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Indonesia Insolita, isola di Flores 1^ parte

territorio aspro e montuoso con circa 15 vulcani tuttora attivi è situata in una delle zone più sismiche del mondo con frequenti movimenti tellurici... ma un mare di un blu intenso che risplende tra le decine di isolette...

L’isola di Flores, che i locali chiamano Pulau Bunga (appunto “l’isola dei fiori”) è lunga 360km (da Labuhanbajo a Larantuka) e raggiunge una larghezza massima di 76km. Il territorio è caratterizzato da catene montuose, con alcune vette che superano i 1700m (il monte più alto è il Gunung Inerie, 2245m), separate da improvvise vallate. Le montagne sono coperte da foreste, mentre nelle valli si coltiva riso (talvolta si hanno anche 3 raccolti all’anno, grazie alla buona quantità d’acqua).

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Sull’isola ci sono 15 vulcani attivi. A Flores ci sono sette ore in più rispetto all’Italia, sei quando da noi è in vigore l’ora legale. La stagione secca va da aprile a fine ottobre, in questo periodo la temperatura diurna raggiunge facilmente i 30°C. Tra novembre e aprile ci sono piogge, anche se piuttosto irregolari, che rendono le strade impraticabili. Sull’isola vivono circa 1,5 milioni di persone. Molti sono campur, cioè di razza mista (in loro scorre sangue bimanese, sumbawese, makassarese, sumbese, nonché lusitano: ancora oggi sono evidenti le tracce portoghesi).

Flores è stata sempre un luogo di transito per uomini e merci. Le popolazioni che vivono all’interno e nelle aree più a est hanno caratteristiche somatiche molto simili ai papuani. Circa l’80% degli abitanti di Flores segue la religione cristiana cattolica (anche questa è un’eredità lusitana): le chiese di Maumere e di Sikka ancora oggi svolgono un ruolo evangelico importante in tutto il Nusa Tenggara. Sull’isola ci sono minoranze di musulmani e animasti

Non si hanno notizie precise sui primi abitanti di Flores. Secondo alcuni provenivano dall’India, secondo altri addirittura dai Balcani, mentre c’è un terzo gruppo che è convinto che fossero originari dell’isola di Pasqua, nel Pacifico del sud. È estremamente difficile datare le prime presenze umane sull’isola. Secondo alcuni scritti giavanesi risalenti al XIV sec., Flores sarebbe stata nell’orbita dell’impero Majapahit. La cosa non è da escludere perché sembra che dall’isola fossero esportati in grande quantità legno di sandalo, tessuti e schiavi; probabilmente ha ragione chi sostiene che Flores fosse meta di frequenti incursioni di pirati makassaresi e bughinesi e che questi vi avessero fondato stazioni permanenti, quasi delle colonie.

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