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CARTELLONI DEL QUIRINO E DEL VALLE 2007-08

Al Teatro Quirino la tradizione di qualità, al Teatro Valle la scena in movimento Figli di una “stessa madre”, come li definisce Ninni Cutaia, direttore generale dell’Ente Teatrale Italiano, il Teatro Quirino e il Teatro Valle di Roma, entrambi teatri all’italiana, scelgono anche quest’anno di distinguersi l’uno dall’altro. Il Teatro Quirino propone nuovamente tradizione, testi classici e artisti legati alla storia, il Teatro Valle si accinge invece ad accogliere i segni complessi del presente, teatrale e sociale. In realtà i cartelloni sono lo specchio di un teatro arruffone un teatro privo di un progetto culturale forte, dove insieme a grandi figure come Servillo o Peter Brook, trovano spazio mediocrità assolute come Franco Però o attrici certamente non rappresentative come Maria Rosaria Omaggio, alla quale è riservato l'onore di inaugurare nientemeno che la stagione del Quirino.

STAGIONE TEATRALE 2007 / 2008
AL QUIRINO LA TRADIZIONE DI QUALITÀ
AL VALLE LA SCENA IN MOVIMENTO

Due programmi diversi e paralleli. Uno che guarda alla tradizione,  l’altro aperto al nostro presente teatrale e sociale.
Così il teatro Quirino, rappresentato quest’anno dall’immagine di una cavea antica inscritta in una grande Q, subito rimanda ai classici della drammaturgia, ma racchiude dialoghi con la contemporaneità.
Il Valle, invece, identifica la sua immagine in un ingranaggio puramente teatrale, e come in un cantiere sempre aperto, sceglie la concretezza del mestiere per arrivare all’arte.
Questo almeno nelle intenzioni del nuovo Direttore Ninni Cutaia.
Anteprima al Quirino un “Pericle” di Shakespeare che Antonio Latella mette in scena con gli attori/allievi del Progetto “Thierry Salmon”.
Ma la vera apertura della stagione è affidata a  DIATRIBA D’AMORE che celebra gli ottant’anni del premio Nobel Gabriel Garcia Marquez, in un recital  interpretato da Maria Rosaria Omaggio (Dio mio, ancora lei!), per la regia di Alessandro D’Alatri. Sinceramente ci si aspettava una inaugurazione della stagione di uno dei più prestigiosi teatri pubblici italiani  con qualcosa e qualcuno di più significativo.
Eccellente diacronia per il ritorno nella capitale del M° Roberto De Simone, impegnato a mescolare generi e tradizioni, tra musica e prosa, in LA’ CI DAREM LA MANO Travestimento mozartiano in due tempi, opera gioiosa e colta affidata ad un raffinato ensemble operistico.
Il Quirino prosegue con il suo impegno nel rispetto dei classici della drammaturgia, con  DELITTO PERFETTO diretto ed interpretato da Geppy Glejieses, con Marianella Bargilli e Raffaele Pisu. Ma è una proposta ci pare ispirata più al cinema noir del grande Hitchcock che al teatro.
Grande teatro col FAUST di Goethe, messo in scena da Glauco Mauri, in dialettica complicità con Roberto Sturno, sulla traduzione poetica di Dario Del Corno.
Carlo Giuffrè torna su un testo di Eduardo De Filippo, e con IL SINDACO DEL RIONE SANITA’, l’attore-regista s’interroga sulle urgenze e le violenze della Napoli di oggi.
Si apre poi uno squarcio sulla prima drammaturgia di Harold Pinter, attraverso l’altrettanto giovane esperienza di Fausto Paravidino, anche interprete de IL COMPLEANNO, con Giuseppe Battiston e Ariella Reggio.
Dopo la sua storica e premiata regia del 1980, Massimo Castri rilegge COSI’ E’ SE VI PARE di Pirandello con un gruppo di giovani attori, allievi di un corso di alta formazione promosso dall’ERT.
Spettacolo tutto al femminile, MADRE CORAGGIO vede Isa Danieli dare corpo e anima all’eroina del teatro brechtiano, diretta con complicità da Cristina Pezzoli.
In occasione del trecentesimo anniversario dalla nascita di Carlo Goldoni, Giulio Bosetti ricopre il ruolo di SIOR TODERO BRONTOLON, personaggio tanto scorbutico e rude quanto amato dal pubblico.
IL GIARDINO DEI CILIEGI, ultimo testo della drammaturgia di Cechov, incontra la solidità della ricerca registica di Ferdinando Bruni, per riscoprire la purezza della parola.
A chiudere il ricco cartellone del Quirino, IL SIGNORE VA A CACCIA di George Feydeau, divertente satira sociale esaltata dalla regia di Mario Scaccia, in scena con Debora Caprioglio, Rosario Coppolino e Edoardo Sala.
Parla subito la lingua del presente la stagione del Valle, aperta in prima nazionale da Renato Sarti e Franco Però, con la loro testimonianza sulla controversa figura di Danilo Dolci, “processata” in VIETATO DIGIUNARE IN SPIAGGIA.
Un’altra prima nazionale è FILUMENA MARTURANO diretta da Gloria Paris, per l’Atelier Théâtre Actuel - Chant V. L’opera di Eduardo De Filippo apre la finestra sull’internazionalità, e parla francese nell’interpretazione di Christine Gagnieux.
Un Eduardo non meno “tradito” sarà quello proposto da Carlo Cecchi, che con SIK SIK, L’ARTEFICE MAGICO rende omaggio all’opera del suo maestro, in scena con Angelica Ippolito.
Sul palcoscenico del Valle torna la purezza del teatro di Peter Brook, che sceglie il confronto con Samuel Beckett, nei FRAGMENTS presentati in prima nazionale e in lingua inglese.
Il dialetto naturalmente ricco di immagini va in scena in GOMORRA di Roberto Saviano, riscritto a quattro mani con Mario Gelardi, che recupera il modello dei tragici greci per farsi denuncia sociale.
Tre spettacoli per sottolineare, con una presenza importante a Roma, i 60 anni del Piccolo Teatro di Milano, un’eredità di grande regia che passa da Strehler a Ronconi a Servillo.
L’energia di Giorgio Strehler rivive nel progetto LA STORIA DELLA BAMBOLA ABBANDONATA di Alfonso Sastre e Bertolt Brecht, affidato ad Andrea Jonasson e Giuseppina Carutti, da costruire con gruppo di ragazzi invitati a tuffarsi nella magica atmosfera della messa in scena. L’altro regista, Luca Ronconi, mette in scena un testo di Hermann Broch, alla sua prima rappresentazione italiana: INVENTATO DI SANA PIANTA, ovvero gli affari del Barone Laborde è lo spettacolo col quale il direttore del Piccolo propone una commedia dagli accenti ambigui e dai movimenti marionettistici.
Sceglie invece l’opera drammaturgia di Carlo Goldoni Toni Servillo, che ne LA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA asseconda i ritmi di questo compendio nel panorama della scrittura teatrale italiana.
Un giovane ma solido regista, Andrea De Rosa, spiazza invece in MOLLY SWEENEY le modalità di messinscena: a raccogliere con lui la sfida interpretativa un inedito Umberto Orsini, insieme a Valentina Sperlì e Leonardo Capuano
L’appassionata requisitoria di Elga Firsch è il pretesto per Ottavia Piccolo d’intraprendere insieme a Vittorio Viviani e Silvano Piccardi un PROCESSO A DIO, firmato da Stefano Massini e diretto da Sergio Fantoni.
PENSACI GIACOMINO!, commedia morale ed umoristica di Pirandello si lascia plasmare dalla regia straniante di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, raffinati e maturi interpreti della scuola di Leo De Berardinis.
La scrittura contemporanea diventa classica in SHAKESPEA RE DI NAPOLI, il testo più noto ed amato di Ruggero Cappuccio che ne dirige ora la singolare interpretazione di Lello Arena, affiancato alla tradizione di scena di Claudio di Palma.
Un’altra modalità per rendere contemporanea la lingua napoletana, scandisce i tempi ed i modi di ‘NZULARCHIA, il testo-rivelazione di Mimmo Borrelli, diretto da Carlo Cerciello ed interpretato da Peppino Mazzotta, Pippo Cangiano, Nino Bruno.
L’ultimo spettacolo della stagione coincide con HEY GIRL!, prima produzione di Romeo Castellucci dopo il ciclo della Tragedia Endogonidia, ulteriore tappa di un teatro che diventa un’arte plastica, complessa, ricca di visioni.
La pluralità delle proposte del Valle in particolare, evidenzia la necessità di confrontarsi con un pubblico che cambia e che sceglie, capace d’interrogarsi e di approfondire. Così gli spettacoli saranno volano per soffermarsi su tematiche non solo artistiche, per allargare lo sguardo sul presente ed approfondire percorsi artistici, attraverso appuntamenti, incontri, e una serie di attività che completeranno il progetto di questa stagione.
Con una nuova formula, invece, procede la collaborazione tra l’Eti ed Artisti Riuniti, non più legata ai “lunedì teatrali”, ma ampliata ad un più complesso progetto formativo, prima concreta applicazione del Protocollo d’intesa sottoscritto dall’ETI, dall’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e dalla Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. Piero Maccarinelli e Tullio Kezich guideranno un lungo percorso formativo con 10 giovani attori, selezionati con bando tra gli ex-allievi delle due scuole, per realizzare la messinscena di IL ROMANZO DI FERRARA, dall’opera di Bassani, che debutterà ad aprile 2008 al Teatro Palladium di Roma.
Una stagione teatrale come quella del Valle e del Quirino, fortemente declinata al presente, vuole essere dinamica e varia anche nel cercare diverse modalità di fruizione degli spettacoli, più agevoli e compatibili con le esigenze di un “altro” pubblico.

 

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