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L'altopiano Dieng - 1^ parte

A quattro ore circa di auto da Yogyakarta. E’ un altopiano (2.130 metri) caratterizzato da fenomeni geotermici che ci fanno notare la genesi vulcanica dell’arcipelago indonesiano. Coni vulcanici, sorgenti sulfuree, geysers, laghi variopinti, fertili campi ben coltivati ad ortaggi, ma anche resti di templi indù e buddisti del IX secolo incastonati in un ambiente del tutto particolare.

Si trova a circa 120 km a sud-ovest di Semarang e a 110km a nord-ovest di Yogya. È una delle zone archeologicamente più interessanti di tutta l’Indonesia. Il modo migliore e più economico per raggiungere questa regione è affittare un pulmino in 8 persone, oppure per chi è appassionato di motociclismo, affittare una moto e godersi appieno questo meraviglioso paesaggio; naturalmente ci si può servire anche di autobus di linea, ma il percorso non è diretto e si potrebbe perdere molto tempo.

Il nome Dieng deriva da “Di Hyangi”, che più o meno significa “rispettato dagli dei”. Un tempo l’altipiano doveva essere considerato un luogo sacro dagli indù giavanesi e sembra che, almeno per un certo periodo, vi vivessero solo sacerdoti in eremitaggio. Al Dieng si poteva accedere solo attraverso due scalinate di 4000 gradini, ma nessuno è riuscito a spiegare perché si chiamassero “gradini di Buddha”, dal momento che non era un luogo frequentato da buddisti, bensì da indù.

Non si sa bene ne quando ne perché a un certo punto l’altipiano fu abbandonato e cominciò ad essere ripopolato, da gente comune, solo nel 1830. Secondo certe stime all’inizio del secolo scorso a Dieng dovevano esserci ancora 400 templi, purtroppo molti sono andati distrutti nel frattempo perché i nuovi abitanti dell’altipiano hanno usato le pietre dei luoghi sacri per costruire le case. Oggi rimangono otto templi, ciascuno dei quali è chiamato con il nome di un eroe o di una eroina del poema epico Mahabharata.

Dieng è stato un centro religioso, forse addirittura nel megalitico, e sicuramente ebbe molta importanza a Giava già nei primi anni dell’età indù. Gli studiosi sostengono che i templi furono costruiti durante il regno della dinastia Saliendra, probabilmente verso la metà dell’VIII sec., cioè prima del Borobudur e del Prambanan: furono edificati perché l’altopiano fosse un luogo di devozione (e non per glorificare qualche sovrano come è accaduto per molti templi buddisti a Giava). Tutti gli edifici sono consacrati a Shiva.

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