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UNO SHYLOCK GIOVANE PER IL GLOBE

"Il Mercante di Venezia" a Roma nell'interpretazione di Carlo Ragone e per la regia di Loredana Scaramella.

Ancora Shakespeare, al Silvano Toti Glebe Theatre di Villa
Borghese.

Va in scena «Il mercante di Venezia»
con una compagnia di giovanissimi, comӏ costume del Globe,
e con la regia di Loredana Scaramella.

E il quarto e ultimo spettacolo in calendario per questa stagione
estiva, curata dalla dirczione artistica di Gigi Proietti.

Dice la regista,. allieva di Proietti: «In
scena, lo scontro culturale, la dimenticanza e l”intolleranza da parte
dei figli alle leggi dei padri; il conflitto fra amicizia e amore,
l”amore stesso, la generosità e la bellezza contro il
dovere, l”egoismo, il rigore e la competizione. Tutti temi sempre
attuali, molto cari al Bardo, che li affronta con la consueta
determinazione».

Il giovane Bassanio
chiede al ricco amico Antonio
tremila ducati, per corteggiare degnamente la ricca Porzia. Antonio, a
sua volta, si fa prestare i denari dall”ebreo Shylock,
che pretende in garanzia una libbra della sua carne.

Da qui si scatena una trama ricca di intrighi, con risvolti anche molto
drammatici.

Spiega ancora la Scaramella, al suo terzo Shakespeare, dopo Falstaff e Romeo e Giulietta:

«”II mercante di
Venezia” è
un testo di transizione, ha una natura mista. Può venire
classificato come commedia, perché gli accenti comici della
vicenda ci sono tutti. Ma, è percorso da elementi tragici,
che si concentrano nella figura dell”ebreo».

Tré linee muovono i meccanismi dell”opera: vendetta, fato e
amore, fede e amore, che si intersecano e si intrecciano nella trama
principale.

Continua la regista: «Se da un lato
si ride, dall”altro il testo è nero e cupo. Ci sono il tema
della giustizia, quello religioso, dell”intolleranza e discriminazione
razziale e anche lo scontro tra vecchi e giovani».

Quale l”impostazione registica in questo nuovo allestimento? Risponde
Loredana:

«Io non sono una regista in senso
tradizionale. Piuttosto, mi definirei un direttore di attori: mi
interessa la collaborazione con l”interprete, con cui conduco una
ricerca sul personaggio gli propongo. Insieme, troviamo poi una linea
comune».

Una giovane regista, una giovane compagnia, un giovane Mercante: Shylock è
interpretato da Carlo
Ragone: «È
la cifra di tutti gli spettacoli del Globe, quella cioè
della realizzazione da parte di attori ancora non affermati.
È un festival di scuole di teatro, che qui sono
rappresentate quasi tutte, dall”Accademia Silvio D”Amico alla Paolo
Grassi di Milano, dalla scuola dello Stabile di Tonno a quella di
Genova… È un gruppo eterogeneo, dove si mischiano
professionalità di stampo diverso. Ciò nonostante
- aggiunge - siamo riusciti a creare, in poco tempo, un clima di
ensemble, corale, che è molto distante dalla mera esibizione
personale. Insomma, tutto è all”insegna dell”armonia,
dello scambio».

«Il mercante di
Venezia» è una delle opere
più frequentate, sia in palcoscenico, sia al cinema.

«Già
- conferma la Scaramella - tanti Mercanti si sono succeduti. In teatro,
il più recente che mi è rimasto impresso
è stato quello di Roberto Herlitzka: scarno, asciutto,
essenziale, toccante, un modello difficile da raggiungere. Mentre non
ho molto apprezzato quello sul grande schermo impersonato da Al Pacino:
a mio avviso, non è tra le sue migliori interpretazioni. E
poi - aggiunge - ho scovato su Intemet un inedito Orson Welles che
recita il monologo nel ruolo del Mercante: una rara pillola di
bravura».

La maggiore difficoltà nell”allestimento?

Ribatte: «Trovare
l”equilibrio tra testo e messinscena». La
maggiore preoccupazione? Conclude: «Che
il pubblico riesca ad appassionarsi, ancora oggi, a una vicenda
c.osì antica eppure moderna».

Emilia Costantini

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