Questo sito contribuisce alla audience di

I dintorni di Banjarmasin

Tra villaggi famosi per i loro diamanti, foreste pluviali e isole sicuramente c'è molto da vedere.

Kembang è un’isola davanti alla foce del Barito, non lontana dal mercato galleggiante di Benjarmasin. Vi è una foresta di circa 60 ettari nella quale vive la Nasalis larvatus (la scimmia con la proboscide), che i locali chiamano bekantan, una specie tipica della zona. La foresta è visitata soprattutto dai cinesi del Kalimantan, i quali fanno offerte di cibo nel tempietto dell’isola, poiché ritengono che se le scimmie mangeranno quel cibo per loro sarà un anno fortunato.

L’isola di Kaget è, sotto molti aspetti, simile alla precedente: si trova nei pressi della foce del fiume Barito, dista un’ora di barca a motore da Banjarmasin ed è abitata da scimmie con la proboscide, ma anche da moltissimi uccelli. Cempaka è un piccolo villaggio a circa 45 minuti di automobile da Banjarmasin, è un po’ la capitale di coloro che ancora cercano diamanti con sistemi tradizionali, e si deve ammettere che di tanto in tanto qualche colpo fortunato si verifica, come nel 1985 quando a una profondità di 15 metri fu trovato un diamante di 116,7 carati.

Martapura è un’altra capitale dei diamanti, si trova 40km a est di Banjarmasin e probabilmente è il miglior posto nel Kalimantan ove acquistare diamanti e gioielli. Ad un paio di ore di auto da Banjarmasin c’è un villaggio chiamato Pagatan. Sulla spiaggia, proprio di fronte all’isola Laut, ogni anno in aprile si svolge una cerimonia chiamata Mappanre Tesi, durante la quale i pescatori guidati da un Sanro (capo locale) entrano in acqua e offrono cibo a tutte le creature marine, sperando così che le attività di pesca nel corso dell’anno possano essere fortunate.

A 25km a est di Banjarmasin, in un paese chiamato Banjarbaru, c’è il Museum Lambung Mangkurat. Un tempo il museo doveva essere molto ricco, poi in parte è stato saccheggiato dai giapponesi durante l’occupazione; gli olandesi hanno prelevato alcuni oggetti prima di lasciare definitivamente il Kalimantan; per concludere, alla fine degli anni ‘60, molti pezzi sono stati trasferiti a Jakarta. Così non è rimasto molto, ma gli oggetti esposti meritano ugualmente una visita per capire almeno un po’ la cultura locale. Si possono ammirare utensili, una giara per l’acqua alta 7m, porcellane cinesi e la copia autentica del trattato di pace tra il sultano locale e gli olandesi. Il museo è aperto anche la domenica, e proprio in quel giorno spesso al suo interno si tengono spettacoli di danze tradizionali, musiche e giochi; i locali sono molto contenti, quasi orgogliosi, quando uno straniero assiste a qualche loro manifestazione popolare.

Ultimi interventi

Vedi tutti