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L'onda di tsunami ha colpito: Isola di Simeleu.

Ma gli esperti tranquilizzano: il pericolo di tsunami estesi è rientrato. Sri Lanka, Thailandia e India revocano l'allarme.

GIAKARTA - Almeno nell’isola indonesiana di Simeleu, la temuta onda di tsunami causata dal violento sisma a largo di Sumatra (che ha provocato centinaia di vittime) ha colpito. Un’onda di 3 metri d’altezza ha infatti spazzato l’isola, situata davanti alle coste occidentali di Sumatra ma più a nord rispetto a quella di Nias, l’area maggiormente colpita ieri dal terremoto di 8,7 gradi sulla scala Richter. Lo hanno riferito fonti militari locali, secondo cui i danni provocati dai flutti sono stati «ingenti ed estesi». Secondo testimoni, l’ospedale principale di questa città è andato distrutto e perciò non in grado di accogliere feriti. Sempre secondo testimoni almeno 25 persone sono rimaste uccise.

L’episodio secondo gli esperti dovrebbe essere però circoscritto a un’area limitata, molto vicina all’epicentro del sisma. Il rischio di un nuovo «tsunami» di vaste proporzioni nell’Oceano Indiano sarebbe infatti diminuito. «Il pericolo di uno «tsunami»ì distruttivo su larga scala dovrebbe essere finito», ha dichiarato nella notte (italiana) Laura Kong, direttrice del Centro d’Informazione Internazionale sugli tsunami, con sede alle Hawaii. «In linea generale, se nelle prossime due-tre ore non accadrà nulla, allora il pericolo peggiore dorebbe essere passato, il che è quanto appare in questo momento». «Ci sono stati alcuni tsunami registrati come conseguenza del terremoto», ha ricordato la dottoressa Kong, «ma in apparenza essi non sono stati distruttivi». Un’onda anomala di 23-25 centimetri di altezza si è verificata alle isole Cocos, remoto arcipelago in pieno Oceano Indiano, situato a est dell’isola-continente, cui appartiene, e a sud di Sumatra; in un primo momento si era detto misurasse appena 10 centimetri. Un’onda più rilevante, 25-30 centimetri, si è verificato invece al largo di Colombo, capitale dello Sri Lanka: ma senza conseguenze di proporzioni paragonabili a quelle del cataclisma del 26 dicembre scorso. Nelle ore precedenti, del resto, le autorità della Thailandia, dello stesso Sri Lanka e dell’India avevano via via revocato l’allarme.

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