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Gelsomino D'Ambrosio e Campagna, un connubio di affetti

Campagna, 17 luglio 2010, a tre anni dalla scomparsa del maestro della grafica, un tributo degli amici e della sua citta` di origine che gli intitola la Sala Convegni.


Sostenuta da numerose sollecitazioni l’Amministrazione comunale di Campagna (SA) ha intitolato, con cerimonia del il 17 luglio 2010, la Sala Conferenze a Gelsomino D’Ambrosio, maestro di grafica, suo illustre e amato cittadino, scomparso nel 2006.

La celebre silouette di Gelsomino “Poeta dell`immagine”, riprodotta a grandezza piu` che naturale, accoglie i visitatori all`ingresso della sala.
In un ambiente laterale e` collocata la mostra, curata da Antonio Corsera, Pro Loco di Campagna, con poster di opere del Maestro in cui Campagna e` soggetto principale.

La sala e` gremita. Vito Maggio, Associazione Giordano Bruno, insieme ad Antonio Caponigro, gruppo teatrae “I Dioscuri”, al sindaco di Campagna, Biagio Luongo, e a Michele Figliulo, raccontano aneddoti e vicende della vita del Maestro, sia da giovane che da professionista affermato.

Si rievocano, tra l`altro, il suo intervento per sistemare la citta` dopo il terremoto dell`1980, il celebre volume della 10/17 “Campagna”, lo studio per l’immagine coordinata del Comune di Valva, la mostra “Il teatro della memoria” insieme a Mimmo Iodice. Ma soprattutto la capacita` di Gelsomino di infondere nel suo lavoro un`anima passionale e “saturnina”, di cercare nelle cose l`elemento “essenziale”. Per dirla con Pessoa “il nulla che diventa tutto”.

I ricordi fluiscono alla presenza della moglie Margherita e delle due figlie Rosaria e Federica, oltreche` di amici, parenti e colleghi del suo studio Segno Associati.

Si ribadisce lo sforzo teso alla formazione di un Fondo Memoriale dove si possa incanalare l`amplissima eredita` culturale lasciataci dal Maestro.

Alla fine del convegno, prima del concerto, la proiezione del video “Gelsomino D`Ambrosio e Campagna”, curato da Vito Maggio, ci mostra qualche immagine di un giovanissimo Gelsomino, evocando il folklore campagnese derivato dalla cultura delle acque ma anche del fuoco, tra “chiena” e “funacoli”.
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