Questo sito contribuisce alla audience di

Souvenir... ??

A volte la nostra voglia di portare qualcosa che ci ricordi la nostra bella vacanza, i mari incantati e le spiaggie incontaminate ci fà portare con noi dei piccoli souvenir... però bisogna stare attenti!!!

E’ tempo di vacanza e, pensando a cosa mettere in valigia, in molti già meditano cosa potersi portare di ritorno a ricordo della vacanza.
In molti casi, però, l’ignoranza delle persone mette a rischio la sopravvivenza degli animali e alimenta commerci e traffici illegali che seguono da vicino, per quantità, quelli di droga ed armi. Per l’esattezza, il traffico illegale di animali e piante è il terzo al mondo.

 

Il problema, però, è che a volte è difficile capire che il materiale di cui sono fatti questi souvenir proviene da specie animali quali invertebrati, conchiglie, coralli ma anche carapaci di tartaruga, uccelli, ragni e rettili. E quindi il turista si trova ad acquistare gioielli, collane orecchini, soprammobili, cinture, scarpe, valigie che sono state prodotte uccidendo coccodrilli, uccelli, serpenti o uccelli. Non sono da meno neanche unguenti e medicine, legno, piante e fiori, scialli e pelli. Insomma, quando si parla di souvenir, i produttori si sbizzarriscono per “accontentare” il cliente che può così tornare a casa con l’ambito “ricordino”.

 

Cosa fare allora, per non incorrere in brutte sorprese?
Come sempre, la cosa migliore è tenersi informati. Partire e sapere cosa si può fare e cosa è meglio evitare. Anche quando arriva il momento di scegliere il regalo per parenti e amici.

 

La Cites, l’organo del Corpo Forestale dello Stato che si occupa di controllare e certificare il traffico di animali e piante in tutto il mondo nel rispetto della Convenzione di Washington, ormai da qualche anno ha affisso nei porti e negli aeroporti nazionali un vademecum dove sono stati trascritti tutti i souvenir proibiti.
La Cites, firmata a Washington nel 1973 ed entrata in vigore il 31 dicembre 1979, alla quale hanno finora aderito 166 Paesi, impone la protezione totale (bandendone il commercio internazionale) di oltre 800 specie di animali e piante. E’ importante, dunque, partire informati perché soltanto smettendo di comperare questi oggetti, si può provare a fermare questo traffico. Lo dico sempre, è una goccia nel mare ma ognuno di noi nel suo piccolo può fare tanto. Ne va della vita degli animali ma va anche detto che, così facendo, si può anche evitare di incorrere in pesanti sanzioni e, quindi, di vedersi rovinare la vacanza al ritorno del viaggio.

 

Sfortunatamente, poi, non è soltanto il turista a portare avanti questo traffico illegale visto che l’Italia è uno dei Paesi più importanti nel commercio internazionale di risorse animali e vegetali, in un giro di affari che, a livello mondiale, sfiora i 25 miliardi di euro all’anno, di cui un terzo deriva da attività illegali.

 

La Cites, come detto, vigila 24 ore su 24 con i suoi uomini sparsi in tutta Italia ma è fondamentale che ognuno di noi capisca quanto possa fare per impedire che continui questo massacro, ritrovandosi con un oggettino impolverato sulla libreria di casa. Ogni piccolo gesto e un nostro fermo rifiuto può servire a salvare un animale o una pianta.

 

Pensiamoci quando passeggiamo per le spiagge delle Mauritius, nei mercati di Pechino, tra i vicoli dei paesi andini, in Kenya, India, Australia o Messico.
Non copriamo ad occhi chiusi. Fermiamoci a riflettere. Spesso è meglio portarsi a casa il ricordo di una foto, il profumo di un luogo e le sensazioni di una scoperta che un oggetto fine a sé stesso per il quale è stato ucciso un animale o recisa una pianta.

Ultimi interventi

Vedi tutti