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L'hobbit non era solo: scoperti nuovi resti.

Trovati altri 9 scheletri che confermano l'ipotesi che 18 mila anni fa esistesse un umano basso, con i piedi grossi e le braccia lunghe.

FLORES (INDONESIA) - Non sarà la Terra di Mezzo, ma certo era un’isola alquanto strana.

Popolata da elefanti nani, lucertole giganti e uomini alti un metro, mento sfuggente, con le braccia lunghe e i piedi grossi. E’ l’isola di Flores, in Indonesia. La terra degli Hobbit, forse. Perchè lì, nella caverna di Liang Bua, un anno fa furono scoperti i resti fossili di un ominide, ribattezzato Homo Floresiensis, che ricordava la creatura inventata da Tolkien. E adesso, un anno dopo, di questi scheletri se ne sono trovati ben nove, con braccia e gambe che danno un quadro più preciso della strana creatura. E che confermano l’ipotesi che 18mila anni fa esistesse una razza umana molto diversa da quella che siamo abituati a conoscere.

La scoperta, fatta dall’equipe di antropologi australiani guidata da Mike Morwood, dell’Università della New England di Armidale, in Australia, gli stessi che nel 2004 avevano trovato il teschio piccolo e schiacciato dell’ominide e avevano parlato di nuova razza umana preistorica, è stata pubblicata sulla rivista scientifica londinese, Nature, e ripresa da molti media inglesi.

Caratteristica principale dell’Homo Floresiensis, chiamato così dal luogo in cui i resti sono stati trovati, è la statura minuta: appena un metro di altezza, che aveva fatto sospettare che il primo esemplare appartenesse ad un individuo adulto affetto da microcefalia. Conclusione sbagliata alla luce dei nuovi ritrovamenti che permettono di formulare l’ipotesi che esistesse davvero una comunità di ominidi diversi dalle altre specie umane che la preistoria ci ha insegnato a classificare. La nuova specie - che potrebbe aver convissuto con gli ultimi rappresentanti di Homo erectus e prima della colonizzazione della regione da parte di Homo sapiens - si lega perfettamente alla fauna fossile dell’isola, in passato habitat di specie arcaiche estinte in altri luoghi e spesso conservate in forme estreme: lo stegodonte, una specie di elefante nano, o il Drago di Komodo, una lucertola gigante.

All’epoca del ritrovamento i resti del teschio erano stati ritenuti una stranezza antropologica, fossili appartenenenti ad un individuo malato di nanismo. Diversi scienziati avevano attaccato l’ipotesi formulata dallo studioso australiano, secondo cui quell’individuo, denominato Homo Floresiensis ma soprannominato Hobbit per via della sua bassa statura, potesse rappresentare un’altra specie di Homo. Ora Nature svela che esisteva davvero una tribù di Homo Floresiensis, che abitò a Liang Bua per almeno sei millenni: il fossile di ominide più antico in quella caverna risale a 18.000 anni fa, e il più recente a 12.000 anni fa, ossia pochi millenni prima che l’Homo Sapiens inventasse l’agricoltura e, ponendo fine al nomadismo, desse vita alle civiltà stanziali e urbane.

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