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Buena vista. Mezzo secolo di grafica cubana

Manifesti e opere grafiche della Cuba contemporanea, realizzati dal 1959 a oggi, in mostra alle Stelline a Milano (13/01-11/02/2006)

Buena vista. Mezzo secolo di grafica cubana
sede, indirizzo, città
13 gennaio-11 febbraio 2006
Orario: 14-19, lunedì; 10-19, da martedì a venerdì
Ingresso libero
Info: 0245462111, fondazione@stelline.it

Buena vista. Mezzo secolo di grafica cubana raccoglie oltre 100 manifesti e opere grafiche della Cuba rivoluzionaria, realizzati dal 1° gennaio del 1959 sino ai giorni nostri. L’isola caraibica vanta una delle scuole di grafica tra le più prestigiose e al contempo originali del secondo Novecento, nonostante il periodo di autarchia e di isolamento politico e sociale affrontato durante il cinquantennio preso in considerazione.
Il percorso, suddiviso in più sezioni, prevede un’articolazione cronologica, per decenni, in modo da scandire, e sottolineare, l’evoluzione interna del discorso grafico in rapporto con la parallela evoluzione della vicenda storica e, al contempo, con le principali tendenze dell’arte figurativa contemporanea, in modo tale da svelare le dinamiche concrete e gli effettivi nessi, attraverso i quali la produzione grafica cubana ha raggiunto quegli esiti che le hanno fatto conseguire prestigio internazionale. Il percorso allinea carteles legati alla propaganda politica, conosciuta dal grande pubblico soprattutto grazie all’immagine affidata al volto icona di Ernesto Che Guevara, e all’impegnativa campagna di comunicazione sociale inerente, per esempio, alla sensibilizzazione per la scolarizzazione o per il risparmio idrico.
Sono presenti anche affiches legate alla produzione cinematografica, che possono essere considerate, tout court, opere d’arte in quanto dimostrano ed esprimono – grazie a quell’effervescente dialogo che si era venuto ad instaurare tra gli artisti cubani con quanto, nel mondo intero, si andava sperimentando nel settore della grafica pubblicitaria e dell’arte figurativa più avanguardistica in USA, in Polonia e in Russia, per esempio - con più libertà artistica i messaggi che si volevano proporre attraverso il grande schermo.
È utile ed interessante ricordare, a tale riguardo, come questa tipologia di cartel, proprio in virtù di questa conquistata indipendenza artistica, spesso diverga significativamente dai contenuti che il film vuole ragionare. Sono anche esposti manifesti legati all’azione di solidarietà internazionale che Cuba, dal 1966 (con la nascita dell’OSPAAL), ha gratuitamente prodotto per alcune zone calde dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, toccando, anche nella realizzazione dei manifesti politici, altissimi livelli di qualità artistica. I manifesti, provenienti da più collezioni private italiane, sono stati disegnati e impressi a Cuba tra il 1959 e il 2004 da artisti del calibro di (per citare solo i nomi più conosciuti):
- Alfredo Rostgaard, la cui opera spicca per l’originalità dei simboli utilizzati e per la felice fusione tra un’elevata sensibilità pittorica e una sottile ironia.
- Eduardo Muñoz Bachs, principalmente disegnatore di cartoni animati, è colui che ha prodotto oltre 2000 manifesti del cinema, riconoscibili per la forte carica umoristica nonché per la definizione della fortunata immagine di Chaplin a simbolo della cinematografia cubana.
- Antonio Reboiro, esponente principale della tendenza psichedelica, partendo da uno stile legato al realismo socialista, diventerà, per l’utilizzo di colori molto vivaci, il grafico emblema della solarità del Caribe.
- Antonio Pérez detto “ñiko”, che utilizza una grande varietà di stili e di soggetti, dalla ripetizione fotografica ai motivi liberty del secolo passato.
Un’esperienza alquanto complessa quella della grafica cubana, internamente stratificata e densa di occasioni e di risultati, nonché di rimandi al più generale dibattito artistico mondiale, capace, dunque, di trasformare il manifesto non solo in un semplice strumento di propaganda o di cronaca per immagini della Rivoluzione, ma piuttosto in un genere artistico capace di raggiungere esiti di prestigio internazionale.
Curata da Elena Scantamburlo (dell’Università Ca’ Foscari di Venezia) e dal giornalista Andrea Bosco, la mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dalle Edizioni Gabriele Mazzotta (120 pagine, oltre 100 illustrazioni a colori) che contiene i saggi dei curatori e di Omar Calabrese e le schede di Elisabetta Tesser.

[CS]