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Usa cercano nuovo accordo sul clima, respingono Kyoto.

Continuano i dibattiti sull'atteggiamento "migliore" per il nostro Pianeta.

Gli Stati Uniti hanno detto oggi che vogliono un nuovo accordo mondiale contro i cambiamenti climatici, dopo che la decisione dell’Australia di ratificare il Trattato di Kyoto ha isolato Washington, capitale dell’unico paese sviluppato a restare fuori dal patto patrocinato dalle Nazioni Unite.

“Non siamo qui per bloccare la strada”, ha detto oggi il capo-delegazione statunitense Harlan Watson, nel giorno di apertura del vertice di Bali, Indonesia, dove i rappresentanti di circa 190 nazioni discuteranno fino al 14 dicembre per trovare l’accordo su una “roadmap” da cui esca il nuovo trattato sul clima, da applicare dopo il 2012.

“Gli Stati Uniti intendono essere flessibili e lavorare in modo costruttivo sulla roadmap di Bali, ha detto Watson. Dal vertice dovrebbe un negoziato di due anni per mettere a punto il nuovo accordo destinato a sostituire Kyoto.

“Rispettiamo la decisione di altri paesi e vorremmo, ovviamente, chiedere loro di rispettare la nostra decisione”, ha detto ancora Watson, nel corso di una conferenza stampa.

In precedenza, i delegati hanno tributato un applauso di almeno un minuto al nuovo primo ministro australiano, il laburista Kevin Rudd, che ha ratificato il Protocollo di Kyoto poche ore dopo essere entrato in carica.

Il presidente statunitense George W. Bush respinse il piano nel 2001, affermando che sarebbe costato agli Usa posti di lavoro e criticando la mancanza di obiettivi imposti alle nazioni in via di sviluppo per il 2012.

Watson ha spiegato che Washington vuole ora discutere di nuovo accordo che sostituisca Kyoto: “La risposta dovrà essere globale”, ha detto, aggiungendo che Washington sarà flessibile nel considerare se gli obiettivi debbano essere volontari, l’approccio preferito da Bush finora, o impegnativi come quelli di Kyoto.

CARBONE PULITO

Washington ha investito miliardi di dollari nelle nuove tecnologie, dall’idrogeno al “carbone pulito”, ritenendo che la speranza di una svolta sia una soluzione migliore rispetto alle prescrizioni di Kyoto.

Kyoto impegna 36 nazioni industriali a tagliare per il 2008-2010 le emissioni di gas a effetto serra del 5% in media rispetto ai livelli del 1990.

L’Australia sarà la 37esima.

Watson ha detto che per le nazioni che aderiscono a Kyoto sarà dura mantenere gli impegni di riduzione: “l’attuale regime di impegni non sta funzionando”.

Insomma, non sarà facile raggiungere gli obiettivi del 2012 previsti da Kyoto, ha spiegato il rappresentante statunitense. “Solo pochi paesi hanno ridotto le emissioni in termini assoluti: il Regno Unito, la Germania e pochi altri… Serviranno imprese eroiche per rispettare gli obiettivi del 2012″.

Watson ha affermato che le emissioni Usa sono aumentate solo dell’1,6% nel periodo 200-2005, mentre l’economia è cresciuta del 12% e la popolazione del 5%.

Questo risultato è migliore di quello di molte nazioni che aderiscono a Kyoto. Ma le emissioni Usa nel 2005 erano il 16% più elevate che nel 1990, anno di riferimento di Kyoto.

(fonte Reuters 06.12.2007)

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