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Joan Miró – Opera grafica e libri illustrati

Una mostra alla Galleria Bordas di Venezia rilegge nella sua complessità l'opera grafica e la produzione illustrata del grande artista catalano Joan Miró (10/06-16/07/2005)

Joan Miró – Opera grafica e libri illustrati
Galerie Bordas, piazza San Marco 1994b, Venezia
10 giugno-16 luglio 2005
Orario: 11-13, 16,30-19,30, da lunedì a sabato
Ingresso libero
Info: 0415224812,
galeriebordas@yahoo.it

…L’incisione è per me tra i maggiori mezzi d’espressione …, un mezzo di liberazione, di conquista, di scoperta. Anche se, in principio, sono stato prigioniero delle sue costrizioni, della sua “cucina”, degli attrezzi e delle ricette troppo dipendenti dalla tradizione. Occorreva resistere, superarle e allora un immenso campo di possibilità si offriva allo sguardo e alla mano… il despotismo dell’attrezzo fu progressivamente vinto. Posso utilizzare una punta o un bulino ma anche il dito, la mano, un chiodo o un vecchio cacciavite…
La Galleria Bordas, espone nei mesi di giugno e luglio 2005 un’antologica dell’opera grafica di Joan Miró. La mostra (e il catalogo) saranno l’occasione per rileggere l’attività creativa dell’artista catalano attraverso la sua attività grafica. Saranno presenti in mostra litografie e incisioni scelte nella sua vasta produzione, libri illustrati - a testimoniare le molte affinità con i grandi poeti che gli furono vicini - e documenti (cataloghi e monografie, inviti, manifesti). Si percorreranno le tappe di un interesse mai esaurito: dalle prime esperienze alla puntasecca (1938), sotto la guida di Louis Marcoussis (esposte in mostra La Géante, del 1938 e la prima delle lastre per la Série noire et rouge dello stesso anno) alle collaborazioni editoriali (le illustrazioni per il libro di Tristan Tzara L’Arbre des voyageurs (1930), o i pochoir eseguiti per la rivista “Cahiers d’Art”, 1934 e 1937). L’attività grafica, sospesa per quasi 10 anni, è ripresa a New York, dove, nell’Atelier 17, l’officina incisoria di Stanley William Hayter, sperimenta tecniche nuove: i primi risultati sono testimoniati da Femme et oiseau devant la lune del 1947, dalla piccola lastra eseguita per il libro di Michel Leiris The Prints of Joan Miró,o dalle lastre per il Ruthven Todd Album (presentate in mostra in alcune rare varianti inedite), l’esperienza si conclude con le illustrazioni per il libro dell’amico Tzara L’Antitête, dei quali si espone uno dei rari esemplari ritoccati a mano. Degli stessi anni saranno presenti alcune varianti di colore di piccole preziose lastre eseguite per Aimé Maeght.
Il ritorno a Parigi, alla fine degli anni 40, è anche l’occasione per frequentare l’atelier di Fernand Mourlot dove esegue le prime litografie a colori: in particolare quella per il catalogo Le Surréalisme en 1947, il manifesto per la mostra omonima (promossa da Breton e Duchamp), l’illustrazione per il libro di René Char Fête des arbres et du chasseur o le litografie Acrobate au jardin de nuit e Personnages sur fond noir. Altri importanti progressi verranno fatti nella ricerca delle possibilità offerte dalla litografia in bianco e nero (Personnage dans le soleil del 1948, Petite fille au bois e Le Penseur, 1958-1959) Altre occasioni lo porteranno all’incisione su legno (tre le xilografie per la monografia che gli dedica il poeta brasiliano João Cabral De Melo, 80 quelle composte per illustrare uno dei più bei libri del 900’ il poema di Paul Eluard À Toute épreuve) Tra gli altri libri, spesso di piccolo formato, come quelli reailizzati per l’editore e poeta Pierre André Benoit, Le Visage s’invente dello stesso PAB, Noël au Chemin de fer su testi di André Frenaud, o Un Jour entier su testi di René Char - saranno esposti il libro di René Crevel La Bague d’aurore e quello di Char Nous avons (proposti in rari esemplari accompagnati da suites di variazioni e decomposizioni di colore). Degli ultimi anni alcune incisioni realizzate con Joan Barbarà (La Commedia dell’arte e Serie Gaudì) a testimoniare sapienza e maturità raggiunte attraverso la ricerca continua di un equilibrio tra la personale interpretazione delle tecniche offerte e la poetica pittorica, offerta alla grafica con straordinaria intensità.

Bibliografia selezionata

Joan Miró Lithographe I (1930-1952), Paris 1972. Prefazione di Michel Leiris Catalogo e note di Fernand Mourlot.
Joan Miró Lithographe II (1953-1963), Paris 1975. Prefazione di Raymond Queneau.
Joan Miró Lithographe III (1964-1969), Paris 1976. Prefazione di Joan Teixidor.
Joan Miró Lithographe IV (1969-1972), Paris 1981. Prefazione di Nicolas e Elena Calas.
Joan Miró Lithographe V (1972-1975), Paris 1992. A cura di Patrick Cramer.
Joan Miró Lithographe VI (1976-1981), Paris 1992 A cura di P. Cramer.
Miró Graveur I (1928-1960), Paris 1984. A cura di Jacques Dupin.
Miró Graveur II (1961-1973), Paris 1989. A cura di J. Dupin.
Miró Graveur III (1973-1975), Paris 1991. A cura di J. Dupin.
Miró Graveur IV (1976-1983), Paris 2001. A cura di J. Dupin e Ariane Lelong-Mainaud.
Joan Miró Catalogue raisonné des livres illustrés, Genève 1989. A cura di P. Cramer. Presentazione di Rosa Maria Malet.
Joan Miró - Les affiches originales, Paris 1981. A cura di J. Corredor-Matheos e Gloria Picazo.
The Prints of Joan Miró, Curt Valentin, New York 1947. Testo di Michel Leiris.
Paul éluard und Joan Miró: A Toute Epreuve, Herzog August Bibiothek, Wolfenbüttel 1990.
Joan Miró - écrits et entretiens, Daniel Lelong éditeur, Paris 1995. Choisis, présentés et annotés par Margit Rowell.
Miró-Barbarà: Processos del gravat, Fundació Pilar i Joan Miró, Mallorca 1999.
Joan Miró - Gérald Cramer, Une correspndance à toute épreuve, Patrik Cramer Éditeur, Genève, 2002.
Joan Miró 1917-1934, Centre Pompidou, Paris 2004.

Verso Miró

Nelle opere di Joan Miró affiorano tracce di mondi mai esistiti. Scanzonato e al tempo stesso riflessivo, il maestro catalano diceva che a farlo muovere era l’emozione e che la teoria gli sfuggiva completamente. Malinconico ribelle, considerava la realtà un accessorio della fantasia. Franco Basile

Miró non ha mai perso come artista questo bruciante desiderio di sperimentare e di scandagliare sempre più in profondità la natura della realtà, senza peraltro consentire mai all’intelletto di irrigidire l’immaginazione. Nessun artista più di lui ha avuto radici profonde nella propria terra d’origine e nell’arte del passato. Roland Penrose

Ci si arresta, davanti a un quadro di Miró, come su un precipizio; guardare acquista un valore a sé, non per quello che si guarda, ma perché si guarda. Il tempo di Miró non è finito, perché non è mai incominciato: Miró nasce senza nesso, quasi al di fuori della sua persona fisica, come se i suoi quadri si formassero al di fuori di lui, al modo che si legge il pensiero. Cesare Brandi

Un’arte in apparenza così lontana da ogni schema, così libera e selvaggia, ma anche così pazientemente calibrata, così rigorosa…. Gillo Dorfles

Lo spazio e il segno (o il vuoto come assenza di segno) determinano l’opera di Miró, ma poiché in lui il segno è, esteticamente, elemento di spazio in quanto “insieme”, l’intera sua creazione è invenzione di spazi. Michel Tapié

Le crayon lithographique avec son extraordinaire souplesse est comme la prolongation naturelle du doigt et Miró, qui réalise alors ses dessins linéaires le plus construits, trouve dans la lithographie en noir un abandon, une liberté et aussi une unité de ton incomparables. Lui qui est si sensible à “ce qui émane des choses” trouve dans la lithographie en couleurs une sorte de réponse venue de l’extérieur aux recherches qu’il développe dans sa peinture. Jacques Lassaigne

Miró consacra gran parte del suo tempo e delle sue forze creatrici a l’incisione, in coniugazione al rigore della scrittura e la ricerca dell’ignoto. Incidere, è anche per lui, e più di tutto, rompere con il lavoro solitario per ingaggiare con gli altri un dialogo da cui ricevere una crescita personale. Jacques Dupin

Note biografiche

Joan Miró nasce a Barcellona il 20 aprile 1893, in una casa del Passatge del Crèdit. Avviato ad una vita da impiegato, nel 1912, dopo una lunga malattia, inizia a dedicarsi allo studio della pittura, il suo maestro, Francesc Gali gli insegna il disegno toccando gli oggetti ad occhi chiusi. Gali gli fa scoprire la musica e la poesia. Incontra il ceramista Josep Llorens Artigas e il pittore Enric Cristòfol Ricart, con il quale condivide uno studio d’artista nel 1915. Nel contempo, Miró studia le opere impressioniste, fauviste e cubiste esposte nelle mostre allestite alla galleria Dalmau di Barcellona; tali opere influenzano i suoi primi dipinti, di orientamento fauve. In quegli anni, Miró è un assiduo frequentatore della galleria e della casa di Josep Dalmau, dove, conoscerà Francis Picabia, uno dei principali esponenti del dadaismo e direttore della rivista “391″, pubblicata a Barcellona. Nel 1916 visita a Barcellona un’importante mostra di arte francese allestita da Ambroise Vollard. Miró segue gli sviluppi dell’arte francese leggendo riviste quali “391″, “Revista Nova”, “Sic” di Albert Birot, “Nord-Sud”, curata da Pierre Reverdy, dalla quale prende il titolo un suo dipinto del 1917.
Miró esordisce, nel 1918, con una mostra personale alla galleria Dalmau, presentando una serie di opere con uno stile drammatico, influenzate dal fauvismo e da Van Gogh. La critica, negativa, definisce l’opera di Miró come “estrema” ed “inespressiva”. In questo stesso anno, Miró inizia a realizzare opere in seguito definite particolariste per l’estrema attenzione prestata al dettaglio. Tra esse, i paesaggi Orto con asino e La casa della palma, entrambi del 1918, e Montroig: La chiesa e il paese, del 1919. Il paese di Montroig, nei pressi di Barcellona, ispira molti dipinti di Miró che vi soggiorna spesso, nella casa che i genitori acquistarono nel 1910. Nel 1920 si reca per la prima volta a Parigi, dove conosce e frequenta Pablo Picasso, Maurice Raynal e, nell’inverno dell’anno successivo, Reverdy, Tzara, gli ambienti e le manifestazioni dadaiste.
Nel 1921 a Parigi, dove vive e lavora nello studio in Rue Blomet 45, diviene amico di André Masson, intorno al quale si raccoglie un nutrito gruppo di artisti ed intellettuali tra cui Leiris, Limbour, Artaud, Salacrou, Desnos. E’ l’anno della sua prima personale parigina, organizzata da Dalmau, che ha luogo, con scarso successo, alla galleria La Licorne. Nel 1922 completa a Montroig: La Fattoria, un capolavoro del periodo particolarista, successivamente acquistato da Hemingway. Nel 1923-25 conosce Hemingway e Henry Miller ed entra in contatto con il gruppo surrealista; conosce Breton, Aragon, Eluard, Prévert e Péret. Comincia a lavorare a Terra arata e a Paesaggio catalano che testimoniano l’ulteriore sviluppo della sua pittura. Nel 1925 espone con grande successo alla galleria Pierre di Parigi e partecipa a mostre surrealiste insieme ad Arp, de Chirico, Ernst, Klee, Man Ray, Masson e Picasso. Nel 1926, Diaghilev commissiona a Miró ed Ernst la preparazione della scenografia e dei costumi per il balletto “Romeo e Giulietta”, messo in scena a Montecarlo dai Balletti Russi. L’anno seguente va ad abitare in rue Tourlaque, a Parigi, nella zona di Montmartre dove vivono anche Max Ernst, Hans Arp, Paul Eluard e René Magritte.
Nel 1928, un viaggio in Belgio ed Olanda gli permette di ammirare i capolavori della pittura olandese che gli ispirano la serie degli Interni olandesi. Nello stesso anno espone, con successo, alla galleria Georges Bernheim di Parigi e realizza i primi collage. Incontra Calder e Giacometti. Nel 1929 si sposa a Palma, con Pilar Juncosa, appartenente ad un’antica famiglia di Palma di Maiorca. Nel 1930 presenta i suoi collages alla galleria Goemans di Bruxelles e alla galleria Pierre di Parigi. Espone per la prima volta negli Stati Uniti alla Valentine Gallery di New York e realizza, a Montroig, le sue prime opere tridimensionali. Viene pubblicato L’Arbre des voyageurs di Tristan Tzara, prime litografie e primo libro illustrato da Miró. Nel 1931 nasce, a Barcellona, la figlia Maria Dolores. Alcune sue sculture-oggetto vengono esposte alla galleria Pierre di Parigi ed espone all’Arts Club di Chicago. Nel 1932 lavora con i balletti russi di Diaghilev realizzando le scene per il balletto Jeux d’enfants rappresentato a Montecarlo e a Parigi e poi a Barcellona. Prima mostra personale alla galleria Pierre Matisse (New York), mercante di Miró negli Stati Uniti. Conosce l’architetto Josep Lluís Sert. Incontra Marcoussis che gli insegna le tecniche dell’incisione. Per alcuni anni fissa la sua residenza a Barcellona. Nel 1933 presenta, alla galleria Bernheim di Parigi, alcuni dipinti di grande formato realizzati quello stesso anno con la tecnica del collage,Nel 34, gli è dedicato un numero speciale della rivista “Cahiers d’Art”. Nel 1936 partecipa a “Cubism and Abstract Art” e a “Fantastic Art, Dada, Surrealism”, che ha luogo al Museum of Modern Art di New York. Allo scoppio della guerra civile spagnola decide di trasferirsi a Parigi, dove rimane fino al 1940 con la moglie e la figlia.
Nel 1937 dipinge un grande dipinto murale, Il falciatore, per il padiglione della Spagna repubblicana all’Esposizione universale di Parigi. Questo stesso anno realizza Natura morta con scarpa vecchia e inizia Autoritratto I (Nel 1960 Miró commissiona la riproduzione del dipinto sulla quale, con un gesto tra l’ironico e il provocatorio, traccia una figura che ricorda quelle che popolano i disegni infantili). 1940, amicizia con Braque et Queneau. In gennaio, sulla costa della Normandia, dove si è trasferito nell’estate del 1938, inizia la serie di 23 dipinti denominata Costellazioni. In seguito all’invasione della Francia da parte delle truppe tedesche, rientra in Spagna con la sua famiglia e si stabilisce a Palma di Maiorca. Nel 1941, prima retrospettiva al Museum of Modern Art di New York, organizzata da James Johnson Sweeney. Nel 1944, anno in cui muore la madre, Miró, che nel frattempo si è trasferito nella sua casa natale di Barcellona, inizia a lavorare la ceramica con Josep Llorens Artigas. Pubblica, inoltre, grazie a Joan Prats, la serie di 50 litografie note come Serie di Barcellona e ritorna al dipinto su tela che aveva abbandonato nel 1939. Nei due anni successivi lavora su alcune serie di dipinti di grande formato e produce le sue prime sculture in bronzo.
Nel 1947 ha un notevole interesse per la pittura americana contemporanea. Primo viaggio negli Stati Uniti. Esegue un murale di grandi dimensioni per la sala ristorante di un importante albergo di Cincinnati. Lavora l’acquaforte all’Atelier 17 di Stanley Hayter, illustra L’Antitête di Tristan Tzara. Incontra Jackson Pollock. A Parigi partecipa alla mostra internazionale: Le Surréalisme en 1947, organizzata da André Breton e Marcel Duchamp alla galleria Maeght. Nel 1948 torna a Parigi ed espose alla galleria di Aimé Maeght, (prima mostra personale). Nel biennio seguente emergeranno, nei suoi dipinti, due opposte maniere: l’una elaborata, l’altra spontanea ed energica, destinata a prevalere nella produzione degli anni successivi. Nel 1950 inizia a realizzare dei dipinti murali per la sala da pranzo alla Harkness Commons dell’Università di Harvard, commissionati da Walter Gropius, che verrano completati nel 1951. Tali dipinti saranno poi sostituiti, nel 1960, da opere murali in ceramica realizzate dallo stesso Miró in collaborazione con Artigas.
Nel 1954 inizia una nuova collaborazione con Artigas realizzando, nei due anni successivi, più di 200 opere in ceramica. Nello stesso anno la Biennale di Venezia gli attribuisce il Gran Premio internazionale per la grafica, uno dei molti campi d’interesse di Miró, ed espone in Germania, al Kaiser Wilhelm Museum di Krefeld. Nel 1956 si trasferisce definitivamente a Palma di Maiorca nella casa-atelier ideata dall’architetto Josep Lluís Sert. Nel 1958, mostra alla galleria Berggruen di Parigi per la presentazione del libro A toute Epreuve con poesie di Paul Eluard. Nel 1959. Effettua il secondo viaggio negli Stati Uniti per la retrospettiva al Museum of Modern Art di New York, e al County Museum of Art di Los Angeles. Riceve il Premio Internazionale Guggenheim per la realizzazione, a Parigi, dei due murales per l’UNESCO. Nel 1961 dipinge la serie Blu I, Blu II, Blu III e si reca per la terza volta negli Stati Uniti. Nel 1962, retrospettiva al Musée National d’Art Moderne di Parigi. Nel 1966 si reca per la prima volta in Giappone per le retrospettive a lui dedicate a Kyoto e al Museo Nazionale di Arte di Tokyo. Realizza le sue prime monumentali sculture in bronzo.
L’anno successivo si reca nuovamente negli Stati Uniti dove viene installata, al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, un’opera murale in ceramica, prodotta in collaborazione con Artigas. Riceve, inoltre, il Carnegie International Grand Prize per la pittura. Nel 1968 è organizzata un’importante mostra retrospettiva alla Fondazione Maeght e a Barcellona. Nel 1969, mostra a Barcellona Miró otro Nel 1972 è legalmente costituita, a Barcellona, la Fundació Joan Miró, il cui edificio è realizzato su progetto di Sert e che verrà ufficialmente aperta al pubblico nel 1975 con una selezione di pitture, tra le opere della collezione donata da Miró. Nel 1974 grande retrospettiva al Grand Palais e mostra dell’Opera Grafica al Museo d’Arte Moderna di Parigi. Nel 1978, retrospettiva al Museo Espanol de Arte Contemporaneo di Madrid e mostra “Dessins de Miró” al Centre Georges Pompidou, Parigi. Nel 1979, mostra al Seibu Art Museum di Tokyo e in altre città del Giappone Nel 1982, presentazione del balletto Miró l’uccello luce a Firenze. Inaugurazione a Barcellona della scultura monumentale Donna e uccello. e retrospettiva alla Fundacio Joan Miró. Nel 1983, in occasione dei suoi novant’anni, gli vengono tributati omaggi in tutto il mondo. Muore il giorno di Natale a Palma di Maiorca.

[CS]