Questo sito contribuisce alla audience di

Irian Jaya - Luglio 1997 - Malaria

Lo spettro della malaria aggrediva ed influenzava in modo diverso i comportamenti di ciascuno di noi.

LA MALARIA

Se il pericolo di prendere la malaria era un pensiero quasi inesistente durante il trekking nella Valle del Baliem, la nostra permanenza nel sud dell’Irian Jaya ci ha portato nel bel mezzo di zone ad altissimo rischio malarico. Agats in particolare, città umida, calda, acquitrinosa e molto sporca, era il tipico caso di “sito malarico”.

Lo spettro della malaria aggrediva ed influenzava in modo diverso i comportamenti di ciascuno di noi.

Il povero Frangkie, uomo forte e sicuro sulle sue montagne, ma veramente pesce fuor d’acqua al Sud (soprattutto dopo l’esperienza con il tonno), era letteralmente terrorizzato. Avevamo voluto trascinarlo con noi in quello che probabilmente per lui era un incubo e, sfidando un caldo da bagno turco, Frangkie affrontava le zanzare ben protetto da una spessa giacca a vento, chiusa fin sotto al mento e possibilmente ancor più su. Il tutto integrato da una buona dose di Autan + zampironi multipli sparsi per la stanza.

Gianni aveva deciso di mangiare pane e Autan e, secondo me, si lavava con l’Autan. Ricordo che quando si incontravano i mercatini, l’interesse generale si concentrava sui vari tipi di Autan e simili ed ognuno diceva la sua: questo è più protettivo, meno protettivo, quello non serve a niente, te l’avevo detto io di non comprarlo e così via. Oltre ad iniziare a spalmarsi di Autan la mattina appena sveglio (persino sulla punta delle orecchie), Gianni non mancava di accendere almeno due zampironi in stanza, incurante del rischio di intossicare il povero Giovanni, perennemente febbricitante, che con lui divideva la stanza. Quando poi abbiamo abbandonato la civiltà per addentrarci in foresta, il campo era cosparso di zampironi (mi ci sono seduta persino sopra!) e lo zampirone di fronte alla tenda era d’obbligo.

Altra patita dello zampirone è Simonetta, che però preferiva tenerlo vicino al suo letto. Alfredo sfidava le zanzarone malariche in pantaloni corti. Alla fine sembrava avesse la varicella (in barba alle spruzzate di Off), ma sembra che non fosse stata la sua ora. Inoltre, era lui che esaminava le zanzare catturate con tanto di lente d’ingrandimento e decretava “malaria sì, malaria no”.

Federica e Giovanni la mettevano molto sulla non-chalance: in maniche corte, del tipo “le zanzare ci sono, ci spruzziamo e speriamo.”

Heidi e Stefano erano sincronizzati: si spalma lui, si spalma lei. Si mette la camicia lui, se la mette lei. Ricordo che, mentre eravamo in foresta diretti a Yaniruma, lo zaino di Stefano era risultato molto attraente per le zanzare, visto che lo seguivano a decine. Erano come una nuvoletta che si abbassava quando lui si chinava, che girava a destra quando lui girava a destra o che girava a sinistra quando lui girava a sinistra. Insomma, erano proprio la sua ombra.

Per quanto mi riguarda, al Sud ho veramente avuto paura della malaria. A Timika, dove Simonetta aveva optato per chiusura sigillata del sacco a pelo e fumenti a base di zampirone, io ho smontato mezza stanza (letto compreso) per poter montare la zanzariera della tenda. In foresta avevo sempre la camicia con le maniche lunghe ed il collo ben coperto dalla bandana. Badavo più a coprirmi che non a spruzzarmi, anche perché nel giro di qualche minuto il sudore si sarebbe portato via tutto.

In foresta le zanzare ti svolazzavano davanti al naso, grosse, nere e… dall’aspetto terribilmente malarico. La sera, appena faceva buio, ci si chiudeva in tenda (è capitato di andare a dormire alle 6 del pomeriggio) e allora si sentivano decine di zzzzz…zzzzz…..zzzzz che, talvolta, avevano la fortuna di trovare un polpaccio (nella fattispecie quello di Giovanni) appoggiato contro la zanzariera della tenda. Il giorno dopo detto polpaccio risultava “mitragliato”.

Altro incubo era costituito dalla zanzara “in tenda”. Per i malcapitati occupanti era un’ossessione battente che sfociava quasi in disperazione: potrà sembrare impossibile, ma scovare una zanzara in una tenda di un metro e 70 x 1 metro e 40 è più facile a dirsi che a farsi.

La malaria è stata nostra compagna di viaggio per tutto il periodo passato nella zona degli Asmat. Purtroppo, ho saputo di recente che Heidi è stata la prima (e speriamo unica) vittima, anche se non si tratta di una forma grave.

Argomenti

Ultimi interventi

Vedi tutti