
E’ mancato nella sua Pesaro, dove era nato e dove per tanti anni aveva operato, divenendo un maestro e un punto di riferimento per tanti grafici. Aveva appena sessant’anni Massimo Dolcini ed era ancora attivo nell’ambito della comunicazione come guida di una delle più fiorenti aziende pesaresi, da lui fondata e diretta personalmente per lungo tempo: la Dolcini Associati srl.
La sua carriera era iniziata alla fine degli anni Sessanta; dopo aver ferquentato per un biennio il Corso superiore di arti grafiche di Urbino (anni importanti in cui conosce maestri come Albe Steiner e Michele Provinciali), Dolcini avvia la sua attività di grafico. Fonda un proprio studio, che nel 1973 assume il nome di Fuorischema, e che sarà l’embione della futura Dolcini Associati; ed è attivo nell’insegnamento: è docente, a Urbino, di Fotografia e Grafica e di Sistemi grafici presso l’ISIA, di Fotografia e Grafica presso l’Accademia di Belle Arti e di Comunicazione aziendale presso la facoltà di Sociologia.
Negli anni Settanta avvia una stretta collaborazione con il Comune di Pesaro, offrendo una costante consulenza per l’immagine pubblica dell’Amministrazione; tale rapporto, divenuto via via sempre più solido e proficuo, era perdurato fino agli ultimi anni.
L’arte di Dolcini, d’altronde, come in passato si è scritto, si fondava sul binomio “partecipazione” e “coinvolgimento”: cerca di avvicinare il pubblico più vasto con una grafica ironica, chiara, semplice, di immediata appetibilità; guarda tanto alla cultura quanto alla propaganda pubblicitaria aziendale (ha tra i suoi clienti sia il Rossini Opera Festival sia le Cucine Scavolini); dà vita, con la già citata Dolcini Associati, a una struttura moderna in grado di soddisafre, con scelte grafiche d’eccellenza, le esigenze della comunicazione globale delle aziende più diverse. Alla Dolcini Associati si formano importanti grafici dell’ultima generazione, come Leonardo Sonnoli, Monica Zaffini e Omar Vulpinari.
Dolcini può essere ricordato come il fondatore della cosiddetta “grafica di pubblica utilità”: realizza un grandissimo numero di manifesti di “propaganda sociale” tra il 1972 e il 1985, cercando di sintetizzare in immagini efficacissime - influenzata da commistioni tra la grafica di inizio Novecento, la ricerca sovietica di Majakovskij e Malevic, la grafica svizzera e e della Cuba castrista - problematiche politiche in anni di grandi contrasti e di profondi cambiamenti. Oggi pomeriggio, 17 maggio, alle 16, l’ultimo saluto a Dolcini, con le esequie presso la chiesa di Sant’Agostino a Pesaro.
© Andrea Coppini

Andrea Coppini









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