
Lo Stabile di Catania, diretto da Giuseppe Dipasquale, compie mezzo
secolo e annuncia un cartellone ricco di Sicilia, come negli intenti
programamtici dello stesso Dipasquale e del presidente, Pietrangelo
Buttafuoco. Un bellissimo
novembre, dal romanzo di Ercole Patti, riduzione e
adattamento di Gaetano Savatteri e Luigi Galluzzo, per la regia di
Mario Missiroli, inaugura la stagione il 4 novembre. Poi, Pipino il Breve di
Tony Cucchiara, riallestimento della commedia musicale andata in scena
a Catania nel 1978. Dipasquale riprende la regia dello scomparso
Giuseppe Di Martino. Il
birraio di Preston di Andrea Camilleri, riduzione a quattro
mani Camilleri-Dipasquale (che cura anche la regia), impegna Giulio
Brogi, Mariella Lo Giudice, Pino Micol, Pippo Pattavina. In Edipo, dalle due
tragedie di Sofocle, adattamento e regia di Lluis Pasqual, lavorano
Massimo Popolizio, Gaia Aprea, Adita Bartolucci, Pippo Pattavina (E’ lo
spettacolo più interessante del programma, frutto di una
coproduzione fra gli Stabili di Catania e del Veneto, in collaborazione
con l’Olimpico di Vicenza, dove debutta in estate). Ancora: U’ sapiti com’è con
Gilberto Idonea, I
civitoti in pretura di Martoglio con Guia
lelo e L’eredità
dello zio canonico, regia di Guglielmo Ferro, al “Musco”.
Nel settore “sperimentazione”: Terra
matta, dall’omonima autobiografia di Vincenzo Rabito, con
Vincenzo Pirrotta; Sicilian
tragedi, black comedy di Ottavio Cappellani, regia di
Guglielmo Ferro; Come
spiegare la storia del comunismo ai malati di mente di
Matei Visniec, regia di Gianpiero Borgia.

Guglielmo Speranza








