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L'isola di Nias

Spesso indicata come l’isola megalitica, Nias è situata nell’oceano indiano a circa 60 miglia a largo della costa occidentale di Sumatra del Nord. E’ tutt’ora sconosciuta l’effettiva origine dei 400.000 Batacchi che la popolano; secondo fondate supposizioni, si presume che i loro antenati vi siano stabiliti nell’ era del bronzo, provenendo dal continente asiatico. Un fatto certo è che il loro modo di vivere differisce notevolmente da quello di altri gruppi batacchi. Uno degli sports preferiti dei giovani scapoli è quello di superare con un salto pilastri di pietra alti 8 piedi. Queste dimostrazioni di abilità vengono offerte a quei visitatori che, dopo aver percorso 6 miglia di strade tortuose ed essersi inerpicati per una lunga scalinata di pietra, riescono a raggiungere il villaggio di Bawomataluo. In un paese prevalentemente musulmano, circa l’80% della popolazione di Nias professa la fede cristiana.

Nias è una splendida isola immersa nelle calde acque dell’Oceano Indiano, situata ad un centinaio di chilometri dalla costa ovest di Sumatra proprio all’altezza di Sibolga. Questa isola dalla particolare forma allungata è montuosa al centro e paludosa sulle coste, ma comunque quasi interamente ricoperta da fitta giungla tropicale. La vita a Nias è ancora primitiva, tutto sembra immutato da secoli. La maggioranza della popolazione, non amando il mare, di cui ne ha un antico timore, si dedica quasi totalmente all’agricoltura. Quello che più colpisce di questa antica cultura sono la conformazione dei villaggi e i grandiosi monumenti megalitici che li costituiscono.

Anticamente questi villaggi erano progettati seguendo criteri religiosi e difensivi, che ne prevedevano la costruzione su di alte piattaforme ripulite dalla vegetazione, raggiungibili con lunghe scalinate. Erano quasi sempre circondati da ciclopiche muraglie di pietra, tuttora visibili, erette, forse a causa della grande bellicosità dei Niassesi, noti anche come spietati cacciatori di teste e per i numerosi sacrifici umani.

Il villaggio era arricchito da un gran numero di monumenti in pietra, e ancora oggi se ne possono trovare di ogni forma e dimensione, la maggior parte dei quali posti davanti alla casa del capo villaggio. Molti erano dedicati al culto dei morti come ad esempio i grossi troni, ma tanti altri, invece, erano innalzati a celebrazione dei vivi. Al centro del culto praticato da queste tribù c’era la Luna, unica grande divinità considerata madre di ogni cosa esistente sulla terra che influisce su ogni fase dell’esistenza umana. Attualmente solo gli abitanti dei villaggi costieri sono convertiti all’Islam, mentre quelli dell’interno professano una sorta di cristianesimo (portato dai missionari olandesi) mescolato con le antiche credenze animiste.

Nias non è solamente interessante per i suoi antichi villaggi, ma è anche di estremo di interesse dal punto di vista naturalistico per le sue incontaminate spiagge bianche e per il mare dalle acque azzurre e trasparenti. Come ad esempio Teluk Dalam deliziosa insenatura naturale, con la sua laguna protetta dalla barriera corallina e circondata da grandi palme il tutto dominato da una collina con in cima un’ antica missione.

Teluk è anche il punto di partenza per una escursione, che si può benissimo effettuare in un solo giorno, ai tre villaggi megalitici più importanti della zona sud di Nias ovvero Bawamataluo, Hhilismaetano e Orahili, i quali possono essere raggiunti con autobus locali oppure più comodamente, noleggiando una Jeep con autista. In questi villaggi davvero belli e interessanti sarà possibile assistere alla tradizionale danza di guerra Tulo-Tulo, con i danzatori vestiti con antichi costumi fatti di piume, al salto della pietra in cui danno prova di coraggio i ragazzi i quali saltano dall’alto di un altare a forma di piramide alto più di 2 metri.

Se poi si prosegue per i villaggi più interni nella giungla, i meno visitati dai turisti, si potrà ancora osservare un tipo di vita arcaico dove la medicina è praticata unicamente dallo sciamano e dove gli uomini vestono con abiti tradizionali muniti di arco, frecce e lancia, e le donne sono a seno nudo.

Nias beach

Si può arrivare a Nias con l’aereo da Medan, ed atterrare a Gunungsitoli, la poco interessante capitale dell’isola, da dove si può immediatamente imbarcarsi per Teluk Dalam. Il viaggio solitamente dura 6 ore, ed è molto piacevole, in quanto il traghetto naviga costeggiando l’isola e si può così godere di un paesaggio meraviglioso, fatto di spiagge solitarie contornate di giungla fittissima. Naturalmente questo tragitto può essere fatto anche via terra con bus di linea ma può risultare molto faticoso in quanto la strada è solo in parte asfaltata.

E’ possibile raggiungere Nias anche via mare con regolari traghetti da Sibolga che portano sia a Teluk Dalam che a Gunungsitoli. Inoltre occorre ricordare al viaggiatore più avventuroso, che da Teluk Dalam, con traghetti meno frequenti si può salpare alla volta di Sumatra, più precisamente per Padang, facendo scalo alle splendide isole Mentawi, in particolare a Siberut, ancora intatte e praticamente sconosciute al turismo.

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