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Bella ciao, festival fuori dal Comune

Il festical diretto da Ascanio Celestini

Toma il “balsamo della memoria” dispensato da Ascanio
Celestini con il suo libero festival di periferia.

Piccolo, prezioso, gratuito appuntamento con pensieri, azio ni
teatrali, racconti e arte che sa di sociale, nei contenuti o nei modi.
Per esempio, proprio nell”offrirsi in spazi lontani dai fasti del
centro, esaltando l”opportunità di creare pensiero creativo
(e anima) anche dove c”è poco o nulla per questo. “Bella ciao”
è nato con questo spirito, quattro anni fa, e purtroppo ha
sempre meno ossigeno per portare avanti la sua crociata culturale.

“Il festival sta morendo”, commenta Ascanio, e alla sua meravigliosa
caparbietà e a quella degli artisti che hanno aderito
dobbiamo questa ultima edizione (anche se la Provincia, con
l”assessore D”Elia, invita gli organizzatori a non compiere scelte
affrettate “perchè
con il bilancio dell”anno prossimo la nuova amministrazione
provinciale valuterà le iniziative culturali che meritano
maggior sostegno”), sparsa tra le Officine Marconi e la
Romanina, con un”inaugurazione “celestiniana” al Parco di Villa
Sciarra a Frascati dove Ascanio ripropone il suo fiabesco e “storico” Vita morte e miracoli.

Martedì Veronica Cruciarli a prendere posto sul
palco con
Città di parole presso il Centro
Sociale Anziani La Romanina, mentre giovedì c”è
una serata particolare alle Officine Marconi dedicata all”anniversario
dell”l 1 settembre: proiezione del film “Zero”
un”inchiesta per la regia di Franco Procacci e Francesco Trento
dall”inchiesta di Giuliette Chiesa, mentre alle 22,30 musica delle
Sessions Voices, Celestini, Johnny Palomba e altri compagni di viaggio
per storie minori dell”attentato che ha inaugurato il nuovo millennio
(ore 22,30).

E in mezzo Nnord
di Roberto Latini, mosaico stralunato sulla vita nel profondo nord
italiano.

Venerdì c”è Mario Perrotta, altro aficionado di Bella ciao, che porta
il suo ultimo lavoro, Odissea,
ovvero Ulisse
visto con gli occhi di un Tele- maco dei nostri giorni,
tra antiche leggende e nuove mitologie.

Nella stessa serata cӏ il jazz soffice di Rita Marcotulli
al piano con ospite cantante Raiz.

Sabato invece si festeggia la notte bianca che non cӏ
più in tutta la città e che si accende solo in
qualche quartiere come qui in Decima Circoscrizione fra teatro (Juana
de la Cruz o le insidie della fede di Elena Bucci e Otello alzati e cammina,
bizzarro (s)montaggio shakesperiano di e con Gaetano Ventriglia) e
musica con il Canzoniere di Roma (Sara Modiglioni e Marco Onorati,
Sonia Maurer, Felice Zacchere e Luca Mereu).

Domenica un finale che si riaggancia al tema delle morti bianche con il
film di Daniele Segre, Morire
di lavoro, gli Appunti per un film sulla lotta
di classe di Celestini e un Bernhard per tornare a teatro
con il Teatrino Giullare.

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