Un corpo plurale che parla una lingua scamificata, antica, a volte intrattabile, anche quando usa i gerghi contemporanei. Un”orchestra che prendei materiali dalle ferite della storia e limedica, sulla scena. Un complesso generoso di voci che volontariamente emette note scordate, in assonanza con i tempi rovinosi. Ad occhio e croce, la nuova stagione del Mercadante di Napoli non fara certo i”elogio delle “magnifiche sorti e progressive”*. Nella convocazione di certi artisti e di certi testi, Roberta Carlotto dimostra di voler fare un teatro del tempo presente:
0ggi piu che nel passato - dichiara la direttrice del Mercadante - non si puo far finta che quanto accade intorno a noi non ci riguardi. Sono convinta che il teatro può, con gli strumenti e Ie forme che gli appartengono, farsi anche luogo vivo di dialogo e di incontro civile.
All’interno di questi dialoghi, domina come un sentimento di perdita combinato alla volonta di dichiarare le menzogne e gli artifici del sistema-
L’inaugurazione e affidata il 15 ottobre al Don Giovanni ritorna dalla guerra di Odon Von Horvath, regia diCarlo Cerciello, che vede in Don Giovanni un borghese disadattato.
Baliani awicina alia nostra sensibilità La pelle di Curzio Malaparte.
‘AndreaDe Rosa, regista della sintesteticita a teatro, porta a Napoli Molly Sweeney.
Rosi mterroga Filumena Marturano. Tiezzi I Giganti della Montagna, Maccarinelli porta il suo formidabile trio d”attori (Massimo Popolizio, MariaPaiato e Manuela Mandracchia) dentro la ferrea ossatura drammatica di Bemhard. Alessandro Gassman recita La parola ai giurati.
Ma soprattutto nella presenza di Pippo Delbono,che con La Menzogna attraversa nelsuo modo sfinente e totale la tragedia delle morti bianchi, e nella nuova operetta “amorale” di Emma Dante (Le pulle), che vediamo i segni di un teatro corporeo piu vicimo all”epicentro del male e del dolore.
Voci in maggiore accordo con le note inquiete del Ridotto del Mercadante,una casa abitata da Nello Mascia, protagonista e regista dell’ emozionantissimo dramma di Santanelli “Un eccesso di zelo” Fabrizio Arcuri,Vincenzo Pirrotta, Massimiliano Civica, Davide Enia, e dentro le cui pareti si creano alleanzee binomi sulfurei, che ci fanno ben sperare in uno scoppio d”energia creativa: Tiziano Scarpa e Arturo Cirillo (L”inseguitore), Monica Nappo e AldoNove, Artaud ed Enzo Moscato ,Giovanna Giuliani e Anna Maria Ortese , Beppe Rosso e Jane Martin , Carmelo Rifici e Banana Yoshimoto conla traduzione di Giorgio Amitrano.
La tradizione nobile di Eduardo rivive negli spazi del Teatro San Ferdinando, che riapre dope ventictnque anni, accogliendo il ritomo di Gomorra, lo spettacolo di Mario Gelardi e Roberto Saviano che con un rigore pasoliniano ci mostra la linea sanguinaria del danaro, in una partitura fisica che fa sentire Ie botte mandando in pensione la retorica.
E la curiosa investiigazione letteraria di Francesco Saponaro - il contenzioso Scaipetta-D”annunzio sul presunto plagio della Figlia di Iorio - ad aprire però la stagione del San Ferdinando, attorno a cui ruotano Ie presenze di Angela Pagano, Davide lodice,Mariano Rigillo, Erri De Luca, Bruno Garofalo, Moni Ovadia, MimmoBorrelli.
Pur con qualche incongruenza, la programmazione del Teatro Stabile di Napoli si profila come un viaggio sensoriale e plurilinguistico dentro il disagio della nostra civilta. L”impressione di vitalita e di impegno e testimoniata non solo dagli spettacoli in cartellone, ma soprattutto dai progetti che si sviluppano attomo al San Ferdinando e nelle strade di Napoli: e nel filo sottile che lega Arrevuoto di Marco Martinelli con i ragazzi di Scampia, Ics dei Motus, opera piena di rispettosi silenzi nata nelle banlieues europee, e il laboratorio Vespertelli firmato da Valeria Parrella, Francesco Saponaro e Vincenzo Pavolini,protagonisti gli studenti delle scuole di via Foria, che leggiamo il segno di una attiva sensibilita nei confronti delle nuove generazioni, piu di altre esposte ai traumi di un mondo periferico, nella cui ferita marginalità si annida però anche la costruzione di un nuovo piu potente immaginario.
liberazione
Teatro
Pubblicato
in: CARTELLONI 2008-09
IL CARTELLONE DELLO STABILE DI NAPOLI
Pur con qualche incongruenza, la programmazione del Teatro Stabile di Napoli si profila come un viaggio sensoriale e plurilinguistico dentro il disagio della nostra civiltà.Le categorie della guida
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