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Indonesia insolita, isola di Flores 2^ parte

territorio aspro e montuoso con circa 15 vulcani tuttora attivi è situata in una delle zone più sismiche del mondo con frequenti movimenti tellurici... ma un mare di un blu intenso che risplende tra le decine di isolette...

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Il primo europeo ad arrivare da quelle parti fu il portoghese Antonio de Abreu, nel 1512. Da allora furono sempre più numerosi gli europei che si fermarono a Flores o sulla vicina Solor nei viaggi che avevano come meta Timor per il commercio del legno di sandalo. Fu un marinaio lusitano a dare il nome all’isola, chissà perché decise di chiamarlo Cabo de Flores (Capo dei Fiori), poiché di fiori non ve n’erano (e non ve ne sono), tanto è vero che era nota come “Isola delle Pietre”. La presenza portoghese nella zona divenne sempre meno saltuaria, nel 1561 un domenicano fondò una missione permanente a Solor, dalla quale, insieme ad altri evangelizzatori, diffuse il Verbo tra gli indigeni (nel 1675 tra Flores e Solor si contavano non meno di 20 missioni cattoliche permanenti). Nel 1566 sull’isola di Solor venne edificato un forte per controllare le rotte commerciali per Timor e le Molucche. Nel secolo successivo la VOC iniziò ad interessarsi alla zona e, anche grazie all’aiuto di alcuni prìncipi musulmani locali, riuscì a cacciare i portoghesi. All’inizio di questo secolo ci sono state alcune rivolte contro gli olandesi e soltanto nel 1939 Flores poté dirsi veramente pacificata.

Uno dei cardini dell’economia dell’isola potrebbe essere l’agricoltura, ma la tecnica usata, quella di ricavare terreni bruciando foreste, sta creando immensi problemi, non ultimo quello di un preoccupante squilibrio nel geo-sistema. Oggi i principali prodotti agricoli sono granoturco, riso, caffè e noce di cocco, ma per soddisfare i bisogni alimentari locali bisogna ricorrere all’importazione. L’industria è inesistente e il turismo ha un ruolo economico marginale.

Un tempo erano molto noti i tessuti di Flores, gli ikat, ma oggi, con le tecnologie moderne, per i locali è più conveniente importare stoffe, così gli ikat fatti artigianalmente sono sempre più difficili da trovare. Tuttavia, nei mercati dei paesini come Sikka e Lela ve ne sono ancora in vendita. Se si ha un po’ di fortuna si possono trovare antichità autentiche, risalenti alla dominazione portoghese e olandese; si tratta di oggetti che da noi non hanno un grosso valore mercantile, ma hanno un indubbio fascino storico.

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A Flores ci sono ben 4 aeroporti (Ruteng, Ende, Larantuka e Maumere). Sono collegati a Bima, Denpasar, Kupang, Ujung Pandang, e ad altri scali minori. Dagli aeroporti si possono raggiungere i centri abitati solo con gli autobus. Ci sono traghetti che fanno la spola tra Sape (sulla costa est di Sumbawa) e Labuhanbajo, ci sono anche servizi navali regolari tra Ende e Waingapu (Sumba). Tra febbraio e marzo, a causa di forti venti, i collegamenti marittimi possono incontrare delle difficoltà.

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