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Federico Fellini - Sogni su carta

A Mogliano Veneto, una mostra che ripercorre l'attività di illustratore e la passione del disegno del grande regista Federico Fellini; un'attività che si è sviluppata di pari passo con quella cinematografica, e che il Maestro non ha mai abbandonato (03/09-13/11/2005)

Federico Fellini - Sogni su carta
Brolo Centro d’Arte e Cultura, via Rozone e Vitale 5, Mogliano Veneto (TV)
3 settembre-13 novembre 2005
Orario: 10-19, da martedì a domenica
Biglietto intero € 5,00, ridotto € 3,00 (under 25, over 60, tessera Touring Club)
Info: 0415905151, info@brolo.org

Aprirà al pubblico il 4 settembre 2005 la mostra Fellini - Sogni su carta che si svolgerà al Brolo, il Centro d’Arte e Cultura della città di Mogliano Veneto. Promossa dall’Amministrazione comunale di Mogliano, in collaborazione con la Fondazione Federico Fellini di Rimini e la Biblioteca Cantonale di Lugano, l’esposizione, curata da Casimiro Di Crescenzo, direttore del Brolo, riunisce un cospicuo e significativo gruppo di disegni che rivelano l’abilità espressiva del grande regista.
“Ho sempre scarabocchiato su qualsiasi pezzo di carta mi capitava davanti. È una sorte di riflesso condizionato, di gesto automatico, una mania che mi porto dietro da sempre…”. Così Fellini si confessava riguardo alla sua passione per il disegno, già presente ai tempi dell’adolescenza. Nel 1937 esegue per il gestore del Cinema Fulgor ritratti caricaturali di attori celebri; successivamente apre a Rimini con l’amico pittore Demos Bonini una Bottega del Ritratto per villeggianti con l’insegna FEBO (Fellini-Bonini). In seguito, pubblica delle vignette umoristiche sul settimanale “La Domenica del Corriere” e collabora al settimanale politico-satirico fiorentino “420″. Trasferitosi a Roma nel 1939, lavora intensamente al “Marc’Aurelio” acquistando una certa notorietà. Nel 1944, dopo la liberazione di Roma, apre insieme ad alcuni amici un negozio di ritratti e caricature, The Funny Face Shop, per i militari alleati.
L’interesse per il disegno non si esaurisce con queste prime attività, ma si trasforma ed evolve in una passione che diventa il punto di partenza di ogni lavorazione dei suoi film. “All’inizio del film passo la maggior parte del tempo alla scrivania, e non faccio che scarabocchiare chiappe e tette. È il mio modo di inseguire il film, di cominciare a decifrarlo attraverso questi ghirigori. Una specie di filo d’Arianna per uscire dal labirinto”. Lentamente, attraverso schizzi, appunti, e indicazioni per i suoi collaboratori, il film prende forma; i volti degli attori vengono precisati, individuati i ruoli delle comparse, le scene sono allestite secondo le precise indicazioni del regista. La prima impressione che si prova osservando questi disegni è la capacità estremamente razionale di Fellini di dare corpo, forma e vita alla propria realtà. Il suo mondo – non a caso per definirlo si è coniato l’aggettivo “felliniano” – è dominato da una visione onirica e nutrito di ricordi dell’infanzia, dove tutto è immaginato e artificiale, trova la possibilità di concretizzarsi attraverso il disegno.
Ciascuno di questi fogli ha il preciso scopo di servire alla realizzazione del film. Stilisticamente molto liberi, contraddistinti da un segno rapido ed incisivo, questi disegni, apparentemente semplici, rivelano l’aspetto più intimo della sua arte. Accattivanti per l’uso giocoso del colore e per l’abilità con la quale in pochi tratti rivelano il carattere di un protagonista, le sue debolezze o la sua forza, essi aiutano a capire le intenzioni del regista e la laboriosa preparazione del film.

[CS]