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DoloneiTeatri: il territorio si fa palcoscenico per immaginare

Cinque teatri reali o invisibili per undici appuntamenti con la comicità e la poesia, la danza e l’impegno civile, la drammaturgia contemporanea, il documentario e la narrazione d’autore. Dal 24 gennaio al 7 aprile 2006 un cartellone con Alessandro Bergonzoni, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Antonio Albanese, Maria Paiato e una prima regionale del Teatro de Los Andes

Cinque teatri reali o invisibili per undici appuntamenti con la comicità
e la poesia, la danza e l’impegno civile, la drammaturgia contemporanea,
il documentario e la narrazione d’autore

DoloneiTeatri: il territorio si fa palcoscenico per immaginare il proprio
futuro

Dal 24 gennaio al 7 aprile 2006 un cartellone con Alessandro Bergonzoni,
Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Antonio Albanese, Maria Paiato e una prima
regionale del Teatro de Los Andes

Per la sua seconda edizione DoloneiTeatri convoca nuovamente a Dolo (Ve),
dal 24 gennaio al 7 aprile 2006, i protagonisti della scena italiana ed internazionale,
per undici serate che proporranno quattro prime regionali e due appuntamenti
unici nel Veneto. Cinque i palcoscenici (Teatro Excelsior e Cineteatro Italia,
ma anche l’Auditorium Lazzari, la Discoteca Canaletto e le Cantine
della Riviera del Brenta) appositamente reinventati per le arti e la
produzione culturale su cui si succederanno alcune tra le figure di maggior
spicco della scena italiana, da Alessandro Bergonzoni a Moni Ovadia, da Ascanio
Celestini ad Antonio Albanese e Maria Paiato – solo per fare qualche
nome - e dove tornerà anche il Teatro de Los Andes di Cesar
Brie.

Autori ed attori che condurranno il pubblico nei loro racconti ma anche in
un percorso tra i luoghi, il loro presente ed il loro futuro: luoghi reali
e immaginari protagonisti del futuro è, infatti, il sottotitolo del
progetto DoloneiTeatri dell’Associazione Culturale Echidna, avviato
lo scorso anno da Fondazione di Venezia e dal Comune di Dolo, e realizzato
in collaborazione con Provincia di Venezia, Arteven e il sostegno di Acm
e Banca del Veneziano. Di un futuro che può iniziare sia dalla riscoperta
dei luoghi del presente, sia dal considerare l’attività teatrale
non come fine ma come mezzo per lo sviluppo culturale, sociale ed economico
della città stessa. Un futuro, dunque, che vuole credere nella vocazione
di Dolo ad ospitare il teatro, a divenire teatro. A vivere il teatro.

I 5.000 spettatori e i 260 abbonati che hanno partecipato alla prima edizione
di DoloneiTeatri sono il dato più tangibile per definire il gradimento
incontrato dal progetto, ma le 50 card-giovani distribuite ed i 450 studenti
degli istituti superiori di Dolo che hanno partecipato alla mattinée
sono testimonianza di un esito felice non solo in termini di incontro tra
pubblico e teatro, ma anche e soprattutto tra formazione culturale ed esperienza
artistica.

E’ la direttrice artistica del progetto - Cristina Palumbo, che ne
firma il cartellone – a specificare: “Anche per questa edizione,
la nostra proposta teatrale non si limita ad essere vetrina o contenitore
di eventi, bensì mira a formare una cultura teatrale passando attraverso
inattese forme di socializzazione tra spettatori di età diverse, nonché
tra queste e gli artisti”. Scelta confermata anche dalla programmazione
di due matinée per gli studenti delle scuole superiori che potranno
così assistere, il 22 marzo alle 10.30, al Fragile di Cesar Brie portato
per la prima volta nel Veneto dal suo Teatro de Los Andes e che disegna i
contorni di una “crescita” adolescenziale ma non solo, mentre
il 7 aprile saranno invitati al monologo teatrale di e con Roberta Biagiarelli
“A come Srebrenica”, che prelude alla proiezione finale del film
Souvenir Srebrenica della stessa Biagiarelli, Luca Rosini e Alberto Bougleux.

Per vivere, infine, più approfonditamente l’esperienza dello
spettacolo d’arte e per popolare i “luoghi del teatro”
di nuove energie teatrali, ecco che Echidna propone anche un seminario su
“La voce teatrale”, tenuto da Maria Teresa Dal Pero, eccellente
attrice del Teatro de Los Andes, dal 14 al 17 aprile.

All’interno del cartellone di DoloneiTeatri si possono distinguere
piccole “sezioni” che raggruppano alcuni degli spettacoli in
programma:

Ridere la Verità è il percorso che prende il nome dallo spettacolo
con cui Antonio Albanese e Michele Serra inaugurarono DoloneiTeatri 2005:
evento realizzato in esclusiva per il pubblico dolese dal quale è
nato poi il fortunato Psicoparty scritto da Michele Serra, col quale Antonio
Albanese sta percorrendo l’Italia con grande successo e che sarà
al Teatro Excelsior di Dolo il 2 marzo 2006, per raccontare la paura in tutte
le sue declinazioni, senza alcun timore di ridere delle inquietudini più
fondate o maggiormente insensate. Prima di lui, sempre per “ridere
la verità” sarà sul palco dell’Excelsior Alessandro
Bergonzoni, che inaugurerà DoloneiTeatri il 24 gennaio 2006 con il
suo Predisporsi al Micidiale, nel quale l’attore il funambolo della
parola bolognese parla di pappagalli che dicono Loreto e pappagalli che dicono
Assisi, o di pianisti che prendono il coraggio a quattro mani per suonare
con altri pianisti. Ma che prescrive anche a chi ha crisi d’identità
la cura del sono ed ipotizza i domandamenti, cioè comandamenti col
dubbio incorporato, per i quali è meglio chiedere conferma…
così che il gioco si sposta inesorabilmente su sentieri oscuri e insidiosi.
Tra dubbi e sorrisi.

Teatro da Mangiare segue, ma anche si contrappone, alla sempre più
diffusa spettacolarizzazione della gastronomia, che cuochi maleducati e casalinghe
saputelle continuano a trasmettere dagli schermi televisivi. Roberto Abbiati
e Leonardo Capuano, attori straordinari da scoprire sono invece Pasticceri
alle prese con legame familiare tenero e improbabile, farcito di cioccolata
fusa, scontri quotidiani, biscotti alle mandorle, amori univoci, meringhe,
poesia, comicità. E tanta, tanta musica, che scorre mentre –
come novelli Cyrano - attendono la loro Rossana. I dolci offerti a conclusione
della performance potranno così sembrare un’offeta di pce, una
zuccherosa richiesta di perdono per quello squarcio di vita metateatrale
in cui gli spettatori si sentiranno attratti ed avvolti, proprio come dai
profumi dello spettacolo. Tutto questo in scena il 4 febbraio 2006
alle Cantine della Riviera del Brenta, per un “teatro da mangiare”
da inventare in un “luogo del bere”. Oppure per un luogo concreto
che accoglie l’immaginario o, ancora, per porre due arti a confronto,
al di là e al di fuori della finzione scenica.

Un altro Veneto prevede due appuntamenti con un Veneto “altro”,
per andare oltre gli stereotipi storici e quelli attuali. Un Veneto
che si racconta attraverso le parole di Luigi Monteleone, nato a Napoli nel
1920 ma che ha sempre esercitato la professione di medico a Dolo, arrivando
così a conoscere l’aspetto più intimo e vero della vita
quotidiana dei suoi nuovi concittadini, e che ha raccontato, ad esempio,
nel suo libro La pena e l’oblio (Feltrinelli 1989), che Tam Teatromusica
di Pierangela Allegro e Michele Sambin hanno tradotto nel play concert Al
Mattonificio, storia d’amore e di fatica in scena all’Auditorium
Lazzari il 16 marzo 2006.

Un “altro” modo per raccontare il Veneto è quello scelto
da Sergio Pierattini nel suo La Maria Zanella interpretata dall’attrice
rodigina Maria Paiato (premio Ubu 2005 – Miglior attrice). Un testo
sugli stati d’animo di una donna alle prese con i devastanti esiti,
materiali ed affettivi, dell’alluvione del Polesine del 1951, nel quale
la perdita della casa diventa smarrimento della propria identità,
paura della solitudine ed apologia della memoria, in una lunga serie di parole
che costruiscono immagini, rigorosamente in bianco e nero.

La scena, la Storia e le storie raggruppa altri quattro appuntamenti di grande
prestigio con altrettanti modi diversi di raccontare realtà universali
o locali, brani della grande Storia degli uomini e uomini alle prese con
le proprie storie.

Comincerà il 16 febbraio Moni Ovadia con Lee Colbert & la Stage
Orchestra, ospiti il 16 febbraio del Teatro Excelsior per narrare le tante
storie di ebrei in America sulle quali si basa il Es iz Amerike! Cosa ci
vuoi fare, è l’America, parlando e cantando di un paese intriso
di musiche, risate e ironia nate dalla malinconia di chi è strappato
alle proprie origini e che diviene forza, cultura, risata liberatoria, cinica
a tratti. Un’ironia che gioca con tutto e tutti per prevenire la violenza,
il dominio, l’arroganza. E fra storielle esilaranti che hanno per protagonisti
i soliti Yankele e Yoshele, ma anche i fratelli Marx e Lenny Bruce e le loro
freddure, Ovadia canta canzoni celebri accompagnato dalla superba voce di
Lee Colbert: Gershwin, Berlin, Rogers, Bernstein, fino alla lunga ballata
dell’ebreo Robert Zimmermann, in arte Bob Dylan.

Più vicine, temporalmente e geograficamente, le storie che Ascanio
Celestini proporrà il 24 febbraio al Cineteatro Italia con il suo
recentissimo La pecora nera – elogio funebre del manicomio elettrico,
spettacolo sull’istituzione manicomiale nato da tre anni di ricerca
e laboratori condotti dall’autore. Nel maggio e giugno 2005 Celestini
ha realizzato il progetto Storie da legare presso l’Isola di San Servolo
a Venezia, (promosso dalla Provincia di Venezia, URPV Unione Regionale
Province Venete, Echidna e Fondazione I.R.S.E.S.C), raccogliendo in
audio e in video racconti autobiografici degli operatori psichiatrici, per
sperimentare forme e tecniche di scrittura scenica. Per realizzare, come
lo stesso Celestini afferma: “Una drammaturgia che per noi dovrebbe
saper raccontare anche il presente della memoria e non soltanto il passato
della letteratura teatrale. Una possibilità nuova per un teatro civile
che sperimenti la propria civiltà non soltanto nelle tematiche, ma
soprattutto nella possibilità che queste forniscono per mettere direttamente
in relazione le persone con la propria memoria e con il proprio presente.

Dopo il grandissimo successo registrato lo scorso anno, quando presentò
a DoloneiTeatri l’unico appuntamento Veneto dopo cinque anni di assenza
dall’Italia, torna al Teatro Excelsior, il 21 marzo, il Teatro de Los
Andes di César Brie, anche questa volta con una prima regionale: Fragile,
storia di Lucia (Maria Teresa Dal Pero) a confronto coi temi dolorosi e intimi
che accompagnano l’adolescenza e che si riconoscono, quindi, anche
in una storia più universale di giovani di oggi e di ieri. Perché
la sua è una vita in “crescita”, dominata dalla
fragilità del pensiero e da una vita spirituale che non si riconosce
nei dogmi assodati né risplende in alcun tempio, ma a contatto con
gli elementi ineffabili dell’esistenza di ciascuno.

Le storie di oggi si raccontano spesso per immagini, ed ecco quindi che a
concludere il cammino di DoloneiTeatri sarà un film, proiettato in
prima assoluta ed esclusiva nel Veneto. Un film-inchiesta d’autore,
per la precisione, ossia Souvenir Srebrenica di Luca Rosini, Roberta Biagiarelli
e Alberto Bougleux che sarà proiettato al Cineteatro Italia il 7 aprile.
Nel decimo anniversario del massacro di Srebrenica (1995-2005), gli autori
hanno voluto documentare, con interviste a testimoni bosniaci sopravvissuti
e con le immagini del monologo teatrale A come Srebrenica di Roberta Biagiarelli,
le conseguenze di un evento che ha distrutto le esistenze di migliaia di
persone e che ha lasciato una pesante eredità sociale ed umana sulla
Bosnia contemporanea, con migliaia di profughi che ancora cercano giustizia
e verità. Al termine della proiezione, per avvicinare idealmente platea
e palcoscenico, sarà proposto un incontro-reading con Paolo Rumiz
e rito del caffè alla maniera bosniaca.

Danzare diversa/mente. Sarà uno dei “luoghi storici” dell’aggregazione
giovanile della Riviera del Brenta, la discoteca Canaletto, ad accogliere,
il 9 marzo, l’unico spettacolo di danza proposto da DoloneiTeatri.
E si tratta, ancora una volta, di stravolgere il significato del luogo invariandone
l’utilizzo, oppure rivoluzionare la fruizione di un luogo alterandone
il significato. Deciderà il pubblico, oppure lo decreteranno
Federica Tardito e Aldo Rendina, autori ed interpreti con Antonio Vitella
di Circhio Lume, spettacolo che indaga i meccanismi che l’uomo
mette in atto per farsi amare ed essere al centro dell’attenzione,
entrando con leggerezza e distacco nei drammi di tutti e di ognuno, svelando
i pretesti e le menzogne create da ogni vittima incompresa.

Un appuntamento con il teatrodanza che vive di una scrittura per quadri,
non narrativa e che utilizza un linguaggio sempre in bilico tra il tragico
e il grottesco, un po’ caricato e clownesco. Le musiche sono di Bach,
Mozart, Satie e Madonna, quest’ultima l’unica a non “esordire”
in un luogo dove, solitamente, la danza è un’altra cosa.

L’evento speciale in programma per carnevale offrirà un
pizzico di follia, un brivido di comicità e la certezza di una costruzione
drammaturgia collaudatissima, pur se sempre variabile. Forbici follia, che
andrà in scena il 28 febbraio al Cineteatro Italia, nasce da un abile
mix tra commedia brillante, giallo, improvvisazione e cabaret. Ambientato
per l’occasione a Dolo, in un salone di parrucchiere i cui presenti
vengono indagati per un omicidio, l’inchiesta comica di un commissario
ed un agente speciale inviterà il pubblico ad interagire così
che il copione prenderà pieghe inaspettate e insospettabili. A tenere
le redini dell’insolita situazione teatrale saranno Malandrino e Veronica,
Tita Ruggeri e Gianni Williams.

Il seminario “La voce teatrale” condotto da Maria Teresa Del
Pero, che dal 1992 lavora in Bolivia con il Teatro De Los Andes, si svolgerà
dal 14 al 17 aprile (con incontri quotidiani di tre ore e mezza). Attraverso
l’ascolto, la percezione ed il gioco i partecipanti potranno esplorare
la propria voce per mettere in luce un’identità sonora capace
di definire e rivelare la personalità di ciascuno.

Sarà quindi investigata la mappa sonora di ognuno, attraverso la ricerca
sui timbri, i risuonatori, le vibrazioni e la proiezione vocale: un percorso
indispensabile per affrontare il palcoscenico ma non meno utile a chi vuole
appropriarsi di principi capaci di ampliare le proprie capacità espressive.

Informazioni per il pubblico

tel. 041.412500

www.DoloneiTeatri.it

www.echidnacultura.it

info@echidnacultura

Informazioni per la stampa:

Ufficio stampa Marina Grasso

cell. 335.8223010 - DoloneiTeatri@tele2.it

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