In morte del teatro

il 30 marzo grande mobilitazione a Roma contro Baricco, Berlusconi e Bondi. Tre terribili B che vogliono la cultura di serie B

Lunedì 30 marzo, dalle 16 alle 19, ci sarà una mobilitazione in piazza Farnese alla quale hanno annunciato di partecipare moltissmi artisti.

Vogliono urlare “No”, per l’ennesima volta e nel corso di una
manifestazione pubblica, ai tagli al Fus (Fondo Unico dello Spettacolo). Ma vogliono anche offrire una valida replica alle posizioni espresse, qualche giorno fa, da Alessandro Baricco.

Secondo lo scrittore, lo Stato farebbe meglio a investire i suoi soldi, anziché in teatro e in lirica, nella scuola e per le televisioni: almeno contribuirebbe a creare il pubblico di domani, più sensibile e più pronto di quello odierno ad amare Shakespeare e la Traviata.
Provocazione, certo
che molti hanno però usato come arma contundente contro le “improduttive” arti della parola e del canto.

La posizione di Baricco, secondo Giorgio Gennari, responsabile prosa dell’Agis-Italiafestival «fa parte dello stesso filone del disprezzo o disinteresse che gli intellettuali italiani hanno sempre avuto per quell’ibrido imperfetto di parola, immagine, suono che si chiama Teatro.

Un sogno utopico del perfetto e del sublime, e quindi spesso
considerato come arte minore». «Baricco? È un servo sciocco,
forse inavvertitamente» ha dichiarato Maurizio Scaparro

Gigi Proietti ha un ‘altra idea ancora: «Sostegno al teatro di produzione e creazione di un Teatro nazionale
pubblico. Il resto deve funzionare con una gestione mista pubblico-privato.
Farcela da soli è impossibile. Se Baricco ha pensato di parlare seriamente,.
il suo è un ragionamento da bambini…».

ll 30 marzo,
assieme ai promotori (da Simona Marchini a Massimo Ghini, a Magda Mercatali, a Nicola Piovani e Benedetta Buccellato), in piazza Farnese ci sarà anche Ascanio Celestini, l’affabulatore.
A lui il compito di pronunciare l’orazione funebre “in morte del Teatro”.

E il ministro dei Beni e delle Attività culturali, Sandro Bondi?
Dopo un solo anno di lavoro, sta pensando se lasciare o meno l’incarico ministeriale per diventare coordinatore politico del PdL.
Le proposte di Baricco? Le ha giudicate un nuovo clima di collaborazione, da parte della sinistra, nel campo della Cultura.

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