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Paolo Federico Garretto

Illustratore, caricaturista e cartellonista italiano (Napoli 1903 - Montecarlo 1989)

Si forma artisticamente seguendo i corsi dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dell’Accademia di Brera  a Milano, ma si fa apprezzare sin da giovanissimo per la sua abilità di caricaturista, divenendo ben presto collaboratore di parecchie testate, come il “Pasquino”, “Becco Giallo”, “Il Travaso”, “Guerin Meschino”, “Index”. A partire dal 1926 è massicciamente attivo all’estero (a Londra, a  Parigi, a Budapest, a New York), dove le sue realizzazioni satiriche, eccezionalmente innovative nel tratto e nella concezione, vengono apprezzate dai lettori di varie riviste illustrate, alcune delle quali di




fama mondiale: “Today Magazine”, “House & Garden”, “Mademoiselle”, “Town & Country”, “The Graphic”, “Le Rire”, “Simplicissimus”, “Adam”, “The New Yorker”, “Vogue”, “Vanity Fair”, “Life”, “Harper’s Bazaar”, “Fortune”. Anche in Italia, soprattutto nel corso degli anni Trenta, acquista una fama notevole, collaborando a “Giornale d’Italia”, “La Tribuna”, “La Rivista illustrata del Popolo d’Italia”, “L’Impero”, “La Lettura”, “Il Dramma”, “Natura”, “Tempo”, “Gazzetta del Popolo”, “Panorama”. Di grande potenza ritrattistica e felice intuizione le sue opere grafiche si sono meritate nel tempo numerosi riconoscimenti. Diventa ben presto attivo anche nella grafica pubblicitaria, nella cartellonistica e illustra alcuni libri. E’ anche fumettista, con la creazione della serie de L’Automata Tabù (1932). A partire dal 1942 si occupa di animazione in Ungheria. Dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale subisce ben due internamenti, è attivo per un certo periodo come scenografo per spettacoli televisivi. Ha operato anche come pittore e come giornalista.

© Andrea Coppini