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CLIMA, BALI: 13 ANNI PER TAGLI 40%

NUSA DUA-BALI (INDONESIA) - Tagli delle emissioni dei gas serra del 25-40 per cento al 2020, per i paesi sviluppati, rispetto ai livelli del '90.

NUSA DUA-BALI (INDONESIA) - Tagli delle emissioni dei gas serra del 25-40 per cento al 2020, per i paesi sviluppati, rispetto ai livelli del ‘90. Alla 13/a Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici in corso a Bali, in Indonesia, con 190 paesi e la presenza di 10.000 persone, arriva la prima doccia fredda per quegli stati che di target e di limiti proprio non vogliono sentire parlare, come gli Stati Uniti.

Una settimana e’ passata. Venerdì prossimo, 14 dicembre, la conclusione con il documento finale. Dopo la pausa domenicale, è ricominciato il ritmo serrato dei negoziati per cercare di tracciare un calendario che porti a un nuovo accordo per il dopo Kyoto che termina la sua vita nel 2012. I tagli proposti seguono le raccomandazioni del panel intergovernativo sui cambiamenti climatici Ipcc. Se ne era parlato in una bozza non ufficiale trapelata sabato scorso che portava la firma di Indonesia, Australia e Sudafrica. L’Italia é per il Kyoto plus, anche l’Ue è per le misure restrittive.

Gli Usa mantengono fermo il punto dell’ amministrazione Bush sul Protocollo di Kyoto, ha detto il capo delegazione Harlan Watson sottolineando: ‘Lavoriamo in modo costruttivo per la road map”. Ma Watson non vuole però sentire parlare di numeri. Per quanto riguarda gli Usa, secondo gli osservatori, si sta delineando una strada parallela a Kyoto, tanto che a Bali si rischia di decidere di non decidere, come ha fatto intendere il ministro dell’ambiente indonesiano.

La strada parallela Usa sarebbe una sorta di “long term action”, un piano d’azione a lungo termine da realizzare nell’ ambito della Convenzione sui cambiamenti climatici, Convenzione sotto cui ricade il summit e adottata nel ‘92. Piano d’azione alternativo a Kyoto che di fatto ucciderebbe Kyoto 2, la prosecuzione del Protocollo salva-clima, l’unico patto che prevede target obbligatori di riduzione dei gas serra. La sensazione è che si punti tutto al 2009 quando le elezioni americane avranno già cambiato la scena mondiale.

E su questo punto oggi a Bali è arrivato l’ex candidato democratico John Kerry il quale ha ribadito che nel 2009 la politica degli Usa ’sara’ come il giorno e la notte” rispetto a quella di oggi e che gli Stati Uniti sono pronti per lottare veramente contro il riscaldamento globale, “avranno un ruolo motore e adotteranno politiche veramente nuove”. Dal canto suo l’Unione Europea per i prossimi due anni vuole giocare in casa fissando i prossimi due summit mondiali del clima a Poznan, in Polonia, nel 2008, e a Copenaghen, nel 2009. A Bali, intanto, fino a quella data i due processi, di Kyoto e della Convenzione sul clima, potrebbero rimanere aperti e non collegati.

Dalla scienza alla finanza. Per la prima volta a un summit sui cambiamenti climatici sono presenti i ministri delle finanze o loro delegati rappresentanti di 37 paesi per una risposta finanziaria ai costi della mitigazione e dell’ adattamento all’effetto serra. Presente per l’Italia il sottosegretario all’Economia, Paolo Cento. “Se vogliamo affrontare il cambiamento climatico il calcolo della crescita e del benessere delle economie non può essere fondato solo sul Pil ma deve trovare indicatori ambientali”, ha detto Cento.

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