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BENEVENTO CITTA' SPETTACOLO

I maestri del teatro portano in scena il culto del corpo

UN FESTIVAL dovrebbe servire a rompere l’andante quotidiano e a segnalare eventi non contaminati dal torpore generale per un drammaturgo e regista di tutto rispetto come Ruggero Cappuccio, direttore artistico della ventisettesima edizione di «Benevento Città Spettacolo», dal 25 agosto al 5 settembre fra prosa, musica, cinema, mostre e letture. Intitolata «I fantasmi e la carne», la rassegna ha come filo conduttore il paradosso di un’epoca in cui la centralità esasperante del corpo produce la paura della fisicità e il timore ossessivo dei fantasmi finisce per moltiplicarli. «Viviamo in un materialismo in cui il corpo è esaltato, ma non sta più al centro dei rapporti umani» denuncia infatti Cappuccio. «Il teatro, invece, è un edificio mentale in cui l’antichità insuperata dei nodi spirituali convive con l’emozione». La necessità della rappresentazione dal vivo per convocare a un proficuo confronto fantasmi del passato e della modernità è dimostrata con un fittissimo cartellone. L’inaugurazione è affidata al concerto di Vinicio Capossela o «Il Minotauro nel labirinto», mentre la sezione dedicata alla prosa si apre con «Shakespea Re di Napoli» di Cappuccio, in versione inglese e italiana su spazio scenico di Mimmo Paladino. Sedici sono le prime nazionali affidate a firme e pezzi da novanta come Roberto De Simone, Nadia Baldi, Roberto Cavosi; Giuseppe Montesano, Ugo Gregoretti (nella foto), Roberto Herlitzka, Pasquale Squitieri; Francesco Suriano, Giancarlo Cauteruccio, Elena Bucci, Remondi e Caporossi e Saverio La Ruina. Gigi Proietti si cimenterà il 29 agosto con il V canto dell’«Inferno».

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