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Pino Pascali - Carte in gioco. Disegni per la pubblicità

In mostra a Falconara Marittina, il lato meno conoscito della produzione del noto artista: gli interventi grafici per la pubblicità, la televisione, il cinema (25/09-02/10/2005)

Pino Pascali - Carte in gioco. Disegni per la pubblicità
Gate 24 Contemporary Art, via Marsala 24, Falconara Marittima (AN)
25 settembre-2 ottobre 2005
Orario: 18-20, da martedì a venerdì
Ingresso libero
Info: 3471735493, gate24@libero.it

Credo che a 37 anni dalla morte tutto ciò che poteva essere pensato e detto di Pino Pascali (1935-1968) e della sua opera sia già stato utilmente elaborato dai critici più attenti. Eppure il contatto diretto, fresco, non pregiudiziale con i suoi pulsanti e godibilissimi lavori di grafica, eseguiti quasi in stato di grazia per la televisione, la pubblicità ed il cinematografo, offre sempre l’occasione per alcune riflessioni non peregrine. L’opportunità ci è data ora dalla Galleria Gate 24 di Falconara, che dal 25 settembre espone 13 strepitosi disegni di Pascali realizzati per la réclame fra il 1962 ed il 1967.
Nell’affrontare con raffinata ironia e con invidiabile leggerezza i fasti e le contraddizioni del boom economico, Pascali ha sempre rivelato un tratto squisitamente italiano. Egli infatti comunica soprattutto attraverso il gesto e il movimento, non dissimilmente dai suoi avi antichi e recenti. Proprio allo stesso modo in cui la gestualità dei pittori italiani del Duecento e del Trecento, traduceva in narrazioni concitate, sentimenti accesi ed espressionismo devoto, la preziosa ed ineffabile sacralità dei modelli bizantini che riceveva dal Mediterraneo orientale. O esattamente alla stessa maniera per cui i nostri pittori seicenteschi declinavano la mistica di El Greco in racconti naturalistici ed emotivi, trapuntati di atti e fatti. D’altra parte il realismo sovietico a cui il Guttuso degli anni ’40 e ’50 s’ispira, pur senza mai dimenticare Picasso, s’imbeve in lui di melodramma, ovvero di gestualità, in perfetta corrispondenza con il cinema dell’epoca.
Pascali, in questo senso, gioca, e a suo modo scherza, con gli echi diretti ed indiretti delle avanguardie e soprattutto con quei maestri russi della scenografia che lo precedono e che fra il 1900 e il 1930 legano la loro ricerca alle committenze per il teatro. In sintonia con essi egli vive la sua vocazione creativa da artigiano che opera su commissione e che convoglia il proprio genio in opere di oggettiva e universale comunicabilità, fuggendo salutarmente il solipsismo e l’isolamento greve dell’artista moderno. Anzi in lui si spegne ogni concettualismo astratto, ogni forma di ideologia preconfezionata e si ravviva l’aspetto ludico e insieme serio del rito, per cui ciò che è lieve e giocoso sgorga sì immediato, ma dopo ore di fatica e di pensiero. Una caratteristica che può rivelare la grandezza di questo artista riguarda infine la sua destrezza stilistica ovvero quella capacità di tenere insieme, dominare e armonizzare gli opposti. E difatti il suo vertice di espressionismo e di vitalità del gesto e del volto coincide con la massima capacità di rendere l’aspetto caotico e incontrollabile della vita in forme, al contrario, geometriche, semplici e pulitissime. Due composti apparentemente inconciliabili, eppure ancora così vivi e sorprendenti nel tratto inimitabile di questo giovane mago.
Alessandro Giovanardi

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