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L'affascinante storia di Bali - 2^ parte

Isola di navigatori e di spezie, l'odierna Bali deve la sua particolarità ed unicità ai suoi diversi conquistatori.. Una storia complessa e tortuosa come le sue stradine tra le risaie...

Il Partito comunista venne dichiarato illegale e seguirono ondate di rappresaglie anticomuniste. A Bali i comunisti, che sollecitavano la riforma agraria e protestavano per la repressione sociale, erano visti come una minaccia per i valori tradizionali e per il sistema delle caste, e bande di fanatici approfittarono dell’isteria del dopo colpo di stato per condurre una vera e propria caccia alle streghe e parecchie persone sospette furono catturate e picchiate a morte. La comunità cinese fu particolarmente colpita dalla violenza, fino a quando intervenne l’esercito a riportare l’ordine, ma non c’è balinese che non sia stato toccato dagli omicidi: si calcola che furono uccise da 50.000 a 100.000 persone, quando la popolazione totale dell’isola ammontava a 2 milioni di persone.

image: Image: Barong Dancer

Suharto divenne presidente e sotto il suo governo l’Indonesia si rivolse a occidente alla ricerca di alleati e investitori. A Bali l’espansione sfrenata dell’industria turistica portò crescita economica e un impressionante sviluppo delle infrastrutture, ma anche a forzati trasferimenti della popolazione locale e allo smembramento di molte comunità tradizionali.

Nel 1997 l’Asia meridionale affrontò una grave crisi economica e, prima della fine dell’anno, la valuta indonesiana fu svalutata dai mercati internazionali e l’economia indonesiana rischiò la bancarotta. Per tentare di superare la crisi, nel maggio del 1998 Suharto aumentò il prezzo dell’elettricità e della benzina provocando aumenti a catena nei trasporti e nei generi alimentari. Rivolte scoppiarono a Java, Sumatra e Kalimantan. Incapace di sedare le proteste, Suharto annunciò le sue dimissioni dopo 32 anni di governo e Habibie divenne il nuovo presidente. Dopo la crisi di Timor del 1999, il parlamento indonesiano elesse Abdurrahman Wahid, leader della più grande organizzazione musulmana dell’Indonesia.

Image: Barong Dancer

Wahid, conosciuto con il soprannome di Gus Dur, è un leader moderato e poco carismatico che ha portato pochi e lenti miglioramenti ad alcuni dei più seri problemi dell’Indonesia, quali la crisi economica, il contenimento del potere dell’esercito e i processi per corruzione a Suharto e alla maggior parte dei suoi collaboratori. Successi ancora minori ha ottenuto nell’affrontare i conflitti etnici, religiosi e regionali diffusi in tutto il paese. A Bali, gli hindu, i musulmani e i cristiani hanno mantenuto rapporti cordiali, ma sull’isola persiste una malcelata ostilità nei confronti della comunità cinese.

A causa dell’attentato che il 12 ottobre 2002, a Bali, ha provocato vittime tra i turisti stranieri, prima di intraprendere un viaggio in Indonesia si consiglia di consultare gli aggiornamenti sulla situazione di sicurezza riportati nella scheda visitatori temporanei all’indirizzo http://www.italambjkt.or.id/scheda.

Le indagini accurate e un rafforzamento generale dei controlli da parte della polizia, ancor più capillari nelle aree turistiche, hanno portato all’arresto di due esponenti riconducibili alla Jemaah Islamiyah, un gruppo islamico estremista accusato di diversi attentati nel sud-est dell’Asia, compreso quello al nightclub di Bali del 12 ottobre.

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