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Muri Parlanti. Il manifesto in Campania (1970-2000)

Una rassegna critica relativa alla produzione di diciannove studi grafici campani nell'arco di trent'anni. A Baronissi (SA) (24/09-24/10/2005)

Muri Parlanti. Il manifesto il Campania (1970-2000)
FRAC - Convento francescano della Santissima Trinità, via Convento, Baronissi (SA)
24 settembre-24 ottobre 2005
Orario: 9-12, da lunedì a venerdì; 15-17, lunedì, giovedì e sabato
Ingresso libero
Info: 089828210

Sabato 24 settembre, allo ore 11,00, presso il Convento Francescano della SS. Trinità sede del FRAC di Baronissi, sarà inaugurata la mostra Muri Parlanti. Il manifesto in Campania (1970-2000). L’esposizione, curata da Mary Cinque, presenta i manifesti di diciannove studi grafici attivi in Campania, seguendo una cronologia che, dai primi anni settanta, giunge sino al 2000: Aethere Marco Fiorillo, Blustudio Giuseppe Di Marco, BN Grafica Alfredo De Sia, Luciano De Venezia, Eikon, Grafite Giuseppe Durante, Graphein Franco Canale, Imago Sergio Prozzillo, Imprint Alfredo Profeta, JFK Paolo Altieri, Matilde Lepore, Ernesto Manzolillo, Menabò, Daniela Piscitelli, R&M AG, Segno Associati, Union Graphics, Zelig, Zoestudio Marcello Di Donato. Per l’occasione è stato pubblicato, dalle Edizioni 10/17, un catalogo con presentazione di Franco Cosimato, Sindaco di Baronissi, con testi di Massimo Bignardi, direttore del FRAC, di Gelsomino D’Ambrosio e di Mary Cinque, curatrice anche di una conversazione con gli autori e degli apparati biografici.
“Con questa mostra dedicata alla grafica in Campania – rileva Franco Cosimato – particolarmente attenta ai manifesti che hanno ‘raccontato’ gli eventi e le figure degli ultimi trent’anni, il Fondo Regionale d’Arte Contemporanea di Baronissi inaugura la sua terza stagione di esposizioni. In tre anni questa struttura, poco distante da centri significativi della cultura contemporanea italiana, ha lavorato con assiduità e con tenacia con il fitto programma sollecitata dall’attuale e dalla precedente Amministrazione. Un ringraziamento particolare va alla Provincia di Salerno che ha accolto l’interesse del Comune a potenziare l’attenzione per il mondo delle nuove espressioni creative giovanili tese a disegnare un panorama di nuovi immaginari”.
“Questa mostra, significativamente intitolata Muri parlanti, conferma – precisa Bignardi nelle note introduttive al catalogo - ulteriormente la qualità del programma sul quale lavora da due anni il FRAC Baronissi: guardare verso tutti i punti dell’orizzonte creativo, aprire varchi alla ricerca storiografica, facendo leva sull’impegno di giovanissimi laureati. Questa mostra nasce, infatti, dal lavoro di tesi che Mary Cinque ha svolto presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli: uno studio attento, seguito con scrupolosa attenzione da Gelsomino D’Ambrosio tra i protagonisti, sin dagli anni settanta, del dibattito sulla grafica in Campania. È una mostra che ci spinge a ‘ripensare’ ai manifesti che hanno accompagnato la vita della nostra quotidianità, come ad immagini che hanno discusso con noi, che hanno aperto tracciati alla nostra fantasia”.
Il manifesto visto come sintesi narrativa, racconto sintetico in un colloquio continuo ed ininterrotto con la nostra quotidianità, senza particolare differenziazione tra immagini dichiaratamente pubblicitarie e quelle di informazione culturale. “Il manifesto campano – annota Gelsomino D’Ambrosio – segue le stesse vicissitudini dei prodotti elaborati in altre scuole internazionali. Ma una osservazione più attenta e ravvicinata rivela che vi sono state – in maniera più estesa nel recente passato – alcune specifiche diversificazioni nel suo utilizzo sia sul piano progettuale che produttivo. La prima e più importante differenziazione, è che il manifesto non viene progettato come un elemento, per quanto importante all’interno di un sistema comunicativo, ma diventa, molte volte, l’oggetto principe e di riferimento di tutta la comunicazione”.
“Il Sud d’Italia non è mai stato considerato la patria del design – scrive Mary Cinque –, ma della creatività sì, ed è dalla coscienza delle proprie radici che fluisce la creazione dei grafici in mostra; guardare i loro manifesti significa percorrere un viaggio lungo la linea del tempo, rivivere modi e luoghi, rivedere la pubblicità. Una mostra che vuole rendere omaggio a chi, con coraggio e tenacia e, forse, anche con un pizzico di incoscienza, ha tentato l’avventura di fare grafica di qualità in Campania”.

[CS]

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