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La prego signore, ci aiuti, siamo affamati

Terremoto Indonesia, gli aiuti affluiscono a Nias.

GUNUNGSITOLI, Indonesia (Reuters) - Gli aiuti indispensabili stanno cominciando oggi ad arrivare nell’isola indonesiana di Nias devastata dal terremoto mentre i sopravvissuti ancora scavano tra gli edifici crollati nella speranza di trovare i loro cari e alcuni per al fame hanno saccheggiato del cibo dai negozi.

Sull’isola, si teme che possano essere morte fino a 2000 persone e molte altre si ritiene siano rimaste intrappolate sotto le macerie. Un comunicato delle Nazioni Unite ha riferito che sono confermati 500 morti sull’isola. I sopravvissuti feriti chiedono aiuto, a due giorni da un terremoto di 8,7 gradi di magnitudo che ha distrutto una larga parte dell’isola.

“La prego signore, ci aiuti, siamo affamati”, ha detto un uomo a Gunungsitoli, la maggiore città di Nias mentre decine di persone hanno preso d’assalto un negozio del governo.

Gli aiuti di emergenza hanno cominciato a raggiungere le vittime con le truppe indonesiane arrivate sul posto per aiutare le operazioni di soccorso. Elicotteri militari di Singapore stanno portando cibo, acqua e medicine sull’isola e stanno trasportando i feriti, riferisce un testimone. Il vice Presidente Jusuf Kalla ha detto che molte persone sono ancora intrappolate sotto le macerie.

“E’ stato stimato che più di 1.000 persone, o tra 1.000 e 2.000 sono morte in quanto molte persone sono ancora sotto i resti degli edifici crollati. Ci sono inoltre diverse piccole isole dove la stima dei danni è ancora in corso”, ha detto ai giornalisti nella capitale Jakarta. Un funzionario che si occupa della gestione del disastro in Indonesia ha affermato che circa 200-300 persone sono morte nelle lontane Banyak , un gruppo di isole poco più a nord di Nias.

“Ma non abbiamo ancora notizie sul numero dei feriti e delle persone rimaste senza casa”, ha detto a Reuters Nerli Sulitiani funzionario dell’agenzia nazionale per la gestione dei disastri nella città settentrionale di Medan.

Il terremoto di lunedì ha devastato la regione che non era stata colpita dalla scossa e dallo tsunami del 26 dicembre scorso che provocò quasi 300.000 morti o dispersi lungo le coste dell’Oceano Indiano. L’epicentro del terremoto di lunedì è stato a circa 160 km a sudest rispetto a quello di tre mesi fa.

La maggior parte dell’isola, famoso paradiso dei surfisti, è stata danneggiata e la città di Gunungsitoli è crollata in molte sue parti. I sopravvissuti stanno usando di tutto per cercare di dare sepoltura ai loro cari.

IL FRATE ITALIANO E’ “IN BUONE CONDIZIONI”

l frate italiano ferito nel forte terremoto che ha colpito l’isola indonesiana di Nias lunedì notte è “in buone condizioni” ed è stato trasferito in un ospedale della provincia di Aceh.Lo riferisce l’agenzia di stampa missionaria Misna citando una fonte religiosa sull’isola, dove il sisma di magnitudo 8.7 ha fatto almeno 1.000 morti, mentre altri 200-300 sono stimati nel vicino arcipelago di Banyak. “Padre Barnabas Winkler è stato trasferito questa mattina in elicottero a Medan [capitale di Aceh, sull’isola di Sumatra”], scrive Misna citando la fonte. Il missionario cappuccino, ferito nel crollo della casa parrocchiale di Gunungsituli, a Nias, “è in buone condizioni e ha raggiunto l’elicottero con le sue gambe … E’ stato ricoverato in un ospedale di Medan per ricevere le cure del caso , ma è cosciente e in buona salute”.Padre Winkler, originario di S. Andrea di Bressanone in provincia di Bolzano, è missionario in Indonesia da oltre 30 anni, riferisce Misna.

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