regia Tato Russo

Un unico amalgama di suggestioni e sensazioni per raccontare la lotta col
tempo del classico dandy inglese: Il ritratto di Dorian Gray è il
nuovo spettacolo di Tato Russo che sceglie atmosfere musicali di spessore
gotico per tradurre in musical il gioioso effluvio verbale di Oscar Wilde.

Dopo la fortuna ritrovata e rinnovata negli ultimi anni da questo genere
teatrale, il regista si lascia sedurre da un romanzo di cui aveva già
scritto una trasposizione teatrale oltre 30 anni fa, lasciandola allora inedita.
Poi la passione per la scrittura in musical ha incontrato le parole della
prosa per intraprendere un percorso melodico completo: protagonista una Londra
accesa di club e saloni dell’alta aristocrazia, ma anche una Londra
povera piena di bettole e quartieri luridi della vecchia Soho. Una città
sdoppiata dunque, dove sia l’estetismo decadente che il realismo concreto
albergano nei luoghi affascinanti di una metropoli di fine Ottocento.

Dorian Gray costituisce il punto di incontro tra i due mondi, popolati da
numerosi personaggi, alcuni dei quali sono venuti alla luce nel libretto,
altri invece sono stati inventati, altri ancora rimangono solo immaginari. 

dal 24 al 27 marzo

Piotr Fomenko Studio

LE NOTTI EGIZIANE

da Aleksandr Puškin

regia Piotr Fomenko

management in Italia Aldo Miguel Grompone

prima nazionale

in esclusiva per l’Italia

spettacolo in lingua russa con sopratitoli in italiano

Arriva a Roma per la prima volta ma è già un personaggio leggendario:
Piotr Fomenko è uno tra i maggiori registi europei e certamente il
capofila del teatro contemporaneo russo. In esclusiva per il teatro Valle,
propone Le notti egiziane, l’incontro tra la drammaturgia d’autore
di Valerij Brjuson e le immagini poetiche di Aleksandr Puškin, nel
quale l’eterno mistero del fascino di Cleopatra muove l’intera
azione teatrale proprio come aveva ossessionato l’immaginario letterario
del poeta.

Infatti nel 1824, in esilio, l’autore russo aveva dedicato alla Sovrana
d’Egitto un poema lungo e una poesia breve, inediti. Alterne vicende,
portarono alla pubblicazione di un’opera postuma, nel 1837, frutto
di diverse rielaborazioni che, nel 1916, si arricchirono di una riscrittura.
In prima nazionale il Teatro Atelier di Fomenko allestisce una festa composita
ed emozionale arredata da una scena ingegnosa di candele ed abiti sinuosi
nella quale l’ironia si abbina alla tristezza, il movimento alla recitazione
superba, il calore della seduzione al rigore della tradizione.

dal 30 marzo all’8 aprile

Piccolo Teatro di Milano

ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI

di Carlo Goldoni

regia Giorgio Strehler

Uno spettacolo diventato la bandiera di un modo d’intendere e fare teatro,
da più di cinquant’anni in giro per il mondo a rappresentare lo stile
di un grande maestro della scena.

Arlecchino servitore di due padroni è la prima regia firmata da Giorgio
Strehler al Piccolo Teatro di Milano, andato in scena nel luglio del ‘47
qualche mese dopo la fondazione.

Attraverso questo classico della scena portato sul palcoscenico del Valle,
l’Eti arricchisce il suo tributo a Strehler, affiancandolo al mozartiano
Così fan tutte in programma al Quirino, la prima e l’ultima delle
creazioni di un indimenticato maestro del teatro.

Dal 1947, rinnovato nella struttura e nel ritmo nell’arco di dieci edizioni,
Arlecchino ha rappresentato il teatro italiano sui palcoscenici internazionali,
appassionando spettatori di diversi paesi, lingue e culture.

Filo rosso della vita artistica di Strehler, questo spettacolo è pura
teatralità, sublimazione dell’arte scenica che attinge al mestiere
dell’attore filtrandolo con la parola letteraria di Carlo Goldoni.

dal 14 al 17 aprile

Maly Drama Teatr San Pietroburgo

ZIO VANJA

di Anton Cechov

regia Lev Dodin

spettacolo in lingua russa con sopratitoli in italiano

Un approccio diretto alla scena che si affida alla maestria degli attori
per questo nuovo lavoro di Lev Dodin su un testo di Cechov: Zio Vanja segna
il ritorno del maestro russo a Roma insieme ai suoi attori straordinari capaci
di costruire, con amore e professionalità, uno spettacolo commovente
e

autentico, una lezione di grande teatro. Un autore particolarmente congeniale
al regista russo che abbina la pienezza della scrittura cecoviana alla particolare
suggestione dei personaggi e dei particolari della loro quotidiana esistenza.

Dopo Il giardino dei ciliegi e Platonov, Dodin libera la vicenda di amori
non consumati e di passioni vissute in silenzio attraverso l’intensa resa
di un’umanità straordinaria. È l’attore ad incontrare a quattr’occhi
lo spettatore per consentirgli di affrontare la profondità dell’animo
umano. Lontano dalle scene di massa, in questo testo del 1899 mancano le
metafore sceniche e la musica, mentre gli unici effetti speciali sono affidati
alle parole del testo, senza artifici e senza la rappresentazione. Una totalità
di suoni e armonie in cui ciascuna voce è una voce particolare.

dal 21 al 24 aprile

Cheek by Jowl

OTHELLO

di William Shakespeare

regia Declan Donnellan

con Nonso Anozie nella parte di Otello

prima nazionale

in esclusiva per l’Italia

spettacolo in lingua inglese con sopratitoli in italiano

Un altro emozionante incontro con l’inesauribile universo shakespeariano
per Declan Donnellan, uno dei registi più vitali e all’avanguardia
nel contemporaneo panorama teatrale inglese.

Questa volta è al moro Othello che rivolge la sua attenzione, affidandosi
di nuovo alla vigorosa fisicità interpretativa del giovane Nonso Anozie,
già straordinario protagonista del King Lear prodotto dalla Royal
Shakespeare Company visto lo scorso anno sul palcoscenico del Valle per i
Percorsi Internazionali.

Donnellan si soffermava sul personaggio di Lear per sondare le tragiche conseguenze
dell’Amore quando è assenza sofferta: Othello, invece, viene riletto
quasi fosse un thriller sospeso tra paranoia, alterità e sesso, tra
necessità politica e passione d’amore.

Otello è l’elemento estraneo e dirompente in una società in
precario equilibrio: necessario per scongiurare la minaccia di un’invasione,
il nero generale resta sempre uno straniero disprezzato e temuto, che si
eleva ad eroe e nell’esaltarsi condanna se stesso alla distruzione.

dal 27 aprile al 9 maggio

Ente Teatro Cronaca

PEPPE BARRA

MAREAMARÈ

di Peppe Barra e Massimo Andrei

con Lino Cannavacciuolo, Paolo Del Vecchio, Ivan Lacagnina, Sasà Pelosi,

Gigi Fiscale, Mario Conte, Massimo Andrei

musiche Lino Cannavacciuolo

regia Filippo Crivelli

Un incontro tra il canto delle maree e i ritmi della musica mediterranea:
dopo la fortuna della passata stagione, torna Mareamarè, lo spettacolo
nel quale rintracciare gli influssi dei canti arabi, della tradizione andalusa,
della chanson francese e del sirtaki greco. In una nuovissima edizione, per
la prima volta diretta da Filippo Crivelli, la forma moderna della favola
antica del cunto, scompagina lo schema tradizionale per ricondurre quella
lontanissima narrazione nel racconto dei migranti che attraversano il mare.
Le diverse culture e identità di questi “viaggiatori” si mescolano,
a dimostrare che la marea, in fondo, è il continuo incontro e scambio
tra tutte le culture e le persone.

Accanto a Peppe Barra, Massimo Andrei, un attore e autore capace di esaltare
le atmosfere di quei sogni, insieme alle sonorità di Lino Cannavacciuolo,
violinista eclettico di estrazione classica, che interpreta la tradizione
in una chiave ritmica e percussiva. Ritmi trascinanti, già spazi di
galvanizzante energia per ogni melodia popolare, da Napoli al mondo, dalle
tammurriate alla suggestione della trance.         
 

dall’11 al 23 maggio

Compagnia Rossella Falk

Associazione Maurizio Poggiali

in collaborazione con Festival Teatrale di Borgio Verezzi

FABIO POGGIALI, SIMONA MASTROIANNI

LE NOTTI BIANCHE

di Fedor Dostoevskj

adattamento Fabio Poggiali

voce registrata Giorgio Albertazzi

regia, scena e costumi Rossella Falk

Atmosfere impalpabili e paesaggi rarefatti dal desiderio d’amore per
raccontare Le notti Bianche, l’adattamento di Fabio Poggiali del celebre
testo di Fedor Dostoevskij: lo spettacolo che, ha rappresentato l’Italia
all’estero in occasione delle celebrazioni per la nascita di San Pietroburgo,
si avvale della regia di Rossella Falk, capace di mettere in evidenza tutti
i colori tipici di accenti delicati come la purezza di un idillio.

La vicenda romantica del Sognatore (Fabio Poggiali) che salva la giovane
Nastenka (Simona Mastroianni) dall’attesa vana e disperata di un terzo
uomo (la cui presenza-assenza è assicurata dalla voce registrata di
Giorgio Albertazzi) rappresenta una tra le opere più poetiche della
letteratura russa. Così, se nel film che vinse il Leone d’Argento
a Venezia nel 1957, Luchino Visconti aveva affidato alla malinconia di Marcello
Mastroianni e Maria Schell, un apologo sulla precarietà della vita,
la versione presentata al Valle considera il racconto come un commovente
poema sulla giovinezza e sul primo amore. Quattro notti magiche in una Pietroburgo
radiosa e deserta adatta ad accogliere il sogno di un’avventura meravigliosa.

dal 25 maggio al 6 giugno

Auroville

L’ODORE

di Rocco Familiari

con Enrico Lo Verso, Paola Maffioletti, Cinzia Monreale, Augusto Zucchi

e con Davide Paganini

scene e costumi Antonio Fraddosio

musiche a cura di Luciano Francisci

aiuto regia e movimenti coreografici Paola Maffioletti

regia Augusto Zucchi

Una storia torbida ed ambigua, un rapporto mediato in cui l’intimità,
forse deviata, aiuta due reclusi ad astrarsi dalla situazione coatta in cui
vivono.

L’odore di Rocco Familiari (che debutterà al prossimo Festival di
Spoleto)racconta la vicenda di una anomala coppia, un anziano ergastolano
e una giovane libera che continuano a vivere la loro passione grazie alla
mediazione di un giovane in semi-libertà, compagno di cella

del condannato.

Il testo si affida alla regia di Augusto Zucchi, già avvezzo alla
scrittura di Familiari, che riserva per sé il ruolo dell’ergastolano,
e sceglie il volto intenso di Enrico Lo Verso per raccontare le emozioni
di questo insolito amante, capace di trasmettere le energie dell’amore attraverso
il suo corpo.

dall’8 al 20 giugno

SPETTACOLO DA DEFINIRE

con Elisabetta Gardini

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