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Stefano Ricci - Sketchbook depositinero/09

A Udine, torna in mostra l'illustrazione d'autore, con le raffinate realizzazioni di Stefano Ricci: opere su riviste, giornali, libri, manifesti (03/11-04/12/2005)

Stefano Ricci - Sketchbook depositinero/09
Visionario, via F. Asquini 33, Udine
3 novembre-4 dicembre 2005
Orario: 15,30-22, da lunedì a domenica
Ingresso libero
Info: 0432227798

L’illustrazione d’autore è diventata in questi anni una prerogativa della città di Udine e il Visionario-Centro per le Arti Visive ne è stato l’elemento catalizzatore. Dopo Mattotti, Toccafondo, Scarabottolo, approda nel capoluogo friulano il bolognese Stefano Ricci, un artista che incarna, in maniera pura, il concetto stesso del nutrirsi di arte e vivere per l’arte. L’elemento di fondo che segna Ricci fin dal suo esordio (a 19 anni collaborava già con “Frigidaire”), è l’amore sconfinato per il disegno che nella sua visione è imprescindibile dalla parola scritta - ecco perché il suo inserimento immediato nel circuito dell’illustrazione. Collaboratore dal 1985 per la stampa periodica e l’editoria non solo in Italia, matura negli anni uno stile assolutamente personale che lo rende oggi uno dei disegnatori più apprezzati d’Europa. E’ proprio questo stile peculiare che il Centro per le Arti Visive - in collaborazione con il Centro Espressioni Cinematografiche e l’Università degli Studi di Udine - intende omaggiare con una nuova e inedita mostra allestita negli spazi espositivi del Visionario (l’inaugurazione avrà luogo giovedì 3 novembre alle 18.00 alla presenza dell’artista).
La mostra Sketchbook depositinero/09 - visitabile fino al 4 dicembre negli orari delle proiezioni cinematografiche - proporrà una collezione delle opere più recenti di Ricci e sarà strutturata in due sezioni: nella Sala Espositiva del Visionario, su una parete di 21 metri di lunghezza e 3 di altezza, sarà presentata una serie di maxi eliografie trasparenti riprodotte su lucido, mentre in Sala Abside saranno esposti gli originali grazie ai quali si potrà ammirare a pieno il suo particolare lavoro di “stratificazione”, cioè l’aspetto più materico dei suoi disegni il cui risultato consiste in superfici poste in rilievo dalle quali prendono corpo immagini, figure e simboli.
Il disegno è concepito come un accumulo di materiale (grafite, gomme, scotch di carta, trasparenti, colla, spray, pastelli ad olio, colori ad acqua) e il fascino dell’effetto finale sta in una sorta di “sporco lirico” dove contenuti e figure si accavallano facendo nascere una sorto di “equivoco” con lo “spettatore”, lasciando cioè ad ogni osservatore una suggestione diversa. Il disegno infatti, non può essere una riproduzione fedele, ma piuttosto una traduzione, una rielaborazione dello spunto originale nel quale si può intervenire in ogni fase della produzione (dalla creazione alla stampa alla scansione digitale) reinventando o aggiungendo significati.
Stefano Ricci, dopo aver lavorato nell’editoria, nel fumetto, nel teatro e nel cinema realizza insieme a Giovanna Anceschi la rivista ”Mano fumetti scritti disegni”, evento editoriale unico in Italia dove il disegno è protagonista d’eccellenza e dove i due redattori riescono a far confluire le più importanti firme del disegno contemporaneo, dal mondo dell’illustrazione americana più ricercata ai livelli più alti dell’arte contemporanea (per l’occasione alcuni numeri “storici” saranno disponibili al bookshop del Visionario). Dal 2003 Ricci è docente del corso di fumetto e grafica contemporanea al D.A.M.S. di Gorizia, Università degli Studi di Udine.
Attualmente Ricci vive ad Amburgo, dove insegna disegno all’Università delle Arti Applicate, e dove la sua attività, svincolata da commissioni commerciali, ha assunto ritmi incessanti. Dalle pagine di riviste e giornali, manifesti e illustrazioni di libri, ha trasposto la sua creatività in alcuni quaderni (sketchbooks) dove disegni, suggestioni e idee si accumulano proprio come in un “deposito”, in un ciclo continuo. Questo abbandonarsi al disegno quasi fosse un flusso che sgorga rigoglioso e incessante trasferendosi senza mediazioni dalla mente al foglio di carta, è diventato per Ricci una sorta di “culto” da alimentare quotidianamente; un’attività che assume un alone mistico, religioso, quasi fosse una lunga e ininterrotta preghiera recitata con la matita e i pastelli ad olio.

[CS]