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Sumatra, Geografia

Quinta isola del mondo per estensione, e seconda dell'arcipelago indonesiano dopo Kalimantan, Sumatra è una meta particolarmente interessante per chi cerca una natura selvaggia, forte e, per ora, ancora incontaminata dove sopravvivono tradizioni e culture antiche. E' considerata oggi la nuova frontiera dell'Indonesia in quanto le sue enormi ricchezze naturali attraggono molti investitori sia nazionali che internazionali. Lo sfruttamento capitalistico dell'uomo e della natura si ripropone inesorabile con tutte le conseguenze negative per l'ambiente.

Sumatra è la più occidentale delle isole dell’arcipelago indonesiano, nonché la più grande (dopo il Borneo) e la più popolosa (dopo Giava). Copre un’area di 473.606kmq, è lunga circa 1750km, mentre la larghezza varia tra i 100 e i 350km. A nord è separata dalla Malesia dallo stretto di Malacca, a sud-est lo stretto della Sonda la divide da Giava. In buona parte è montuosa, l’imponente catena di Bukit Barisan, ad est, degradano dolcemente verso il mare dando luogo a coste basse ricche di approdi naturali mentre il versante ad ovest scende più ripidamente verso la costa.

Ci sono diverse montagne che superano i 3000m di altezza, il monte più elevato è il Gunung Kerinci (3805m). Ci sono anche una cinquantina di vulcani, nove dei quali ancora attivi che spesso superano i 3000 metri di altezza.

La zona occidentale di Sumatra è la più montuosa ed è percorsa da numerosi fiumi non molto lunghi ma molto impetuosi. Ci sono poi anche molti laghi, tutti di origine vulcanica, di cui il più noto e interessante è il lago Toba. La regione è ricca di foreste di tek, ebano e bambù, e vi sono piantagioni di caffè, caucciù e palma da cocco.

La zona orientale è caratterizzata da vaste pianure paludose dominate da enormi mangrovie che raggiungono altezze vertiginose (a volte superano i 200 metri), vi sono molti fiumi lunghi e navigabili spesso risaliti da grossi battelli. Qui la giungla è fittissima e la natura domina incontrastata tra alberi di legno pregiato, felci gigantesche, liane, orchidee e fiori meravigliosi (tra i quali la gigantesca rafflesia), vivono indisturbati animali di ogni tipo, tra i quali l’orangutang specie in via d’estinzione. La foresta lascia poco spazio allo sfruttamento agricolo e di conseguenza la zona è scarsamente abitata.

Le aree pianeggianti sono lungo la fascia costiera meridionale e nella parte centro orientale. Un terzo del territorio è coperto dalla foresta pluviale.

L’equatore divide quasi esattamente a metà Sumatra per cui il periodo monsonico interessa il nord e il sud con intensità diversa. A nord dell’equatore la stagione umida giunge ad ottobre e si protrae fino ad aprile mentre la stagione secca inizia a maggio e termina a settembre. A sud dell’equatore la pioggia raggiunge il suo culmine nei mesi tra dicembre e febbraio rendendo impossibile lo spostamento all’interno dell’isola.

Sette ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich e quindi sei in avanti rispetto all’Italia.

A Sumatra convivono diverse etnie, organizzazioni sociali e fedi religiose: basti pensare agli acehnesi che sono musulmani molto ligi alle leggi dell’Islam, al contrario dei batak che sono cristiani (anche se a loro modo), mentre i minangkabau sono organizzati in una singolare società che poggia sul matriarcato. La religione predominante è la musulmana che approdò nell’isola verso il 1400 d.c. con l’arrivo dei primi mercanti arabi. In precedenza anche questa isola aveva subito la forte influenza della cultura indiana, con le sue due grandi religioni, l’induismo e il buddismo, ma solo l’Islam attecchì profondamente nel cuore degli abitanti di Sumatra tanto che riuscì in seguito a resistere ai ripetuti attacchi sia da parte degli olandesi che dei portoghesi di religione cattolica diventando anche fonte di ispirazione alla resistenza contro gli invasori europei.

In seguito gli integralisti islamici praticarono una vera e propria battaglia contro i riti animisti praticati dalle varie tribù dell’isola ottenendo un buon successo. Lasciarono ai pochi missionari cristiani che ebbero il coraggio, verso la metà del 1800, di avventurarsi in questi luoghi, solo le primitive e inaccessibili tribù delle zone interne cioè i Batak del lago Toba e gli abitanti dell’isola di Nias.

Sumatra è divisa in nove province: Aceh, Sumatra Utara (nord), Sumatra Timor (est), Riau, Jambi, Bengkulu, Bangka – Belitung, Lampung e Sumatra Selatan (sud), la più importante è Sumatra Utara, con capoluogo Medan la maggiore città e capitale di tutta l’isola.

Tra i turisti l’isola è famosa soprattutto per il Lago Toba e per l’architettura minangkabau che si può vedere dalle parti di Bukittinggi.

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