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Il bilancio alle ore 14.00 del 6 gennaio 2005

La tragica conta più aggiornata delle vittime parla ora di più di 146 mila vittime, migliaia di dispersi e migliaia di feriti.

L’Onu crede che il bilancio finale supererà le 150 mila unità. Secondo il governo Usa non si avrà mai un conteggio esatto delle vittime, che comunque dovrebbero essere alla fine non meno di 500 mila.

Questo il dettaglio:


Sri Lanka:
30.615 morti e più di 5.500 dispersi (27.008 morti nelle aree controllate dal governo; le Tigri Tamil denunciano oltre 16.656 morti nelle zone, a nord ed est dell’isola, sotto il loro controllo; e parlano di 18.481 dispersi). I feriti sono 16.236 e gli sfollati 889.408.


Indonesia:
l’ultimo bilancio è di 94.081 morti. Ma una stima governativa parla di circa 400 mila vittime.


India:
il governo ha rivisto il bilancio ufficiale: il numero passa da 13.268 a 15.825. Ma ci sarebbero ancora decine di migliaia di dispersi.

Thailandia: bilancio ufficiale di 5.288 morti di cui circa la metà stranieri e più di 7.200 feriti. I dispersi sono 6.043. Il premier thailandese Thaqsin Shinawatra ha lasciato intendere che il bilancio definitivo dei morti per il maremoto potrebbe aggirarsi tra i 7.000 e i 10.000. «C’è molta gente conteggiata come dispersa e noi pensiamo che l’80% di queste persone siano morte», ha detto. Secondo altre fonti governative però il bilancio finale delle vittime potrebbe essere compreso tra le 11.000 e le 15.000 vittime, di cui la metà occidentali.

Malaysia: 68 morti, 218 feriti e 35 dispersi nel nord-ovest del Paese, specialmente sull’isola turistica di Penang, la più toccata con 37 morti secondo il vice primo ministro e responsabili locali. Altre dieci vittime nello Stato di Kedah, tre in quello di Perak e una nel Selangor.


Maldive:
almeno 82 morti, 42 feriti, 12 mila senza tetto. Le infrastrutture di tredici delle 202 isole dell’arcipelago sono distrutte, 29 stazioni balneari su 85 sono inagibili

Myanmar:
almeno 90 morti, di cui una dozzina nel crollo di un ponte a Kawthaung, e due dispersi. Fonti ministeriali hanno affermato che le vittime si sono registrate sull’isola Pyinzalu, nella città di Laputta e nel delta del fiume Irrawaddy. Le stesse fonti dicono che il bilancio potrebbe essere di molto superiore. Non si hanno notizie delle etnie di pescatori Salon e Moken, chiamate «i nomadi del mare», che vivono nelle isole che dovrebbero essere state investite dallo tsunami. Alcuni missionari presenti nella zona parlano di migliaia di morti.

Bangladesh: 2 morti.

Africa: un uomo è annegato in Kenia. Somalia: 298 morti accertati, «secondo le informazioni che abbiamo ricevuto», ha detto il portavoce presidenziale Yusuf Mohamed Ismail. In Madagascar un’onda di un metro ha distrutto 150 abitazioni nel villaggio di Ambalafary: 1.200 i senza tetto. Seychelles: tre morti.
Tanzania: 10 persone morte in mare a seguito dello tsunami

Medio Oriente: decine di dispersi nello Yemen e centinaia di feriti nell’Oman


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