<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
    <generator>http://lightpress.org/</generator>
    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Design per Bologna 2010 - Settimana Internazionale della Grafica - Alimenti Grafici</title>
	<link>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/09/design-per-bologna-2010-settimana-internazionale-della-grafica-alimenti-grafici</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/09/design-per-bologna-2010-settimana-internazionale-della-grafica-alimenti-grafici</guid>
	<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 15:45:28 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alfredo De Sia</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/09/design-per-bologna-2010-settimana-internazionale-della-grafica-alimenti-grafici#comments</comments>
    <category>storia_dell_illustrazione_e_della_grafic</category><category>illustrazione_e_grafica_oggi</category><category>associazioni_link_</category><category>storia_dell_illustrazione_e_della_grafic</category><category>illustrazione_e_grafica_oggi_link_</category><category>mostre_emilia_romagna</category><category>aiap</category><category>daniela piscitelli</category><category>erberto carboni</category><category>grafica e alimenti</category><category>milton glaser</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il successo ottenuto con l&#8217;edizione del 2009 a Napoli e sulla scia dei numerosi eventi che Aiap organizza dal 2003, la seconda edizione della settimana internazionale della grafica si sposta a Bologna. La citta&#8217;  emiliana ospita  dal 5 al 9 ottobre 2010 DESIGN PER BOLOGNA, evento unico in Italia e raro in Europa, organizzato da AIAP - Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva.</p>
<p>Un calendario ricco di appuntamenti workshop, tavole rotonde e conferenze, open studios, aperti a studenti e professionisti, per approfondire i temi legati alla comunicazione visiva che si occupa di consumi alimentari, al design per l&#8217;editoria, per il packaging e per l&#8217;ambiente.<br />
Ospiti dell&#8217;evento alcuni dei grafici e degli studi piu&#8217; famosi e innovativi al mondo tra cui L<strong>o Siento</strong> (Spagna) <strong>Gordon Young</strong> (Inghilterra) <strong>Lava</strong> (Olanda), <strong>I profit</strong> (Italia) che condurranno i workshop.</p>
<p>Tra gli eventi in programma anche le mostre: <strong>Erberto Carboni e Barilla</strong>. Un caso di eccellenza italiana che vede il design strumento e volano per lo sviluppo competitivo dell&#8217;impresa letta attraverso l&#8217;esposizione di tutti i materiali progettati da Carboni per Barilla: dai manifesti, al progetto d&#8217;identita&#8217; , agli allestimenti; <strong>Milton Glaser</strong> una retrospettiva di piu&#8217; di 50 manifesti progettati in 50 anni di attivita&#8217;  da Milton Glaser, famoso in tutto il mondo per essere stato l&#8217;ideatore del logo <em>I love New York</em> (1976). A queste si affiancano una serie di altre mostre tematiche, seminari, tavole rotonde con circa 50 relatori selezionati dal territorio nazionale e internazionale.</p>
<p>&#8220;<em>Mangiare con gli occhi</em>&#8221; e&#8217; la metafora che meglio riassume il tema di questa edizione - spiega la presidente AIAP<strong> Daniela Piscitell</strong>i - perche&#8217;¨ <em>suggerisce come il gusto finisca per diventare non il primo, ma l&#8217;ultimo dei sensi coinvolti. Quindi, spesso, per progettare un alimento si parte dalla percezione visiva e a questa si abbina un sapore</em>&#8220;.</p>
<p>Per informazioni e iscrizioni:<br />
annalisa.marino@echo.pv.it<br />
<a href="http://www.aiap.it/designper">www.aiap.it/designper</a></p>
<p><strong>(</strong>ADS)</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100907154528"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100907154528?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100907154528" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100907154528&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fillustrazione_e_grafica%2Finterventi%2F2010%2F09%2Fdesign-per-bologna-2010-settimana-internazionale-della-grafica-alimenti-grafici"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Dopo il successo ottenuto con l&amp;#8217;edizione del 2009 a Napoli e sulla scia dei numerosi eventi che Aiap organizza dal 2003, la seconda edizione della settimana internazionale della grafica si[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Gelsomino D&#039;Ambrosio e Campagna, un connubio di affetti</title>
	<link>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/07/gelsomino-dambrosio-e-campagna-un-connubio-di-affetti</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/07/gelsomino-dambrosio-e-campagna-un-connubio-di-affetti</guid>
	<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 16:33:22 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alfredo De Sia</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/07/gelsomino-dambrosio-e-campagna-un-connubio-di-affetti#comments</comments>
    <category>biografie_dei_grandi</category><category>associazioni_link_</category><category>storia_dell_illustrazione_e_della_grafic</category><category>illustrazione_e_grafica_oggi_link_</category><category>archivi_e_musei_link_</category><category>mostre_emilia_romagna</category><category>antonio caponigro</category><category>campagna</category><category>dioscuri</category><category>gelsomino d`ambrosio</category><category>giordano bruno</category><category>mimmo iodice</category><category>segno associati</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/illustrazione_e_grafica/Campagna2.jpg" class="left" border="0" width="250" height="289" alt="" /><br />
Sostenuta da numerose sollecitazioni l’Amministrazione comunale di <strong>Campagna</strong> (SA)  ha intitolato, con cerimonia del il 17 luglio 2010, la Sala Conferenze a <strong>Gelsomino D’Ambrosio</strong>, maestro di grafica, suo illustre e amato cittadino, scomparso nel 2006.</p>
<p>La celebre silouette di Gelsomino “Poeta dell`immagine”, riprodotta a grandezza piu` che naturale, accoglie i visitatori all`ingresso della sala.<br />
In un ambiente laterale e` collocata la mostra, curata da <strong>Antonio Corsera, Pro Loco di Campagna</strong>, con poster di opere del Maestro in cui Campagna e` soggetto principale.</p>
<p>La sala e` gremita. <strong>Vito Maggio</strong>, Associazione <strong>Giordano Bruno</strong>, insieme ad <strong>Antonio Caponigro</strong>, gruppo teatrae <strong>“I Dioscuri”</strong>, al sindaco di Campagna, Biagio Luongo, e a Michele Figliulo, raccontano aneddoti e vicende della vita del Maestro, sia da giovane che da professionista affermato.</p>
<p>Si rievocano, tra l`altro, il suo intervento per sistemare la citta` dopo il terremoto dell`1980, il celebre volume della 10/17 “Campagna”, lo studio per l’immagine coordinata del Comune di Valva, la mostra <strong>“Il teatro della memoria”</strong> insieme a <strong>Mimmo Iodice</strong>. Ma soprattutto la capacita` di Gelsomino di infondere nel suo lavoro un`anima passionale e “saturnina”, di cercare nelle cose l`elemento “essenziale”. Per dirla con Pessoa “il nulla che diventa tutto”.</p>
<p>I ricordi fluiscono alla presenza della moglie Margherita e delle due figlie Rosaria e Federica, oltreche` di amici, parenti e colleghi del suo studio Segno Associati. </p>
<p>Si ribadisce lo sforzo teso alla formazione di un <strong>Fondo Memoriale</strong> dove si possa incanalare l`amplissima eredita` culturale lasciataci dal Maestro.</p>
<p>Alla fine del convegno, prima del concerto, la proiezione del <strong>video “Gelsomino D`Ambrosio e Campagna”</strong>, curato da Vito Maggio, ci mostra qualche immagine di un giovanissimo Gelsomino, evocando il folklore campagnese derivato dalla cultura delle acque ma anche del fuoco, tra <strong>“chiena”</strong> e <strong>“funacoli”</strong>.<br />
<strong>[ADS]</strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100731163322"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100731163322?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100731163322" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100731163322&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fillustrazione_e_grafica%2Finterventi%2F2010%2F07%2Fgelsomino-dambrosio-e-campagna-un-connubio-di-affetti"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Sostenuta da numerose sollecitazioni l’Amministrazione comunale di Campagna (SA)  ha intitolato, con cerimonia del il 17 luglio 2010, la Sala Conferenze a Gelsomino D’Ambrosio, maestro di grafica,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Eros Verasi, il designer-artista dell’ironia</title>
	<link>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/07/eros-verasi-il-designer-artista-dell%e2%80%99ironia</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/07/eros-verasi-il-designer-artista-dell%e2%80%99ironia</guid>
	<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 09:16:40 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alfredo De Sia</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/07/eros-verasi-il-designer-artista-dell%e2%80%99ironia#comments</comments>
    <category>grafica_e_illustrazione_degli_anni_setta</category><category>storia_dell_illustrazione_e_della_grafic</category><category>illustrazione_e_grafica_oggi</category><category>biografie_dei_grandi</category><category>carla rosco</category><category>comune di lumezzane</category><category>eros verasi</category><category>stefania vitale</category><category>w&amp;b</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/illustrazione_e_grafica/eros01.jpg" class="left" border="0" width="432" height="221" alt="" /><br clear="both" /><br />
Classe 1948, <strong>Eros Verasi</strong>, sospeso da sempre tra dimenione artistica e quella di designer, progetta dai primi anni ’70 “oggetti” diversissimi. Il suo studio di comunicazione <strong>W&#038;B</strong> spazia tra <em>oggettistica, grafica, interior e industrial design, pubblicità</em>. Il tutto condito con calma e serafica ironia, di cui sono intrise anche molte delle sue opere di “pura” espressione artistica .</p>
<p>Nato ad Asmara da madre violinista e padre architetto, Eros Verasi vive a <strong>Brescia</strong>. Come tanti che si muovono nel campo del design non ha risolto il dualismo arte-progetto che da sempre caratterizza chi lavora con la propria creatività. Semplicemente versa nella sua produzione, ora di semplice arte, ora di design, la sua vena fluente e fantastica che attinge si all’ironia ma anche al sogno, alla poesia, alla vita quotidiana. La sua tensione artistica si esprime in un “fare artistico” ora applicato al design, ora in un oggetto, pura e semplice forma, ora in un disegno grafico, con cui la forma si concettualizza. I dipinti sembrano avere per lo più una dinamica onirica, non risolutiva, però: <em>Sole ed ombra</em> nel 1997 ha la forma del dipinto su carta, nel 1998 acquista la tridimensionalità di legno e metallo.</p>
<p>La sua grafica si esprime con disegni ironici come <em>l’Uccel pescatore</em>, o <em>Il sogno di Artemisia (la gatta di Vilma)</em>, ma anche con <em>Mirando</em>, personaggio disegnato adottato come testimonial per la comunicazione del <strong>Comune di Lumezzane</strong>.</p>
<p>Numerosi sono i lavori di progettazione classica di marchi, cataloghi d’arte e varia comunicazione.</p>
<p>Non mancano ad Eros gli esperimenti con la ceramica, materiale con cui certamente la manualità tridimensionale ha la capacità espressiva più immediata. </p>
<p><strong>Carla Rosco</strong>, in un articolo su “<strong>Stile</strong>”, rivista di collezionismo, a metà degli anni ’90 scrive degli specchi di Eros Verasi &#8220;<em>i quali catturano lo spettatore dentro un discorso di parole e immagini</em>”. <em>Lo specchio per le allodole</em> ha fissato il momento in cui l’uccellino si è “pavoneggiato”, <em>La luna nel pozzo</em> rende grafica una situazone poetica e onirica.</p>
<p>La dimensione onirica e ironica traspare anche dagli orologi da parete, realizzati in cartone. <em>La pecora nera</em> ha il percorso delle lancette in senso antiorario, il gregge di pecore bianche in alto a destra si contrappone alla fuoriuscita nera in basso a sinistra. E gli animali son “colti” graficamente con le zampe annegate nell’erba alta.</p>
<p>L’orologio si accompagna ad un termometro in <em>Saknusshem</em>, solo termometro nel <em>Soleone</em> e <em>Crios</em>.</p>
<p>La vene ironica di Eros si legge anche nella divertente serie delle zucche che alludono a personaggi e animali: dalla <em>Zucca che voleva volare</em> al <em>Violoncellista</em>, da <em>Zucca e zucchetta</em> al <em>Pesce degli abissi</em> si passa dalla parodia all’incubo, tra sorrisi e brividi freddi.</p>
<p>La produzione artistica, inoltre, vede anche composizioni in metallo, legno e altri materiali, dipinti su carta e grafiche, fusioni in metallo, oggetti in legno. </p>
<p><strong>Stefania Vitale</strong> descrive l’attività di Eros come “<em>arte e comunicazione; bellezza e funzionalità. Le sue creazioni sembrano un eterno sorriso alla vita che si agita nei suoi misteri, si confronta con le sue contraddizioni e torna costantemente ad amare il suo presente […] In Verasi confluiscono ascendenti e suggestioni di varia natura che sono la fonte della sua inesauribile vena creativa</em>”.</p>
<p>Gli scacchi rappresentano un maturo momento della produzione di Eros. Sono stati esposti a Tokyo in uno spazio permanente delle industrie bresciane, di cui Verasi ha curato l’allestimento. Ha scritto Pierluigi Pattini:“La riproposta di questo gioco comporta almeno due ordini di problemi: la scelta dei materiali, con le tecnologie conseguenti, e la ridefinizione grafica, sempre più aggiornata, delle caratteristiche dei singoli pezzi. Verasi sceglie soluzioni raffinate ed eleganti realizzando un oggetto nuovo ed esclusivo”.</p>
<p>È recente la sua autopubblicazione di un libro d’artista: <em <Margherita e la nera gallina dai riflessi indaco</em>. Lo ha scritto lui, stampato e allestito, compreso il disegno della copertina. Dal desk-top publishing all’allestimento artigianale completo tutto di suo pugno. Ogni singola copia è un prodotto artistico-artigianale-progettuale che concentra verticalmente la produzione editoriale dall’autore letterario a quello del design fino alla realizzazione pratica.</p>
<p>Se pensiamo che la nostra imprenditoria più spicciola si serve di graficucci da tipografia i quali spesso non si alzano dalla sedia di fronte ad un monitor per ore intere, è consolante conoscere un rappresentante del mondo del design che non specializza affatto la sua creatività ma la diversifica iperbolicamente, andando a vestire i più diversi materiali che lo incuriosiscono della sua più peculiare impronta personale. </p>
<p><strong>[ADS]</strong></em></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100717091640"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100717091640?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100717091640" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100717091640&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fillustrazione_e_grafica%2Finterventi%2F2010%2F07%2Feros-verasi-il-designer-artista-dell%25e2%2580%2599ironia"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Classe 1948, Eros Verasi, sospeso da sempre tra dimenione artistica e quella di designer, progetta dai primi anni ’70 “oggetti” diversissimi. Il suo studio di comunicazione W&amp;#038;B spazia tra[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>La nuova sfida di Pino Grimaldi: il Blurdesign</title>
	<link>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/07/la-nuova-sfida-di-pino-grimaldi-il-blurdesign</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/07/la-nuova-sfida-di-pino-grimaldi-il-blurdesign</guid>
	<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 07:14:12 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alfredo De Sia</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/07/la-nuova-sfida-di-pino-grimaldi-il-blurdesign#comments</comments>
    <category>storia_dell_illustrazione_e_della_grafic</category><category>illustrazione_e_grafica_oggi</category><category>storia_dell_illustrazione_e_della_grafic</category><category>illustrazione_e_grafica_oggi_link_</category><category>mostre_campania</category><category>blur design</category><category>cultura del progetto</category><category>ict</category><category>pino grimaldi</category><category>scienze della comunicazione</category><category>università salerno</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/illustrazione_e_grafica/Grimaldi.jpg" class="left" border="0" width="250" height="250" alt="" /><strong><a href="http://www.pinogrimaldi.net/home.html">Pino Grimaldi</a></strong> è direttamente connesso alla storia della grafica italiana nonché alla ricerca teorica e alla didattica. Sia come docente che da professionista, da sempre ha sostenuto la questione del riconoscimento disciplinare della <strong>Grafica </strong>e la sua collocazione in un ambito di studi specifici. </p>
<p>Ha anche contribuito sia alla definizione della Grafica che alla diffusione di una <em>cultura “del progetto” </em>nelle scuole superiori e nelle università. Da ricordare, oltre l’Università di Salerno e di recente la Facoltà di Architettura della Seconda Università di Napoli, anche l’ISIA di Urbino, le private SDOA di Vietri sul mare, l’ISD di Napoli. Senza contare i numerosi convegni, dibattiti e <a href="http://www.aiap.it/documenti/11427/148">mostre </a>che ha organizzato o vi ha partecipato, nonché l’amplissima bibliografia di cui è autore. </p>
<p>Insieme a <strong><a href="http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/05/un-ricordo-di-gelsomino-dambrosio">Gelsomino D’Ambrosio</a></strong>, nel 1973 fondò l’impresa di comunicazione Studio Segno, poi divenuta Segno Associati.<br />
Negli anni ’80 fonda la casa editrice 10/17 e quindi la rivista “Grafica”, con cui prosegue l’attività teorica, inserendosi nel dibattito insieme a grandi studiosi della comunicazione visiva come <strong>Anceschi</strong>, <strong>Iliprandi</strong>, <strong>De Fusco</strong>, <strong>Munari</strong>, l’amico <strong>D’Ambrosio</strong> ed altri.</p>
<p>Nei primi anni ’90 anche in Italia viene istituita <strong>Scienze della Comunicazione</strong>, con l’apporto del filosofo <strong>Aldo Trione </strong>e i linguisti <strong>Annibale Elia </strong>e <strong>Tullio De Mauro</strong>.<br />
Parte a Salerno il primo corso di Laurea, il Presidente, Annibale Elia, nell’introduzione al testo di Grimaldi e D’Ambrosio “<em>Lo studio grafico. Da Gutenberg al Piano di Identità visiva</em>”, ed. 10/17, si chiede: «… quale sarà il balzo in avanti decisivo per il terzo millennio che si nasconde dietro la fotocomposizione, dietro la computer-grafica, dietro il comunicatore di professione».</p>
<p><strong><a href="http://www.blurdesign.net/startBlur.html">Blurdesign</a></strong> rappresenta forse la risposta a questo interrogativo e la nuova sfida di Pino Grimaldi.<br />
Oltre ad essere il nome del nuovo studio di comunicazione, che fonda nel 2009, dopo aver lasciato Segno Associati, Blurdesign è anche il titolo della rivista, edizioni 10/17, nella quale prosegue le istanze di “Grafica” (il numero 0 è dedicato all’amico-collega scomparso G. D’Ambrosio). “<strong><a href="http://www.aiap.it/libreria.php?ID=3190">Campania Blurdesign</a></strong>” è, inoltre, la mostra a Napoli, nell’ottobre 2009, durante la quale Grimaldi, in una Master Lecture, illustra le linee teoriche del blur design.</p>
<p><strong>ADS</strong><br />
In che modo il design contemporaneo stà cambiando?</p>
<p><strong>PG</strong><br />
A causa della grande espansione della tecnologia digitale e delle profonde trasformazioni determinate dallo sviluppo e diffusione <strong>dell’ICT (Information Communication Technology), </strong>la forma degli “oggetti tecnologici ”, ma non solo questi, sta progressivamente mutando proprietà e migrando verso una prevalenza della funzione dell’interfaccia, la quale non soltanto presiede all’interazione con l’utente, ma tende ad essere sempre più oggetto di una progettazione complessa, che vede la stessa disciplina del design mutare profondamente.</p>
<p>Fin dalla sua nascita –convenzionalmente collocata nell’ambito della rivoluzione industriale inglese - il design si è caratterizzato sia per gli aspetti della ricerca estetica che per gli aspetti relativi a funzione e funzionalità degli oggetti.<br />
Questo territorio, che tuttavia non è mai stato il primato dell’estetica sulla funzione, viene oggi insidiato da nuove dimensioni, meno razionali e più intangibili, da quelle dell’interazione a quelle dell’emozionalità. L’antica dialettica prodotta con la contrapposizione <em>forma-funzione </em>dovrà convivere e complicarsi la vita con nuovi aspetti multidimensionali.</p>
<p><strong>ADS</strong><br />
In quali scenari si sviluppano le nuove dimensioni del design contemporaneo?</p>
<p><strong>PG</strong><br />
La globalizzazione dei mercati - che appare un fenomeno nuovo ma non lo è poi così tanto - ha prodotto una progressiva smaterializzazione dell’economia, con una crescita molto forte di tutte quelle attività legate alla gestione e l’organizzazione della conoscenza.</p>
<p>La prepotente comparsa dell’Asia e, in particolare della Cina, nei mercati globali ha causato un rimescolamento di principi e meccanismi di produzione che mettono in discussione le pur fragili certezze dell’intero sistema valoriale dell’occidente.</p>
<p>La Rete, la più grande rivoluzione cognitiva della storia dell’umanità, dopo l’invenzione della scrittura, rende una grande parte delle attività dell’economia un processo immateriale.</p>
<p>Si assiste inoltre ad una costante evoluzione del marketing, con la cura del cliente e l’attenzione ai suoi bisogni e alla sua soddisfazione. L’impresa non vende solo prodotti o servizi ma cattura l’attenzione del cliente per gestirne l’intera esperienza esistenziale.</p>
<p>L ’elevato tasso di innovazione tecnologica cambia anche le modalità di produzione. L’abbassamento delle barriere di ingresso nei nuovi business dell’era digitale esaspera la competitività generale, sempre più aggressiva e turbolenta. L’amplificazione dei mercati potenziali, impone che ogni prodotto necessiti di una sempre maggiore quota di valore di servizio e che sia poi anche carico di valori emozionali.</p>
<p><strong>ADS</strong><br />
In che modo il design acquista una dimensione Blur?</p>
<p><strong>PG</strong><br />
La velocità di accelerazione dei ritmi di cambiamento e delle tecniche, delle procedure e dei modelli di comunicazione, l’interconnessione, ovvero la possibilità di accedere ad una massa pressoché infinità di informazioni, in una dimensione in cui tutti possono comunicare con tutti, l’immaterialità vale a dire la valorizzazione della componente intangibile di prodotti e servizi, hanno creato una dimensione veramente nuova. Si tratta di una zona indistinta di fusione delle aree di confine tra saperi, metodologie e tecnologie che due economisti americani, <strong>Stan Davis e Cristopher Meyer</strong>, hanno definito “<em>Blur: Le zone indistinte dell’economia interconnessa</em>”. Ma loro stessi sconsigliano una definizion del termine “<em>blur</em>”. La traduzione di blur è improbabile, significa appunto qualcosa come <em>indistinto, sfocato</em>.</p>
<p>Il <em>blur </em>è presente anche nella smaterializzazione e destrutturazione delle discipline tradizionali. Prodotti e servizi si confondono. I compratori vendono e i venditori comprano. Non c’è più una linea di demarcazione netta tra struttura e processo, tra possedere e usare, tra conoscere e apprendere, tra reale e virtuale.</p>
<p>Si pensi ancora ai ruoli professionali, di frontiera, ricoperti da designer che operano nella zona indistinta tra il marketing ed il design, nella preziosa funzione di raccordo tra due aree di competenze - spesso conflittuali - così diverse, che devono il successo del prodotto proprio alla capacità di integrazione. Il marketing spinge per individuare - e centrare al meglio - il profilo psicografico del target al quale è destinato il prodotto; il design tenta di individuare gli spazi, gli interstizi a volte, di trasgressione creativa di matrice estetico-anarcoide. L’area di frontiera tra questi saperi, indistinta e immateriale, indefinita e fluttuante, è il <em>blur</em>.</p>
<p><strong>ADS</strong><br />
Qualche esempio di design “blur”?</p>
<p><strong>PG</strong><br />
La fotografia digitale. Mentre prima della pervasiva digitalizzazione iconografica una fotografia veniva concepita come prodotto statico, su cui correggere successivamente eventuali aspetti di cromaticità, di saturazione e così via, oggi lo stesso progetto di una fotografia nasce concettualmente già per essere trasformato, adattato, manipolato, per essere immesso in un nuovo sistema iconografico di cui è parte dinamica e integrata. Inoltre le riprese digitali di un soggetto possono offrire anche immagini statiche da utilizzare nel prodotto digitale, ad esempio un Cd Rom, un sito web.</p>
<p>Il progetto di un sito web è il territorio del blur per antonomasia. Il sito è un progetto nel quale molte discipline diverse giocano un ruolo paritario e integrato e dove proprio l’integrazione delle aree marginali di ogni competenza, rappresenta il punto critico che separa l’insuccesso dal successo, il design dal blur design.</p>
<p>Ma il luogo blur per eccellenza è il punto di vendita. Il luogo dove il <em>consumAttore</em>, come lo chiama <strong>Fabris</strong>, incontra la merce, diviene protagonista paritario con l’impresa, regista delle proprie scelte di acquisto. Il PV, deve diventare il luogo della shopping experience, della seduzione e della conquista dell’anima dei clienti.</p>
<p>Prima lo spazio veniva strutturato, organizzato per funzioni d’uso, per tipologie di materiali, per gamme cromatiche, per capacità e visibilità espositiva della merce, curando illuminazione, vetrine, scaffali, banconi, tavoli e display nel modo più coerente con l’immagine della marca o con lo stile del designer.<br />
Ora, nel mondo del blur, l’approccio è completamente cambiato; il consumAttore deve entrare nello spazio che produrrà la sua esperienza multisensoriale e multidimensionale, dovrà muoversi tra sinestesie e seduzioni ambientali.</p>
<p>Innumerevoli conoscenze - che appartengono anche all’antico arredatore - giocano un ruolo sinergico, in quanto declinazioni di una multidisciplina, il blur design. Le competenze che una volta appartenevano all’interior design, oggi sono specifiche del Retail design. La filosofia di esposizione delle merci viene declinata nel visual marchandising che è ormai scienza dell’esposizione e della comunicazione.</p>
<p>Gli addetti alle vendite sono eleganti supporti interattivi della seduzione degli oggetti. Anche perché negli ultimi anni si assiste al passaggio da una modalità “utilitaristica”, pratica, consapevole ad una nuova prevalenza della dimensione “edonistica”, siamo transitati dal “compro quello che mi serve” al “compro quello che mi piace”</p>
<p>Uno dei più emblematici oggetti per illustrare il blur design ed i concetti ad esso collegati, nomadismo delle funzioni e prevalenza dell’interazione sulla forma, è il cosiddetto smartphone. Nel caso del nuovo iPhone della Apple siamo di fronte ad una tale semplificazione della forma che essa è espressa in una semplice scheda con i bordi arrotondati; tutto il funzionamento e ciò che c’è da guardare per usare l’oggetto è contenuto nello schermo. Un touch screen avvia delle procedure al semplice tocco del polpastrello; rappresenta la sede dell’interazione dell’utente con tutte le funzioni d’uso. La scelta del materiale, nella tradizione hi-tec di Apple, la colorazione, il posizionamento del logo, la dimensione ergonomica, la tattilità, sono tutti attributi ai quali si è in gran parte rinunciato per offrire la superficie all’azione delicata ed euristica delle dita.</p>
<p>Se gli oggetti - ma il discorso vale anche per molte attività esecutive: pagobancomat, passare un chek-in, pagare l’autostrada con il telepass -non hanno più consistenza, fisicità, spessore, non possiedono più una connotazione chiara, unica, definita dalla funzione d’uso, e sono divenute in prevalenza protesi tecnologiche, non sarà il territorio dell’interazione il luogo dove il design si fa blur?<br />
Se,dunque, l’iterazione con l’oggetto tecnologico mette in gioco un notevole numero di discipline, che dovranno interagire l’una con l’altra nell’area indistinta, blur del progetto, si produrrà un evento cognitivo che è appunto ciò che io chiamo il blur design.<br />
Se dal punto di vista dell’utente occorrono un insieme di conoscenze per usare l’oggetto e fruire delle sue funzionalità, anche dal versante dei progettisti (diamo ormai per assodato che parliamo di un team) occorrerà mettere in campo tutte le discipline che operano nell’area blur: marketing, ergonomia, psicologia cognitiva, visual design.</p>
<p>Ancora un progetto che possiamo senz ’altro definire blur design è la nuova tecnologia della 3M: “Sensitive Space System”. Si tratta di una piattaforma multimediale con la quale è possibile coordinare diverse tecnologie e produrre effetti che trasformano lo spazio - mostre,eventi, show room, allestimenti per fiere – in un ambiente immersivo che fonde la visione, in una esperienza multisensoriale che non distingue più il luogo deputato della visione: lo schermo. Una tecnologia-partitura la cui interpretazione sarà determinata solo dalla creatività del progettista.</p>
<p>Infine, il libro: un oggetto antico che non si riesce a trasformare in tecnologico. In fondo la forma codex, quello che oggi conosciamo come il libro (una serie di fogli piegati, cuciti o brossurati senza essere cuciti) con un corpus che contiene il testo ed un involucro, una copertina che assume funzioni pubblicitarie, con una interazione fisica piuttosto modesta, ma con una enorme potenzialità di interazione cognitiva, non è abbandonata, malgrado i molti tentativi espletati nella direzione dell’e-book. Il libro è stato il primo oggetto nomade prodotto in serie e lo ritengo anche il primo prodotto che ha consentito al design di poter nascere, fin dall’età di Gutenberg, poiché possedeva tutti i requisiti di progetto e di prodotto industriale.</p>
<p><strong>ADS</strong><br />
Cosa vede in un futuro blur?</p>
<p><strong>PG</strong><br />
Se gli antichi pulsanti sono divenute icone da touch screen, posto che le interfacce siano chiare e usabili, ormai le performance dei prodotti simili più o meno si equivalgono, il consumatore dovrà valutare il rapporto prezzo/prestazioni con una competenza mai prima d’ora così blur. Deve conoscere i sistemi operativi, le funzionalità della navigazione web con uno schermo di pochi pollici, dunque dovrà navigare per parti di schermata, dovrà avere cognizione della risoluzione della fotocamera integrata, dovrà usare le numerose opzioni dell’agenda e tutte le altre possibilità offerte da una tecnologia sempre più ricca di innovazioni a causa di una competizione sempre più aggressiva, ma che si giocherà tutta sul versante della conoscenza.</p>
<p><strong>[ADS]</strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100701071412"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100701071412?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100701071412" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100701071412&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fillustrazione_e_grafica%2Finterventi%2F2010%2F07%2Fla-nuova-sfida-di-pino-grimaldi-il-blurdesign"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Pino Grimaldi è direttamente connesso alla storia della grafica italiana nonché alla ricerca teorica e alla didattica. Sia come docente che da professionista, da sempre ha sostenuto la questione del[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Romina Rinaldi, grafica e volontaria in Africa con l&#039;SVI</title>
	<link>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/06/romina-rinaldi-grafica-e-volontaria-in-africa-con-lsvi</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/06/romina-rinaldi-grafica-e-volontaria-in-africa-con-lsvi</guid>
	<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 16:52:42 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alfredo De Sia</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/06/romina-rinaldi-grafica-e-volontaria-in-africa-con-lsvi#comments</comments>
    <category>illustrazione_e_grafica_oggi</category><category>associazioni_link_</category><category>illustrazione_e_grafica_oggi_link_</category><category>mostre_lombardia</category><category>afric</category><category>ascan</category><category>marone</category><category>parcelles assainies</category><category>svi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/illustrazione_e_grafica/romy_02.jpg" class="left" border="0" width="187" height="250" alt="" />Si e&#8217; mai visto un grafico che abbandona briefing e branding, visual e layout, corporate identity e business per mollare tutto e andarsene in Africa per tre anni?</p>
<p>Io ho conosciuto <strong>Romina Rinaldi</strong> a Brescia, a casa dell&#8217;amico comune <strong>Rosario Manisera</strong>, esperto di logistica e comunicazione aziendale nonché presidente dell&#8217;<strong>Associazione Italia-Giappone</strong>.<br />
Hanno in comune la militanza tra le fila dell&#8217;Associazione <strong>SVI - Servizio Volontario Internazionale</strong>, eroi senza fucile nei teatri delle battaglie contro la fame e la miseria. Ma anche contro l&#8217;ignoranza: dal 2005 al 2008 Romina, classe 1977, nata a <strong>Marone </strong>(Brescia), ha partecipato al Progetto di animatore sociale: “<em>Formazione di artigiani, preparazione professionale di quadri e azione socio-culturale</em>&#8221; a <strong>Parcelles Assainies</strong> nella periferia di <strong>Dakar </strong>(Senegal). </p>
<p>I volontari SVI hanno collaborato con l’equipe locale per rendere il centro autonomo a livello economico e gestionale.  L’obiettivo è stato aiutare queste persone a prendere coscienza delle  proprie risorse e proprie forze. All’interno del centro esistono varie attività tra cui: una biblioteca, corsi di formazione per giovani imprenditori, corsi d’informatica, un cyber caffè, un piccolo bar, 4 sale per insegnare taglio e cucito alle donne, corsi di alfabetizzazione.</p>
<p>In Senegal Romina segue un corso di <strong>Video </strong>e <strong>Montaggio</strong>. Da questa esperienza decide di realizzare dei <strong>cortometraggi </strong>per testimoniare e mostrare in Italia una “nuova visione” dell’Africa. Il viaggio di ritorno al termine del mandato, nell&#8217;agosto 2008, dal Senegal al Marocco, con zaino e telecamera, insieme all&#8217;amica <strong>Cinzia Tarletti</strong>, rappresenta uno scenario fantastico per la rassegna &#8220;<em>Storie di sogni</em>&#8220;. Le due volontarie risalgono l’Africa partendo dal <strong>Senegal</strong>, passando per la <strong>Mauritania </strong>giungendo in <strong>Marocco</strong>, con i mezzi locali. Pittoresca e&#8217; la descrizione delle <em>Car Rapides</em>, veicololi super stipati unico sistema di trasporto pubblico a Dakar.</p>
<p>Il progetto consta di 3 cortometraggi/documentari di 30 minuti circa, &#8220;<em>in cui vengono presentati sogni, speranze e le vite delle persone che abbiamo incontrato casualmente in Senegal, Mauritania, Marocco.Vuole promuovere lo scambio e la diversità presenti nel mondo.</em>&#8221; Ci dice Romina.</p>
<p>Il  “<em>Progetto Storie di sogni</em>” e&#8217; in collaborazione con il gruppo <strong>Afric</strong>, nato nel 2007 ad opera di Romina e di altri amici tutto via internet skype, email msn. Il gruppo e&#8217; attivo sul territorio italiano e ovunque nel mondo con l’appoggio di associazioni, enti e promotori &#8220;<em>che credono nel valore del confronto, dello scambio e della vita dell’essere umano</em>.&#8221;</p>
<p>A <strong>Brescia </strong>si proiettano i video con la collaborazione di associazioni bresciane, si realizzano laboratori nelle scuole e una <strong>Mostra fotografica itinerante</strong> sul tema della multicultura e la richezza della diversità.</p>
<p>Ai video si affianca una rassegna fotografica, corredata da pensieri, dal titolo “<em>Diario di Bordo</em>”. Il primo libro &#8220;<em>Salam aleikoum, un buon giorno a Dakar</em>&#8221; - ci racconta Romina - &#8220;<em>è nata da una serie di viaggi fatti in  Africa, un piccolo diario quotidiano di varie esperienze che mi hanno fatto crescere e vivere 3 anni, in questa terra magica</em>.&#8221;</p>
<p>Il libro &#8220;<em>Mali</em>&#8221; è un diario quotidiano delle mete toccate nei 15 giorni di viaggio effettuato con i mezzi locali, partendo dal Senegal per giungere in Mali. &#8220;<em>Una breve visita a Bamako per vedere la biennale di fotografia, per poi giungere ai paesaggi di terra e sabbia di Djenne, un salto nel tempo nella piccola “Venezia” a Mopti, fino ad arrivare ai villaggi dei popoli Dogon sulla falesia</em>.&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Pays Bassari</em>&#8220;, un breve viaggio all’interno del Senegal, è un piccolo reportage dei <strong>Bassari</strong>, un popolo cacciatore, poi ritrovatosi senza terra e senza cibo, scacciato dalla sua terra per il parco di <strong>Niokolo koba</strong> nell’estermo sud del Senegal.</p>
<p>I libri sono autoprodotti e autocomposti in rete. La stampa abbandona l&#8217;<em>off-set</em> e le grandi tirature e diventa definitivamente digitale: quindi personalizzata, <em>on-demand</em>.</p>
<p>I lavori di Romina Rinaldi spaziano dalla grafica pubblicitaria e multimediale al video (montaggi e cortometraggi), ma la ritroviamo anche in veste di mediatore culturale nelle scuole medie e elementari di Brescia e provincia, sempre con il gruppo Scuola SVI per il progetto <strong>ASCAN</strong>  “Popoli che si incontrano”. E&#8217; inoltre occupata a sviluppare animazioni con un ciclo di incontri nelle classi elementari/medie:&#8221;<em>stiamo allargando il campo per giungere alle scuole superiori e università e con altri supporti piu&#8217; semplici andremo anche negli asili</em>.&#8221;</p>
<p>Recentissima l&#8217;esperienza sulle attività del <strong>Consultorio Familiare ONLUS</strong>: un cortometraggio sul laboratorio “Di generazione in generazione”, rapporti tra genitori e figli, insegnanti e alunni nella società moderna tra multicultura e multimedia.</p>
<p><strong><a href="http://rominarinaldi.wordpress.com">Romina Rinaldi</a></strong> si inserisce tra le figure di designers - progettisti - nel senso piu&#8217; ampio possibile, insieme a coloro che hanno aperto la visione del progetto verso spazi aperti e inesplorati, contaminati da musica, immagini, viaggi, sapori, volti e figure. Cose che non possono essere relegate nella concezione di un design appiattito sul marketing aziendale ma che hanno a che fare con l&#8217;uomo e il suo vivere sulla Terra, la solidarieta&#8217; e tutte quelle qualita&#8217; tipiche di una specie che si riconosce nell&#8217;umanita&#8217; intera. Perche&#8217; non sempre serve il fucile per essere eroi.<br />
[<strong>ADS</strong>]</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100605165242"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100605165242?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100605165242" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100605165242&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fillustrazione_e_grafica%2Finterventi%2F2010%2F06%2Fromina-rinaldi-grafica-e-volontaria-in-africa-con-lsvi"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Si e&amp;#8217; mai visto un grafico che abbandona briefing e branding, visual e layout, corporate identity e business per mollare tutto e andarsene in Africa per tre anni?
Io ho conosciuto Romina[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Alfredo Profeta, una storia condivisa</title>
	<link>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/06/alfredo-profeta-una-storia-condivisa</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/06/alfredo-profeta-una-storia-condivisa</guid>
	<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 08:16:54 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alfredo De Sia</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/06/alfredo-profeta-una-storia-condivisa#comments</comments>
    <category>grafica_e_illustrazione_degli_anni_setta</category><category>storia_dell_illustrazione_e_della_grafic</category><category>illustrazione_e_grafica_oggi</category><category>biografie_dei_grandi</category><category>biblioteca</category><category>storia_dell_illustrazione_e_della_grafic</category><category>illustrazione_e_grafica_oggi_link_</category><category>archivi_e_musei_link_</category><category>mostre_campania</category><category>book design</category><category>cultura napoletana</category><category>grafica editoriale</category><category>musicologia</category><category>settimana internazionale della grafica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/illustrazione_e_grafica/Alfredo_Profeta.jpg" class="left" border="0" width="250" height="206" alt="" /> Uno dei nomi piu&#8217; significativi della grafica nazionale, nonché un sicuro punto di riferimento della cultura partenopea, <strong>Alfredo Profeta</strong>, è scomparso il 31 marzo scorso.  E&#8217; stato ricordato recentemente da un gruppo di amici a <strong>Palazzo Reale</strong>, a Napoli, nella <strong>Sala Rari</strong> della <strong>Biblioteca Nazionale</strong>. </p>
<p>Si sono riuniti insieme ad un folto pubblico, il 31 Maggio 2010, <strong>Pino Grimaldi</strong>, <strong>Carlo Franco</strong>, <strong>Mauro Giancaspro</strong> e <strong>Giancarlo Schiaffini</strong> per parlare di libri, musica, grafica e teatro, ambiti toccati da Profeta professionista del book design e musicologo.</p>
<p>Il suo percorso culturale si è formato dall&#8217;incontro con <strong>Giorgio Amendola</strong>, <strong>Luigi Compagnone</strong>, <strong>Ermanno Rea</strong> e  tanti altri protagonisti della scena intellettuale che da Napoli ha avuto eco in campo europeo.</p>
<p>Dalla frequentazione della tipografia a piombo deriva la sua esperienza nella grafica editoriale, il suo amore per l&#8217;oggetto libro e la passione per lo studio, a cui ha affiancato l&#8217;interesse per la musica.</p>
<p>Critico musicale, fonda la <em><a href="http://www.impronta-profeta.com">Imprint Records</a></em> come produttore, occupandosi naturalmente anche della grafica delle confezioni.</p>
<p>Di Alfredo Profeta parla <strong><a href="http://www.pinogrimaldi.net">Pino Grimaldi</a></strong>, nel volume dell&#8217;Electa &#8220;<em><a href="http://www.aiap.it/libreria.php?ID=363">Dalla grafica al Blur design. La comunicazione visiva in Campania</a></em>&#8220;, oltre che nell&#8217;articolo sul sito <strong><a href="http://www.aiap.it/notizie/11917">AIAP</a></strong>.</p>
<p>Nell&#8217;ambito della mostra &#8220;<em><a href="http://www.aiap.it/documenti/11459/148">Design per - settimana internazionale della grafica</a></em>&#8220;, svoltasi a Napoli nell&#8217;ottobre 2009, aveva avuto una finestra dedicata insieme a Franco Canale, nonché uno spazio nel catalogo della mostra.</p>
<p>[<strong>ADS</strong>]</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100604081654"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100604081654?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100604081654" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100604081654&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fillustrazione_e_grafica%2Finterventi%2F2010%2F06%2Falfredo-profeta-una-storia-condivisa"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Uno dei nomi piu&amp;#8217; significativi della grafica nazionale, nonché un sicuro punto di riferimento della cultura partenopea, Alfredo Profeta, è scomparso il 31 marzo scorso.  E&amp;#8217; stato[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Un ricordo di Gelsomino D&#039;Ambrosio</title>
	<link>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/05/un-ricordo-di-gelsomino-dambrosio</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/05/un-ricordo-di-gelsomino-dambrosio</guid>
	<pubDate>Tue, 25 May 2010 09:10:14 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Alfredo De Sia</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2010/05/un-ricordo-di-gelsomino-dambrosio#comments</comments>
    <category>storia_dell_illustrazione_e_della_grafic</category><category>illustrazione_e_grafica_oggi</category><category>biografie_dei_grandi</category><category>calendari</category><category>carta del progetto grafico</category><category>grafici contemporanei</category><category>muri parlanti</category><category>parco scientifico di salerno</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/illustrazione_e_grafica/Gelsomino_02.jpg" class="left" border="0" width="432" height="340" alt="" /><br clear="both" /></p>
<p>Un lavoro firmato da me e <strong>Gelsomino D&#8217;Ambrosio</strong> fu il calendario 2001 del Parco Scientifico di Salerno.<br />
Ci incontravamo nei bar del centro storico, sui tavolini all’aperto, quasi sempre di pomeriggio.<br />
Io portavo gli studi dei supporti a grandezza naturale, lui le tavole che incominciava a disegnare. Segni, simboli e lettere minuziosamente ordinati a formare tre cerchi, con colori dominanti diversi: blu, verde, giallo. I segni, assunti ad arte grafica, completamente tirati via dal loro mondo di significato matematico, tecnico, linguistico. </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/illustrazione_e_grafica/caPST2001.jpg" class="left" border="0" width="250" height="243" alt="" /> Scorrendo i disegni di Gelsomino spesso ci troviamo di fronte a questi giochi dai quali traspare la profonda pazienza e cura nel realizzare l’opera. Nel ritratto dell’ingegnere Leonardo Sinisgalli, Gelsomino ne svela il passato scientifico proiettando simboli e grafici sullo sfondo (pagine culturali de “Il Mattino”, 29 gennaio 1991 – “<strong>Leonardo Sinisgalli Pneumatica</strong>” a cura e con introd. di F. Vitelli, Edizioni 10/17, Salerno 2003).</p>
<p>Il gioco di riempire con segni, simboli o lettere una forma immaginaria è solo una delle invenzioni grafiche di Gelsomino, da sempre sospeso tra disegno e grafica, come Ada Patrizia Fiorillo chiarisce in “Scenografica, dalla messa in scena alla messa in pagina” (di G. D’Ambrosio, Edizioni 10/17, Salerno 2004). Questo libro di Gelsomino raccoglie un suo percorso di disegnatore che va dalle scenografie e costumi dalla fine degli anni ‘60 fino al ’78, e disegni dal ’94 ad oggi.<br />
In copertina (firmata da Alessandro De Sio) lo sguardo Di Gelsomino emerge dal buio. Di lato, disposte in una forma quadrangolare, brillano le lettere del suo nome stampate in argento tra le quali si aggroviglia un gomitolo di segno.</p>
<p>Dai lavori presentati nel volume si comprende la molteplicità degli interessi di Gelsomino: scenografo e costumista, scrittore e grafico, teorico e pratico. La didattica è per lui una fetta importante delle sue attività. D’Ambrosio rappresenta, insieme all’amico di sempre Pino Grimaldi (trentennale collega e socio in <strong>Segno Associati</strong>), un punto di riferimento sia della storiografia della grafica che del dibattito sulla grafica contemporanea.<br />
Nel suo curriculum numerosi sono gli insegnamenti, dall’ ISIA di Urbino ai diversi Master e corsi post-laurea, come pure le pubblicazioni firmate, libri, riviste, articoli.<br />
Al seminario sull’insegnamento della grafica del 26 ottobre 2006 alla SDOA di Vietri s.m., Gelsomino porta ancora una volta l’accento sulla cultura del progetto e il rapporto con la cultura generale. Lui, sempre insieme a Pino, è tra i proponenti della “<a href="http://www.aiap.it/documenti/8046/71">Carta del Progetto Grafico</a>” fin dagli anni ‘80.</p>
<p>Con il volume “<strong>Muri parlanti</strong>” (Edizioni 10/17, Salerno 2005), e con la relativa mostra nella sede del FRAC di Baronissi, di fatto storicizza un gruppo di grafici attivi in Campania negli ultimi trent’anni (tra cui lui stesso) che hanno prodotto manifesti. “Dunque il manifesto come sintesi narrativa, racconto sintetico in un colloquio continuo ed ininterrotto con la nostra quotidianità” (da G. D’Ambrosio “Il manifesto tra sintesi e racconto” in Muri Parlanti, pag. 10).<br />
Gelsomino D’Ambrosio cura moltissimi progetti grafici per aziende nazionali ed internazionali, ma resta attaccato al locale, a Salerno, Napoli e la sua Campagna (a cui dedica anche un libro).</p>
<p>Ada Patrizia Fiorillo lo definisce “personalità taciturna ed introversa, incline a confutare l’azione con la riflessione, ossia con la sollecitazione alla riflessione” (in “Scenografica, dalla messa in scena alla messa in pagina” pag. 8 ). Ma è proprio nell’azione artistica che la sua riflessione prende forma nel puro segno grafico, senza più la veste del progettista di comunicazione l’artista è committente di se stesso. Il dualismo arte pura/arte applicata viene risolto nel disegno.<br />
La tensione artistica ha portato Gelsomino D’Ambrosio verso una produzione molteplice che va dalla ceramica all’acquerello, al collage, alla china, senza contare i costumi e le scenografie.<br />
Nella produzione più recente il segno e la scrittura si impongono nell’immaginario di D’Ambrosio rubando la scena alle figure sempre più stilizzate e minimali.<br />
E così, seguendo questo percorso, prendono corpo le tavole di segni, simboli e scrittura composte per il calendario 2001 del Parco Scientifico di Salerno. Al tavolo di un caffè, nei tranquilli pomeriggi di fine estate 2000, nel centro storico di Salerno un giovane grafico beve alla fonte del grafico-artista.</p>
<p>Conoscevo già di fama Gelsomino quando, da giovane cresciuto in tipografia, mi affacciavo alla professione rubando insegnamenti come potevo. In questo mi venne in aiuto Pino Grimaldi accettandomi nei suoi corsi della neonata Scienze della Comunicazione e invitandomi ai seminari dell’Istituto Superiore di Design di Napoli. Quì conobbi di persona Gelsomino, che mi invitò a sedere accanto a lui vedendomi in piedi nella sala gremita. Continuai ad incontrarlo ma soprattutto incontrai il suo lavoro. Spesso mi capitava di proseguire ciò che lui aveva iniziato, dal Parco Scientifico all’ IREPA, a Musicateneo. Cercavo di seguire le sue prescrizioni anche se non era Gelsomino in persona a dettarle. Spesso gli chiedevo indicazioni, o semplicemente parlavamo dei lavori di entrambi. Finchè gli chiesi di presentare un mio lavoro a Napoli: Tantititani, libro d’arte fatto insieme ad <strong>Alfonso Amendola</strong> e <strong>Sergio Vecchio</strong>, scrittura d’artista, prosa, grafica. Proprio il manifesto pubblicitario di Tantititani venne scelto da Gelsomino per Muri parlanti: se da un lato c’è il manifesto composto solo dall’illustrazione al lato opposto si situa il manifesto con solo lettering, dove il lettering assume però valore d’immagine.</p>
<p>Continuando in questa attività di “speculazione” sui lavori reciproci recensii la sua “Scenografica” sul sito <strong>Frontieraimmaginifica</strong>, inoltre parlavamo dei suoi arditi manifesti per il Giffoni Film Festival, della sua crescente volontà di produzione artistica, dei progetti didattici tipo la tesi affidata ad una allievo dell’ISIA di Urbino sul carattere Paulina e del primo libro sulla musica scritta, dei titoli di testa dei film e di cinema e grafica. Finché Grimaldi mi affidò le esercitazioni ai corsi suoi e di D’Ambrosio alla SDOA di Vietri. Venni così in contatto direttamente con la didattica di Gelsomino, partecipai a qualche sua lezione. Scoprii cosa rende diverse sostanzialmente le generazioni di grafici a cavallo del millennio: il rapporto con l’oggetto prodotto. I grafici di vecchia concezione sono legati alla materialità del libro, della rivista, dell’opuscolo, ecc. Hanno dimestichezza con formati, carta, inchiostri, caratteri. I giovani grafici non solo utilizzano esclusivamente il computer ma hanno la virtualità come unico referente. Spesso le loro opere non vengono neanche stampate. Il loro immaginario non pesca dalla classicità dell’arte ma afferisce al fumetto, alla televisione, ai giochi elettronici.<br />
Gelsomino si rendeva conto che perfino il concetto di identità visiva appartiene alla vecchia concezione del design. In un mondo in continua trasformazione anche la tipografia tradizionale, quella delle grandi tirature, cede il passo alla stampa digitale. Ma ferma e valida resta la cultura del progetto, senza la quale ogni comunicazione rischia di essere solo “rumore di fondo”.</p>
<p><strong>[ADS]</strong></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100525091014"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100525091014?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100525091014" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100525091014&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fillustrazione_e_grafica%2Finterventi%2F2010%2F05%2Fun-ricordo-di-gelsomino-dambrosio"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Un lavoro firmato da me e Gelsomino D&amp;#8217;Ambrosio fu il calendario 2001 del Parco Scientifico di Salerno.
Ci incontravamo nei bar del centro storico, sui tavolini all’aperto, quasi sempre di[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>In viaggio nei mondi di Roberto Innocenti</title>
	<link>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2007/03/290019.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2007/03/290019.shtml</guid>
	<pubDate>Fri, 23 Mar 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Andrea Coppini</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2007/03/290019.shtml#comments</comments>
    <category>mostre_campania</category><category>roberto innocenti pan napoli illustratore</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG>In viaggio nei mondi di Roberto Innocenti<br />
PAN - Palazo Roccella, via dei Mille 60, Napoli<br />
25 marzo-12 maggio 2007<br />
Orario: 9-19, da lunedì a sabato<br />
Ingresso libero<br />
Info: 0817958605, <A href="mailto:info@palazzoartinapoli.net">info@palazzoartinapoli.net</A></STRONG></p>
<p>Per la prima volta a Napoli <STRONG>Roberto Innocenti</STRONG>, ospite d’onore di “Girogirotondo, cambia il mondo”: <STRONG>Ko librì</STRONG> porta al Pan una grande mostra del più celebre illustratore italiano, maestro di fama internazionale. Un’esposizione che inserisce a pieno titolo l’illustrazione nell’olimpo delle arti contemporanee e si rivolge a bambini e adulti per guidarli in uno straordinario racconto per immagini, dalle fiabe classiche ai periodi più bui della storia del Novecento, con una ricca panoramica dell’opera di Innocenti e dei suoi mondi poetici.<br />
Si intitola <EM>In viaggio nei mondi</EM> di Roberto Innocenti la grande mostra-evento in programma al Pan (Palazzo delle arti di Napoli, via dei Mille 60) dal 25 marzo al 12 maggio 2007, seconda tappa di Girogirotondo, cambia il mondo 2007. La mostra e una serie di iniziative collaterali realizzate dall’associazione culturale Ko librì in collaborazione con il PAN, verranno illustrate in anteprima alla stampa sabato 24 marzo alle ore 11.30 al Pan, alla presenza dell’autore, Roberto Innocenti, e di Emilio Varrà, dell’associazione culturale Hamelin di Bologna, che ha curato l’esposizione con la grafica e l’allestimento di Andrea Rauch. Alla presentazione pre-vernissage interverranno tra gli altri l’assessore alla cultura del Comune di Napoli, Nicola Oddati; la direttrice artistica del Pan Julia Draganovic e la dirigente del Pan Marina Vergiani, accanto a esponenti di Ko librì e delle istituzioni che sostengono il progetto, come la Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia, la Gesac, l’Unione Industriali di Napoli e l’Ufficio Scolastico Regionale.<br />
Domenica 25 marzo alle ore 17.00 seguirà l’inaugurazione della mostra, aperta al pubblico. Autore toscano di culto, maestro riconosciuto in tutto il mondo come erede della grande tradizione dei figurinai della prima metà del Novecento ma anche notevole innovatore per la raffinatezza dello stile e per la concezione del fare illustrazione, Innocenti ha segnato in profondità il mondo dell’illustrazione non soltanto italiana. Definito “l’archeologo delle immagini”, ha pubblicato i suoi lavori in Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Germania e in molti altri Paesi, vincendo numerosi premi tra i quali l’Andersen 2004 dell’Ibby International. La mostra al Pan è un’occasione unica per riconfermare il carattere internazionale dell’artista e per indagare la sua produzione con uno sguardo trasversale, che permette di rileggere la poetica per immagini di Innocenti attraverso diversi nuclei portanti del suo percorso artistico e della sua tecnica, capace di fondere in modo mirabile il dettaglio e l’effetto di insieme attraverso visioni panoramiche, false prospettive e architetture fortemente simbolico-drammaturgiche. In mostra saranno esposte tavole originali, anche inedite, pannelli, sagome e strutture che consentono ai visitatori-spettatori adulti e bambini un vero e proprio viaggio dalla fiaba alla Storia, dal racconto fantastico dell’Ottocento alla rievocazione dolente dei campi di sterminio nazisti.<br />
L’evento si colloca all’interno della programmazione 2007 del Pan, incentrata sul tema delle “sfide”: In viaggio dentro il dettaglio dei mondi di Roberto Innocenti, con i suoi eventi collaterali rivolti ad adulti e bambini, è così un invito ad andare oltre i confini del reale e dell’immaginario, intrecciando codici comunicativi diversi; è il tentativo di veicolare, con la forza dell’arte e della creatività, emozioni universali, capaci di toccare un pubblico trasversale per età e provenienze culturali.<br />
Girogirotondo, cambia il mondo è un progetto educativo e culturale ideato da Donatella Trotta e dedicato ai bambini e ai ragazzi di Napoli, in dialogo con gli adulti. Alla sua terza edizione, ha il patrocinio del Sindaco di Napoli e del Miur/Ufficio Scolastico Regionale della Campania, è realizzato in collaborazione con l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nicola Oddati in sinergia con Le Nuvole e il progetto Leggere per e si avvale del sostegno della Fondazione Banco Napoli per l’Assistenza all’Infanzia, della Presidenza e dell’assessorato alle Politiche Scolastiche e Formative della Provincia di Napoli, della Gesac Aeroporto Internazionale di Napoli e dell’Unione Industriali. </p>
<p><STRONG>[CS]</STRONG></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20070323000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20070323000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20070323000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20070323000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fillustrazione_e_grafica%2Finterventi%2F2007%2F03%2F290019.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>In viaggio nei mondi di Roberto Innocenti
PAN - Palazo Roccella, via dei Mille 60, Napoli
25 marzo-12 maggio 2007
Orario: 9-19, da lunedì a sabato
Ingresso libero
Info: 0817958605,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Picasso illustratore</title>
	<link>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2006/12/280763.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2006/12/280763.shtml</guid>
	<pubDate>Fri, 22 Dec 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Andrea Coppini</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2006/12/280763.shtml#comments</comments>
    <category>mostre_lombardia</category><category>picasso illustratore stelline</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG>Picasso illustratore<br />
Fondazione Stelline, corso Magenta 61, Milano<br />
21 febbraio-6 maggio 2007<br />
Orario: 10-20, da martedì a domenica<br />
Biglietti: 6 , ridotto 4 <br />
Info: 0245462111, <A href="mailto:fondazione@stelline.it">fondazione@stelline.it</A></STRONG></p>
<p>Un settore ancora in parte inesplorato dalla critica, e sconosciuto al grande pubblico, della sconfinata opera omnia picassiana. Eppure fondamentale per capire il <STRONG>Picasso</STRONG> artista, genio, sperimentatore.<br />
Egli stesso amava definirsi “illustratore-pittore”, e nel campo dell’incisione operò moltissimo, potendosi contare oltre 2500 lastre incise di sua mano, con l’utilizzo di un gran numero di tecniche, spesso unite in geniali accorpamenti (dai tradizionali bulino e puntasecca, all’acquaforte e all’acquatinta, fino alle più moderne tecniche di litografia e linoleografia).<br />
Una lacuna in parte colmata, perchè dal 21 febbraio al 6 maggio 2007, nelle sale espositive della Fondazione delle Stelline è esposta una significativa fetta di questa produzione. Mirabile per varietà e ricchezza.<br />
In mostra cento tavole incise e litografie, selezionate tra le più significative, tratte da libri d’artista prodotti in oltre quattro decenni per i tipi di editori quali <STRONG>Vollard</STRONG>, <STRONG>Skira</STRONG>, <STRONG>Tériade</STRONG>: <EM>Le Metamorfosi</EM> di Ovidio (1931), <EM>Le chef d’oeuvre inconnu</EM>, di Honoré de Balzac (1931), <EM>Dos Contes</EM> di Reventós (1947), <EM>Dans l’atelier de Picasso</EM> (1957) e <EM>A los toros avec Picasso</EM> (1961) di Sebartés, <EM>La Caduta di Icaro</EM> (1972)&#8230;<br />
Una chicca sono i 31 rami incisi relativi all’<EM>Histoire Naturelle</EM> di Buffon, proprietà delle Civiche raccolte d’Arte di Milano, uno straordinario bestiario realizzato da Picasso nel 1936.<br />
Nella congerie di tavole esposte si ritrovano i multiformi volti del Maestro: il Picasso cubista e quello classico, la tangenza surrealista, con tocchi di sperimentazione che non si ritrovano neppure nella coeva opera pittorica. Magistrale nel far convivere la giocosità del disegno litografico, con la durezza del bulino e la morbidezza chiaroscurale dell’acquaforte. La Sala del Collezionista delle Stelline diviene uno scri-gno prezioso, con un allestimento perfettamente curato e ideale per un corretto approccio alle peculiarità dell’opera grafica.</p>
<p><STRONG>© Andrea Coppini</STRONG></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20061222000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20061222000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20061222000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20061222000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fillustrazione_e_grafica%2Finterventi%2F2006%2F12%2F280763.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Picasso illustratore
Fondazione Stelline, corso Magenta 61, Milano
21 febbraio-6 maggio 2007
Orario: 10-20, da martedì a domenica
Biglietti: 6 , ridotto 4 
Info: 0245462111,[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Francesco Tullio-Altan - La Pimpa e... gli altri</title>
	<link>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2006/12/280764.shtml</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2006/12/280764.shtml</guid>
	<pubDate>Fri, 22 Dec 2006 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Andrea Coppini</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/illustrazione_e_grafica/interventi/2006/12/280764.shtml#comments</comments>
    <category>mostre_lombardia</category><category>pimpa tullio altan vignette illustrazioni fumetti</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><STRONG>Francesco Tullio-Altan - La Pimpa e&#8230; gli altri<br />
Galleria Arteutopia, via Mora 5, Milano<br />
7 febbraio-24 marzo 2007<br />
Orario: 10,30-13, 15-19, da martedì a sabato<br />
Ingresso libero<br />
Info: 0289055278, <A href="mailto:arteutopia.lp@tiscali.it">arteutopia.lp@tiscali.it</A></STRONG></p>
<p>Il vignettista <STRONG>Francesco Tullio-Altan</STRONG> (Treviso, 1942), uno fra i più caustici e raffinati autori italiani (si pensi al personaggio di <STRONG>Cipputi</STRONG>), racconta: <EM>&#8220;Pimpa l&#8217;ho creata nel 1975 per mia figlia Chicca, osservando che lei, come tutti i bambini, trattava le cose come esseri animati: se sbatteva contro una sedia, per esempio, le diceva Cattiva! Così ho inventato un fumetto dove tutte le cose sono animate, tutti gli oggetti parlano.&#8221;<br />
</EM>Il nome, invece, fu preso a prestito dal soprannome della moglie di un amico: Pimpa.<br />
Vent&#8217;anni di fumetti ininterrotti sulle pagine del <STRONG>&#8220;Corrierino&#8221;</STRONG>, quindi i libri illustrati (dal 1978), alcune serie animate (dal 1983) tutt&#8217;ora mandate in onda dalla Rai. Addirittura una rivista (edita dalla Panini) appositamente dediczta al personaggio. I fumetti, i giochi e i racconti di Pimpa hanno avuto negli anni edizioni anche in francese, spagnolo, portoghese, giapponese, ungherese, turco.<br />
Trentadue anni&#8230; e non li dimostra; è proprio il caso di dirlo. Dal 7 febbraio al 24 marzo 2007 la <STRONG>Galleria Arteutopia</STRONG>, in collaborazione con <STRONG>Quipos</STRONG> e Franco Panini Ragazzi, dedica una mostra al magico mondo della cagnolina bianca a pois rossi, creato dalla matita del noto disegnatore.<br />
<EM>&#8220;Io credo che Pimpa piaccia ai bambini perché ricorre a un gioco da loro molto amato, quello di animare tutto quello che li circonda: è uno svago che colpisce la fantasia dei piccoli e crea tra loro e la cagnetta un forte legame affettivo. Si identificano con lei, perché concepiscono il mondo nello stesso modo. Come Pimpa, che parla con le cose come se fossero vive.&#8221;</EM><br />
In mostra una ricca selezione di 60 tra disegni e fumetti, con il contorno di materiale video. Alla riscoperta di un mondo buffo, giocoso, fantastico, ma in cui non manca una fortebase pedagogica e morale. si è misurato con un mondo dove invece l&#8217;incanto e la magia la fanno da padroni. </p>
<p><STRONG>© Andrea Coppini</STRONG></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20061222000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20061222000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20061222000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20061222000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fillustrazione_e_grafica%2Finterventi%2F2006%2F12%2F280764.shtml"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Francesco Tullio-Altan - La Pimpa e&amp;#8230; gli altri
Galleria Arteutopia, via Mora 5, Milano
7 febbraio-24 marzo 2007
Orario: 10,30-13, 15-19, da martedì a sabato
Ingresso libero
Info: 0289055278,[...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
</rss>

