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Le Baccanti all'Olimpico

Con Laura Marinoni per la regia di Giuseppe Emiliani

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Laura Marinoni (Milano, 28 maggio 1961)

Con Le Baccanti, tragedia dalla materia vulcanica, si chiude all’Olimpico diVicenza il ciclo quest’anno interamente dedicato a Euripide.

È l’ultimo dei suoi capolavori e quello pin misterioso e disorientante, senza catarsi finale.

Sono Le Baccanti una crudele, aspra rappresentazione della fragilità umana. Ma anche è la tragedia dove più che in altre si verifica lo scontro fra la ragione (e il potere) e il mistero dietro al quale si cela il divino.

Scritta con mano ispirata e matura ci appare Le Baccanti come un ammonimento titanico. Oltre alla versione piuttosto recente di Ronconi, da ricordare quella di Aldo Trionfo che ne fece una sorta di oratorio cristiano-barocco. Adesso è il turno del pur valente Giuseppe Emiliani.

Chi ha compiuto studi classici, ben ne conosce l’argomento. Portatore del vino e dell’ebbrezza, Dioniso, figlio di Zeus pretende che il sovrano diTebe, il giovane Penteo lo accolga in città come un Dio. Ma anziché sottomissione, subisce l’oltraggio del rè. E la risposta sarà tremenda. Il dio invasa le donne di Tebe che capeggiate dalla madre di Penteo, Agave, si abbandonano alla possessione sui monti. Penteo segue allora Dioniso ma le donne, scambiando il sovrano per un cucciolo di leone, lo fanno a pezzi. Agave porta in trionfo la testa mozza del figlio, fino a quando, ad opera del vecchio padre Cadmo riacquista la coscienza sancendo al tempo stesso la terribile vendetta del figlio di Zeus.

Sono i versi di Euripide lava ardente che colano con forza dirompente anche in questa versione (nuova, e incisiva, la traduzione di Caterina Barone) che sacrifica qualche personaggio e riduce il coro alle due sole corifee che si disimpegnano tra palcoscenico e gli spalti dell’Olimpico dove il pubblico è stato suddiviso: da un lato gli uomini, dall’altro le donne. Suggerimento del regista il quale è riuscito a creare uno spettacolo visualmente non mancante di suggestione, a procedere con speditezza ma non sempre a restituire quell’emozionalità che ne dovrebbe derivare.

Dotata di vocalità assai bella, spicca Laura Marinoni, nella difficile figura di Dioniso, di cui ben riesce a restituire l’ambiguità.

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