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Depero in biblioteca

Libri, riviste e volantini di Fortunato Depero nelle collezioni della Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto (02/04-26/04/2005)

Depero in biblioteca
Biblioteca Civica G. Tartarotti,
corso A. Bettini 43, Rovereto (TN)
2 aprile-26 aprile 2005
Orario: 9-22,
da lunedì a sabato
Ingresso libero
Info: 0464/452143 href="mailto:ilibrididepero@katamail.com">ilibrididepero@katamail.com

Oramai considerato come uno dei capolavori della tipografia del
‘900, Depero futurista - edito nel 1927 e noto a tutti
come imbullonato per via della legatura metallica ideata da Fedele Azari - è
solo il più noto dei libri realizzati da Fortunato Depero.
Questa mostra,
attingendo esclusivamente dal ricco patrimonio bibliografico della
Biblioteca Civica “G. Tartarotti” di Rovereto, ripercorre quasi
tutto l’excursus a stampa di Depero, con la sola gravosa
assenza del manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, firmato
l’11 marzo 1915 assieme a Balla e purtroppo non presente nelle collezioni della
biblioteca, e quella forse meno significativa delle 96 tavole a colori per “I
Dopolavoro Aziendali in Italia” (1938).
Dalla sua prima pubblicazione,
Spezzature. Impressioni - Segni - Ritmi (1913), ancora
pregna d’imagerie simbolista espressa in maniera quasi grottesca, il percorso
giunge fino agli ultimi testi deperiani pubblicati quando l’artista era ancora
in vita, come il polemico Antibiennale (1955) o il
Catalogo della Galleria e Museo Depero Rovereto
(1959).
Tra questi estremi cronologici, il percorso ospita opere celebri come
il già ricordato imbullonato o quel capolavoro pubblicitario che è il
Numero Unico Futurista Campari (1931), testi
scanzonati come il numero unico Festa dell’uva del
1936 (l’esemplare esposto è firmato tra l’altro dallo stesso Depero, oltre che
da “Iras” Baldessari, Piccoli e Casalini), o al contrario inquietanti e
retorici, come il poco conosciuto A passo romano
(1943), aperta e sincera celebrazione del fascismo.
Accanto ai libri, il
percorso ospita anche due numeri (dei 3 usciti) della rivista “Dinamo
futurista”
, promossa a Rovereto dallo stesso artista nel 1933, nonché
alcuni esempi delle numerose riviste alle quali Depero collaborò tra le due
guerre con illustrazioni o scritti, come “Il Mondo”,
“Secolo XX” o “Emporium”. Oltre alle liriche
deperiane (Liriche radiofoniche, 1934), ai numerosi
testi autobiografici (Bilancio 1913-1936 del 1936;
Fortunato Depero nelle opere e nella vita, 1940;
So I think so I paint, 1947) e alle splendide
illustrazioni per Un istituto per suicidi, scritto nel
1917 da Gilbert Clavel, la mostra propone alcuni rari ephemera deperiani, come
il programma (illustrato) per i Balli plastici messi
in scena nel 1918 al Teatro dei Piccoli a Roma, il catalogo dell’importante
mostra del 1921 a Palazzo Cova a Milano e due volantini relativi ad altre
esposizioni, uno dei quali lanciato da aerei sul cielo di Torino nel 1922 e
contenente, sul retro, un invito tricolore all’autarchia.
L’intento di questa
mostra, oltre ad uno scontato omaggio all’artista nella sua città natale in
attesa della riapertura della Galleria Museo Depero, chiusa
oramai da troppo tempo, è anche quello di portare alla luce alcuni dei tesori
bibliografici del Novecento appartenenti alle collezioni della Biblioteca
Civica.
Il nucleo delle opere a stampa di Depero è per di più un patrimonio
in gran parte donato alla biblioteca dallo stesso artista, come testimoniano le
numerose dediche presenti sui frontespizi, da quella a don Rossaro a quella a
Valentino Chiocchetti.
La biblioteca, nella sua caleidoscopica essenza di
luogo di studio, ricerca, incontro e scoperta, si riconferma quindi anche
pregevole sede espositiva, capace in primis di mostrare se stessa.

[CS]