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Pennini graffianti

In mostra 42 caricaturisti e illustratori del bresciano, dall'Ottocento a oggi, con numerose opere, numerose delle quali quasi sconosciute (25/11-31/12/2006)

Pennini graffianti - brescianità e non
Palazzo Martinengo, via Musei 30, Brescia
25 novembre-31 dicembre 2006
Orario: 9-12, 15-18, da martedì a domenica; lunedì chiuso
Ingresso libero
Info: 030297551, www.bresciamostre.it

L’Assessorato alle Attività e Beni culturali, Valorizzazione delle Identità, Culture e Lingue locali della Provincia di Brescia inaugura, in collaborazione con il Centro Culturale L’Arsenale di Iseo, sabato 25 novembre, alle ore 17.00, la mostra Pennini graffianti - brescianità e non nella splendida cornice di Palazzo Martinengo.
La mostra segna la seconda tappa del più innovativo dei percorsi espositivi che l’Assessorato intende perseguire. La mostra, infatti, è realizzata nell’ambito dell’ampio progetto La Provincia in città che ha come obbiettivo una nuova e più organica promozione per valorizzare le collezioni dislocate sul territorio della provincia – ricche, ma spesso poco note e soprattutto poco pubblicizzate.
La mostra Pennini graffianti - brescianità e non, ad ingresso gratuito, intende ripercorrere brevemente l’evoluzione, nel corso di poco più di un secolo, di un modo tutto bresciano di tradurre sulla carta uno sguardo ironicamente disincantato al mondo e alle persone che ci stanno intorno. Ideata da Aurelio “Micio” Gatti, presidente del Centro Culturale l’Arsenale di Iseo (cui si deve l’avvio dell’iniziativa) ed egli stesso valido caricaturista, la rassegna, composta da oltre un centinaio di opere per un totale di 42 artisti, si articola in due sezioni: da una parte i caricaturisti “storici”, attivi a cavallo tra Ottocento e Novecento, dall’altra i “contemporanei”, affiancati e posti a confronto con l’obiettivo di cogliere tanto gli elementi comuni – figli di una sorta di genius loci – quanto le sostanziali differenze tra l’umorismo disegnato bresciano di ieri e di oggi.
La prima sezione raccoglie soprattutto le divertenti carte che i molti artisti riuniti al celebre Cantinone di Tita Dondelli – luogo di ritrovo dell’intellettualità cittadina – amavano scambiarsi vicendevolmente. Si tratta perlopiù di piccoli fogli con minute caricature, che ci offrono uno spaccato assai suggestivo della vita bresciana di quegli anni e che soprattutto dimostrano inequivocabilmente le insospettate doti caricaturistiche di artisti più noti per la loro produzione tradizionale (è il caso di Rovetta, di Manziana, di Zuccari). Peraltro, accanto a questi pezzi e a quelli di artisti della generazione successiva, l’esposizione propone anche lavori di più ampie dimensioni e di maggior impegno, come ad esempio le splendide caricature a pastello di Mario Bettinelli, già molto apprezzate – su scala nazionale – dai contemporanei dell’artista.
La seconda sezione è invece dedicata ai veri e propri pennini graffianti, eterogeneo gruppo di caricaturisti, illustratori e vignettisti bresciani contemporanei che hanno deciso di riunirsi sotto tale denominazione in virtù della comune passione per la satira e l’umorismo in tutte le loro forme. Nata fondamentalmente grazie ad una serie di rapporti personali intrecciati negli anni, la singolare compagine racchiude artisti dalle storie, dalle personalità e dagli interessi diversi: accanto agli umoristi di professione troviamo infatti pittori, grafici, designer e fumettisti, nonché dilettanti di talento che da molti anni si occupano di satira ed umorismo.
Obiettivo della mostra, dunque, è quello di promuovere la conoscenza di questo settore della produzione artistica bresciana, spesso trascurato nonostante la ricchezza che dimostra di avere e nonostante l’indiscutibile capacità di stimolare riflessioni e considerazioni sul mondo in cui quotidianamente viviamo. In particolare, i pennini graffianti si sono impegnati a creare pezzi in qualche modo legati all’attualità bresciana, evitando però accuratamente di trasformare in un limite tale orizzonte: al contrario, l’aspirazione è proprio quella di utilizzare il dato locale come spunto per affrontare umoristicamente tematiche di più ampio respiro, che toccano e coinvolgono l’intera comunità nazionale ed internazionale.

[CS]

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