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Solo - 2^ parte

Antica capitale del regno Mataran e oggi importante centro artistico che conserva molti bei monumenti: i palazzi del sultano, il ricco museo di Kraton Radyapustaka, i deliziosi mercati di Klerver e Triwindu, e infine (a 30 chilometri) il candi Sukuh, tempio induista a forma piramidale in cui si trovano sculture erotiche e simboli sessuali.

Quindi il kraton è stato interamente ricostruito e ora può essere visitato dai turisti. Il susuhunan, “pentito”, vive all’interno del palazzo. Nei pressi del kraton si trova la Galleria d’Arte; in realtà si tratta di un museo ove sono esposti molti oggetti appartenenti alla famiglia reale, nonché statue, bronzi risalenti all’età indù-giavanese, antiche porcellane cinesi ecc. Il Palazzo Mangkuneragan occupa un’area di circa 10.000mq, si trova al termine di JI. Slamet Riyadi. Si tratta di un complesso, risalente ad un paio di secoli fa, appartenente a un ramo cadetto della famiglia  reale.

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Il Mangkuneragan è caratterizzato da numerosi padiglioni con pareti e colonne in legno di teak scolpito, e comprende anche un lussureggiante giardino tropicale e un museo; all’interno del kraton si esibisce spesso un’orchestra di gamelan (anzi in un’ala del palazzo c’è addirittura una fabbrica di gamelan). All’interno del palazzo l’arredamento è sfarzoso, stravagante e anche un po’ kitsch, anche se in misura minore rispetto al Kraton Hadinigrat. Dal 1969 il complesso è aperto, a pagamento, al pubblico, ma l’ingresso è consentito solo alle persone vestite decentemente (quindi niente canottiere e pantaloncini corti).

Il Taman Kapujanggan Srivedari (da non confondere con il Satawaratu, vicino al fiume Bengawan Solo, dove c’è lo zoo) è un parco all’interno del quale si tengono rappresentazioni di wayang, lo spettacolo del teatro delle ombre. Le scene sono ispirate a episodi presenti nel Mahabharata e nel Ramayana, i poemi epici che contengono anche insegnamenti di filosofia e che sono profondamente radicati nel carattere degli indonesiani. Gli spettacoli possono essere tenuti attraverso marionette di cuoio (wayang kulit), di legno (wayang golek), oppure direttamente da danzatori e danzatrici (wayang orang) che durante l’esibizione cantano anche. Gli spettacoli sono tenuti sempre dalle migliori compagnie di Giava e se la lingua può essere un ostacolo per la perfetta comprensione, si tratta comunque di qualcosa di altissimo livello artistico, caratterizzato da tradizione e genuinità.

       

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