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Giappone. L'Arte del mutamento

La mostra genovese, organizzata nell'ambito di una rassegna tutta dedicata alla cultura del Paese del Sol Levante, è uno sguardo ricco e a tratti inedito sulla storia del manifesto giapponese contemporaneo (16/04-21/08/2005)

Giappone. L’Arte del mutamento - Manifesti d’artista 1955-2005
Palazzo Ducale, piazza G. Matteotti 9, Genova
16 aprile-21 agosto 2005
Orario: 9-21, da martedì a domenica
Biglietto intero 6,00 €, ridotto 5,00 €, scuole 2,50 €
Info: 010/7554000 palazzoducale@palazzoducale.genova.it

Tutti i tipi di eventi e situazioni naturali o sociali — sfilate di moda, visioni della natura e alterazioni biologiche, paesaggi e distruzioni, rappresentazioni teatrali, concerti, mostre, olimpiadi, promozioni culturali e commerciali, pianificazioni urbanistiche, congressi, nuovi font tipografici — visti attraverso gli occhi di sessantasette grandi grafici degli ultimi cinquant’anni, interpretati, ricreati e comunicati attraverso seicento manifesti. Opere d’artisti di generazioni diverse con lo scopo di offrire una panoramica dello sviluppo di un grande veicolo d’arte e di conoscenza del Giappone contemporaneo.
Il manifesto giapponese contemporaneo iniziò la sua corsa negli anni cinquanta dopo un periodo di incubazione da dopoguerra e depressione post-militarismo e post-autarchia. Ma insieme ai nuovi stimoli grafici d’oltre Pacifico vennero riscoperti i valori della grande eredità coloristica tradizionale trasformandoli in temi di modernità e di successo.
A partire dal dopoguerra in Giappone si assiste a una veloce evoluzione nel campo delle arti: pittura, architettura, scultura design, grafica, teatro, musica e cinema. Vi si manifestano influssi, assimilazioni, rifiuti, trasformazioni, nuovi processi creativi che danno vita a una tale quantità di materiale e movimenti culturali e artistici da rendere problematica anche solo la scelta del criterio con cui esaminarli. La grafica, e il manifesto più in particolare, costituisce uno strumento prezioso per rintracciare e seguire, in questo labirinto di forme espressive, il filo conduttore della creatività nazionale e soprattutto il più o meno intenso permanere della sensibilità estetica tradizionale nelle nuove forme assunte. La mostra è stata suddivisa in sette sezioni secondo i principali temi rappresentati: le “Arti e Teatro”, l’“Ambiente”, la “Comunicazione”, l’“Arte Tipografica”, lo “Sport”, la “Pace”, e “Stile Giappone”. Quest’ultimo raggruppa i manifesti che siano espressione di una sorta di quintessenza dello spirito e dell’estetica giapponese indipendentemente dalle forme assunte.
Così, attraverso l’opera dei grandi nomi dell’arte grafica degli ultimi cinquant’anni, tra cui Yamashiro, Kamekura, Hayakawa, Fukuda, Nagai, Tanaka, Aoba, Yokoo, Matsunaga, Sato Koichi, Hara Kenya, Kawaguchi, la mostra sintetizza le grandi tendenze dell’arte, del gusto e delle mode, ma anche dell’impegno pubblico, delle grandi campagne sociali ed eventi internazionali.

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