
Si è svolto ieri al Teatro Eliseo di Roma un incontro-dibattito sul futuro dello spettacolo al quale sono intervenuti, tra gli altri, lo scrittore Alessandro Baricco, il giornalista Eugenio Scalfari, Antonio Filati, dell’Autorità Garante della Concorrenza, e Sergio Escobar, direttore del Piccolo di Milano e presidente di Platea.
“Ma dove vivete?”
Sergio Escobar lo chiede a Alessandro Baricco, che insiste, in un incontro dei giorni scorsi a Roma, sulla sua proposta, lanciata dal quotidiano Repubblica, di spostare i finanziamenti pubblici dallo spettacolo alla scuola e alla tv e di affidare le attività di spettacolo al mercato.
“Ma dove vivete?”, chiede, strappando gli applausi più calorosi, Sergio Escobar, il quale sottolinea che “oggi è proprio il libero mercato a battere alla porta dello Stato”.
Per Escobar, presidente di Platea e direttore del Piccolo Teatro di Milano, le argomentazioni di Baricco sono fondate su “luoghi comuni”.
e lo dimostra ricordando che già oggi lo Stato spende per la Rai otto volte l’intero Pus (oltre 3 miliardi di euro), e per l’editoria già spende quasi due volte il Pus (700 milioni di euro). “Solo la Mondadori - dice Escobar ó ha ricevuto, nel 2007, ventinove milioni di euro per le sue attività editoriali,
a fronte dei diciannove milioni ricevuti da tutti i Teatri Stabili Pubblici”.
In Francia, al contrario, per il solo cinema si sono stanziati più di 500 milioni e, per tutta l’editoria, la metà.
Ma il discorso di Escobar va oltre e approda apertamente
alla politica. “Non ha alcun senso - dice - parlare di società civile senza parlare di politica”.
Ricorda, così, che gli operatori dello spettacolo dal vivo chiedono una riforma legislativa dai tempi dell’approvazione del primo Fus, nel 1984. “Sapete perché non si è ancora riusciti a farla? Perche in venticinque anni sono cambiati quindici ministri della Cultura. Che sono stati mandati 11 per punirli!”.
E di politica parla, dalle colonne di Repubblica, il presidente dell’Agis, Alberto Francesconi, il quale denuncia che un mese fa l’Agis ha chiesto l’intervento del presidente del consiglio a sostegno delle politiche per lo spettacolo: “nulla è stato fatto - dice Francesconi - ne a parole ne nei fatti”.
E insiste: “bisogna fare una riforma
del settore ormai necessaria ma prima vogliamo il ripristino del Fus ai livelli almeno del 2008″. “Perché il sostegno dello Stato a Cultura e Spettacolo non si discute”.

Guglielmo Speranza








