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La zona archeologica di Prambanan - 1^ parte

E’ considerato il massimo monumento induista dell'Indonesia. Costruito intorno all'anno 900, la sua pianta ricorda Borobudur, non fosse altro perché anche in questo caso l'obiettivo degli architetti era di rappresentare il mitico Monte Meru.

E’ un imponente e vastissima zona archeologica che si trova a 18 km a est da Yogyakarta, praticamente sulla strada per Solo, ed è facilmente raggiungibile con autobus di linea, con il taxi, o con mezzi presi a nolo nelle agenzie turistiche o negli alberghi di Yogya. Il complesso prende il nome del vicino villaggio, Prambanan appunto. Sul posto ci si può spostare con gli andong il tipico calesse tirato da vecchi cavalli e guidato da gradevoli vecchietti.

Nel villaggio di Prambanan vi transitano moltissimi autobus provenienti da entrambe le città. La visita dei templi richiede tanto tempo e, se si sommano le varie distanze, diventa piuttosto faticoso farla a piedi. Nei pressi del complesso del Prambanan affittano biciclette, senza dubbio sono un buon mezzo per poter raggiungere molte tra le località desiderate.

Si tratta più precisamente, di una serie di santuari induisti e di mausolei di antichi principi, risalenti all’ottavo secolo dopo Cristo, questa zona è ricca anche di vestigia buddiste a riprova della perfetta integrazione delle due principali correnti di pensiero provenienti dall’India, e dell’importanza fondamentale della regione dal punto di vista culturale, sociale e religioso. Quando verso la fine del decimo secolo, il centro politico culturale di Giava si spostò verso est, questa zona perse automaticamente la sua importanza e questo grande complesso di templi fu completamente abbandonato. I terremoti, le alluvioni e la prorompente natura fecero il resto, tutto fu ridotto ad un cumulo di pietre ricoperte da una fitta vegetazione, senza contare che per secoli gli abitanti della zona si rifornirono qui di pietre per le loro costruzioni.

Solo nel 1937 iniziò una vera e propria opera di restauro e ricostruzione, così tornarono a risplendere i Templi di Siva, Brahama e Visnu, poi in seguito furono recuperati gran parte dei 240 candi presenti originariamente; gli scavi archeologici sono tuttora in corso, ancora molto deve essere fatto per salvare questa zona e riportarla all’antico splendore.

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