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Bruno Angoletta

Illustratore, fumettista e cartellonista italiano (Belluno 1889 - Milano 1954)

Artista molto attivo nell’illustrazione periodica per ragazzi e in quella libraria. Illustra il mensile “Primavera”, il settimanale satirico “L’Asino” (di Vittorio Podrecca e Giuseppe Galantara), “Noi e il mondo”, “Numero” (di Golia), “Il Secolo XX”. Lavora con Podrecca nel disegno di burattini per il rinomato “Teatro dei Piccoli”.  Alla vigilia della Grande Guerra, suo è l’apparato iconografico di alcuni volumi della collana La bibliotechina della lampada (diretta da Monicelli e Mondadori per i tipi della Scolastica Editrice di Ostiglia). Dopo il conflitto (a cui partecipa e durante il quale è fatto prigioniero dagli austriaci), disegna per i periodici “Ardita”, “Il Primato”, “La Tribuna illustrata”, “La Donna”, “Giro Giro Tondo” (della Mondadori), “Novella”, “Lidel”, “Commedia”, “Pasquino”, “Il Giornalino della Domenica” (noto settimanale per ragazzi diretto da Vamba, per il quale disegna celebri copertine), “Il Balilla”, “Il Dramma”, “Le Tre Venezie”, “La Lettura”, “L’Illustrazione del Medico”, “Scena illustrata”, “Bertoldo”, “Guerin Meschino”. Negli anni Venti e Trenta, oltre che illustratore, si scopre valente cartellonista e grafico (crea il logo della Medusa per conto della Mondadori, nel 1933), e fumettista. Nel 1927 inizia la pluriennale collaborazione con il “Corriere dei Piccoli”, dando vita a personaggi poi divenuti celebri, quali Marmittone, Sor Calogero Sorbara, Girometto, dottor Centerbe Ermete, Pampam della Micragna, Romolino e Romoletto. Dopo il secondo conflitto mondiale la sua attività si riduce: lo ricordiamo attivo soprattutto su “Fra Diavolo” e “Candido” di Guareschi. Illustra più di ottanta volumi, tra cui si ricordano i venti dei Romanzi per ragazzi della Mondadori (1933-35). Come pittore, figurativo ma anche attento alle avanguardie (in primis quella futurista), partecipa a numerose rassegne d’arte di primo piano, tra cui quelle del Novecento italiano e le Biennali di Venezia dal 1928 al 1936.

© Andrea Coppini