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Cingalese perde 100 parenti nello tsunami

Il figlio di 15 anni si è salvato aggrappandosi a una palma. Residente a Londra, ha perso l'intera famiglia nel villaggio di Alliyawalai in Sri Lanka, una delle zone più colpite.

LONDRA - Ha vissuto la tragedia dello tsunami da lontano, da Londra, ma con l’apprensione di chi vede il proprio Paese messo in ginocchio da un cataclisma di proporzioni immani. Poi allo shock generale, per un cingalese di 38 anni, Sinnathamby Ponniah, si è aggiunto un dramma personale di proporzioni analoghe: ha infatti perso l’intera genealogia parentale, in tutto 100 persone, tra familiari diretti (tra cui anche la moglie e le due sue figlie di 13 e 11 anni), parenti lontani e amici. Poi l’unica grazia, la telefonata dell’unico superstite, avvenuta il 3 gennaio: si è salvato solo il piccolo Thanis, il figlio quindicenne, che è riuscito ad aggrapparsi a una palma all’arrivo dell’onda e ha visto la mamma e le sorelle scivolare via con la corrente.

RITORNO - «Mi è stato portato via tutto - ha dichiarato al quotidiano britannico Evening Standard - Ho perso cento tra zie, zii, cugini e amici, il mio villaggio si trovava proprio sul percorso dello tsunami ed è stato raso al suolo». In effetti villaggio di pescatori di Alliyawalai è tra quelli più colpiti dal maremoto ed è quasi un miracolo che Thanis sia riuscito a salvarsi. Su di lui si concentrano gli impegni da parte delle autorità inglesi, che offriranno condizioni speciali di asilo al quindicenne, facendo in modo che Ponniah possa riabbracciarlo al più presto. «L’incontro tra padre e figlio è ora la cosa più urgente da fare», ha dichiarato Simon Hughes, membro del parlamento «faremo il possibile affinchè ciò possa avvenire al più presto».

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