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Le isole del sud - est 2^parte

Le isole a est di Bali sono conosciute con il nome di Nusa Tenggara: se ne contano circa 566, molte delle quali così piccole da non avere neppure un nome. Si trovano a pochi gradi a sud dell’equatore e si estendono da est a ovest formando un cordone lungo 1300 Km. Questo enorme arcipelago, che si estende dalla Thailandia fino alla Papua Nuovo Guinea e all'Australia, è consideranto una delle zone piu interressanti del mondo, tanto sulla terraferma quanto sott' acqua, per la varieta biologica dell'ecosistema

Il braccio di mare (48km di larghezza) che separa Bali da Lombok è chiamato anche Linea Wallace. Esistono dei dubbi su questa teoria, infatti gli elementi che hanno indotto Sir Alfred alle teorie sopra esposte (sommariamente) sono presenti a Lombok: nella zona occidentale la vegetazione è tropicale, ci sono scimmie e popolazioni tipicamente asiatiche (balinesi in particolare), nell’area orientale il territorio è molto più arido, si possono vedere grandi lucertole e gli abitanti, i sasak, hanno la pelle molto più scura rispetto ai balinesi.

Probabilmente già nel XII sec. mercanti arabi e cinesi commerciavano con gli abitanti di alcune isole del Nusa Tenggara: offrivano tessuti, armi e porcellane in cambio di cannella, legno di sandalo e altro legname pregiato. I monarchi Majapahit reclamarono ripetutamente la sovranità su quelle isole, ma il loro interesse fu più che altro commerciale, così nell’arcipelago non sono rimaste molte tracce della cultura indù. AI contrario, l’Islam dal XV sec. ha cominciato a penetrare sempre più nel Nusa Tenggara, grazie soprattutto ai rapporti con i makassaresi e con il sultano di Ternate.

I

Il primo europeo a capitare nella zona fu il portoghese Antonio de Abreu, che sbarcò su un’isola che decise di chiamare Flores (e il nome è rimasto). Da allora marinai e mercanti europei ebbero sempre più frequentemente il Nusa Tenggara come meta, sia per approvvigionarsi di acqua e cibo, sia per acquistare legno di sandalo. Giunsero anche i missionari e già nel 1522 molti tra gli abitanti di Flores e delle Solor avevano abbracciato la fede cattolica.

Ad eccezione del legno di sandalo, nel Nusa Tenggara non c’erano molte risorse che potessero interessare gli europei, così si cominciò a guardare seriamente verso l’arcipelago solo a partire dal XVII secolo, mentre gli inglesi rimasero sempre indifferenti a quell’area. Nel 1613 iniziò la rivalità tra olandesi e portoghesi; i primi, grazie all’aiuto di alcuni prìncipi musulmani locali, cacciarono gli avversari da Flores, poi presero l’importante porto di Kupang a Timor. I lusitani riuscirono a resistere a lungo, anche perché la VOC era più interessata alle Molucche e a Giava.

Nusa Tenggara

Verso la metà del XVllI sec. gli iberici, compiendo un madornale errore politico, pensarono che fosse arrivato il momento di riprendersi certe zone dell’arcipelago. Nel 1749 gruppi di meticci di lingua portoghese, i cosiddetti “portoghesi neri”, attaccarono Kupang, ma furono respinti nella zona est di Timor. Nel 1854, con un trattato gli olandesi si videro ratificato il controllo su Flores. Pochi anni prima, nel 1843, i signori balinesi di Lombok erano stati costretti a riconoscere il dominio olandese. Scoppiarono delle ribellioni, ma all’inizio del ‘900, in contemporanea con la fine dell’indipendenza di Bali, gli olandesi consolidarono il loro potere a Lombok. Nel 1942 il Nusa Tenggara fu invaso dai giapponesi, poi dal 1945 ha seguito la storia dell’Indonesia.

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