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Eros Verasi, il designer-artista dell’ironia

Sospeso tra arte e design, Eros Verasi, nato ad Asmara, in terra d’Africa ma di stanza a Brescia, risolve il suo dualismo con molta ironia, divertita creatività e diversificando la sua produzione, anche con l’uso di materiali insoliti come le zucche.



Classe 1948, Eros Verasi, sospeso da sempre tra dimenione artistica e quella di designer, progetta dai primi anni ’70 “oggetti” diversissimi. Il suo studio di comunicazione W&B spazia tra oggettistica, grafica, interior e industrial design, pubblicità. Il tutto condito con calma e serafica ironia, di cui sono intrise anche molte delle sue opere di “pura” espressione artistica .

Nato ad Asmara da madre violinista e padre architetto, Eros Verasi vive a Brescia. Come tanti che si muovono nel campo del design non ha risolto il dualismo arte-progetto che da sempre caratterizza chi lavora con la propria creatività. Semplicemente versa nella sua produzione, ora di semplice arte, ora di design, la sua vena fluente e fantastica che attinge si all’ironia ma anche al sogno, alla poesia, alla vita quotidiana. La sua tensione artistica si esprime in un “fare artistico” ora applicato al design, ora in un oggetto, pura e semplice forma, ora in un disegno grafico, con cui la forma si concettualizza. I dipinti sembrano avere per lo più una dinamica onirica, non risolutiva, però: Sole ed ombra nel 1997 ha la forma del dipinto su carta, nel 1998 acquista la tridimensionalità di legno e metallo.

La sua grafica si esprime con disegni ironici come l’Uccel pescatore, o Il sogno di Artemisia (la gatta di Vilma), ma anche con Mirando, personaggio disegnato adottato come testimonial per la comunicazione del Comune di Lumezzane.

Numerosi sono i lavori di progettazione classica di marchi, cataloghi d’arte e varia comunicazione.

Non mancano ad Eros gli esperimenti con la ceramica, materiale con cui certamente la manualità tridimensionale ha la capacità espressiva più immediata.

Carla Rosco, in un articolo su “Stile”, rivista di collezionismo, a metà degli anni ’90 scrive degli specchi di Eros Verasi “i quali catturano lo spettatore dentro un discorso di parole e immagini”. Lo specchio per le allodole ha fissato il momento in cui l’uccellino si è “pavoneggiato”, La luna nel pozzo rende grafica una situazone poetica e onirica.

La dimensione onirica e ironica traspare anche dagli orologi da parete, realizzati in cartone. La pecora nera ha il percorso delle lancette in senso antiorario, il gregge di pecore bianche in alto a destra si contrappone alla fuoriuscita nera in basso a sinistra. E gli animali son “colti” graficamente con le zampe annegate nell’erba alta.

L’orologio si accompagna ad un termometro in Saknusshem, solo termometro nel Soleone e Crios.

La vene ironica di Eros si legge anche nella divertente serie delle zucche che alludono a personaggi e animali: dalla Zucca che voleva volare al Violoncellista, da Zucca e zucchetta al Pesce degli abissi si passa dalla parodia all’incubo, tra sorrisi e brividi freddi.

La produzione artistica, inoltre, vede anche composizioni in metallo, legno e altri materiali, dipinti su carta e grafiche, fusioni in metallo, oggetti in legno.

Stefania Vitale descrive l’attività di Eros come “arte e comunicazione; bellezza e funzionalità. Le sue creazioni sembrano un eterno sorriso alla vita che si agita nei suoi misteri, si confronta con le sue contraddizioni e torna costantemente ad amare il suo presente […] In Verasi confluiscono ascendenti e suggestioni di varia natura che sono la fonte della sua inesauribile vena creativa”.

Gli scacchi rappresentano un maturo momento della produzione di Eros. Sono stati esposti a Tokyo in uno spazio permanente delle industrie bresciane, di cui Verasi ha curato l’allestimento. Ha scritto Pierluigi Pattini:“La riproposta di questo gioco comporta almeno due ordini di problemi: la scelta dei materiali, con le tecnologie conseguenti, e la ridefinizione grafica, sempre più aggiornata, delle caratteristiche dei singoli pezzi. Verasi sceglie soluzioni raffinate ed eleganti realizzando un oggetto nuovo ed esclusivo”.

È recente la sua autopubblicazione di un libro d’artista: . Lo ha scritto lui, stampato e allestito, compreso il disegno della copertina. Dal desk-top publishing all’allestimento artigianale completo tutto di suo pugno. Ogni singola copia è un prodotto artistico-artigianale-progettuale che concentra verticalmente la produzione editoriale dall’autore letterario a quello del design fino alla realizzazione pratica.

Se pensiamo che la nostra imprenditoria più spicciola si serve di graficucci da tipografia i quali spesso non si alzano dalla sedia di fronte ad un monitor per ore intere, è consolante conoscere un rappresentante del mondo del design che non specializza affatto la sua creatività ma la diversifica iperbolicamente, andando a vestire i più diversi materiali che lo incuriosiscono della sua più peculiare impronta personale.

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